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Il catafalco di Grado per il perdono dei defunti

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Restaurato nel 1865, in occasione del 2 novembre viene nuovamente collocato nella Basilica delle Grazie

Il Catafalco della Basilica delle Grazie 01
Il Catafalco della Basilica delle Grazie

Il Catafalco della Basilica delle Grazie

GRADO – In occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il 2 novembre, la Chiesa invita i credenti a pregare per le anime del Purgatorio, rinnovando una tradizione che affonda le sue radici nella spiritualità monastica.

Fu Sant’Odilone di Cluny, nel 998, a istituire questa giornata di suffragio, poi estesa a tutta la Chiesa universale nel corso del XII secolo.

Nei secoli passati, la liturgia prevedeva in questo giorno anche l’allestimento, nella navata centrale delle chiese, di un catafalco: un monumento effimero in legno dedicato alla memoria dei defunti.

Anche quest’anno, il catafalco di fine Seicento viene nuovamente collocato nella Basilica delle Grazie: non come elemento liturgico, ma come testimonianza di arte, fede e memoria, a rinnovare il legame tra la tradizione e la devozione dei secoli passati.

Ma che cos’è il catafalco e quale significato racchiude?

L’etimologia del termine è incerta: alcuni studiosi la fanno derivare dal latino captare (“catturare lo sguardo”) e palcus (“palco”, cioè luogo elevato e visibile).

Si tratta infatti di una struttura lignea, dalla forma di tronco di piramide, ornata con simboli che richiamano il trascorrere del tempo e la caducità della vita umana. Il Catafalco della Basilica delle Grazie 02La Basilica delle Grazie a Grado

Il catafalco esposto alle Grazie, databile alla fine del XVII secolo e restaurato nel 1875, presenta otto riquadri disposti su due pannelli che raffigurano le anime del Purgatorio e le arti e i mestieri dell’epoca.

Queste immagini avevano lo scopo di stimolare la riflessione sul destino comune degli uomini e di invocare la preghiera per la pace e il perdono dei defunti.