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“In guerra per amore”, Pif arriva in Friuli

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Giovedì 3 novembre

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Per l’anagrafe è Pierfrancesco Diliberto. Per la famiglia è Pier. Per tutti gli altri è, semplicemente, Pif. Tre lettere che condensano una carriera brillante, iniziata in tivù (Iene, Testimone) e approdata, con altrettanto successo, anche sul grande schermo. Ed ecco, appunto, il tour promozionale di In guerra per amore, che giovedì 3 novembre porterà Pif a Cinemazero di Pordenone (introdurrà la proiezione delle 20.45) e al Visionario di Udine (salirà sul palco dopo la proiezione delle 21).   

Dedicato a Ettore Scola e ambientato nella New York degli anni ’40, mentre il mondo è nel pieno della Seconda guerra mondiale, In guerra per amore racconta la travagliata love story di Arturo (Pif) con Flora (Miriam Leone). I due si amano, ma lei è promessa sposa al figlio di un importante boss. Per convolare a nozze, il protagonista deve ottenere il sì del padre della sua amata che risiede in un paesino siciliano. Arturo, giovane e squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l'isola: arruolarsi nell'esercito americano che si prepara per lo sbarco in Sicilia. Un evento che cambierà per sempre la storia dell'Italia e della mafia.

Dopo La mafia uccide solo d’estate, Pif torna dietro la macchina da presa per dirigere una favola agrodolce e stralunata. Una commedia, scritta con Michele Astori e Marco Martani, che cela al suo interno una denuncia della realtà italiana, con una particolare attenzione al potere mafioso in Sicilia, tema molto caro al regista palermitano. 

Spiega lo stesso Pif: «Cercavo un racconto che, mantenendo lo spirito del mio primo film, mostrasse un piccolo uomo davanti a grandi eventi storici. Un racconto che, nella migliore tradizione della commedia italiana, facesse scorrere su un binario parallelo una storia privata e la Storia. Alla fine ho scelto di farlo con una commedia ambientata durante la Seconda guerra mondiale: romantica, divertente ma anche amara, perché mostra come un evento storico, apparentemente distante, abbia creato le condizioni per l'ascesa della mafia segnando la storia del nostro Paese».