Il “Barco” di Dino Facchinetti attracca in Austria
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A Salisburgo una mostra con una quarantina di opere dell'artista gradese che ha appena completato la sua ultima raccolta
Dino Facchinetti nel suo studio (ph. Claudio Pizzin)
GRADO – Ho incontrato Dino Facchinetti nel suo studio dove mi ha omaggiato della sua ultima fatica “EL BARCO DE CARTA – Un zuogo de vecie parole”.
Una raccolta che fa seguito alla precedente “Pinsieri passai pe’ ‘l cavo forse fermai per tempo”.
Mentre nel primo libro racconta la storia del BARCO completato con alcune sue poesie, nel secondo invece fa un’ampia carrellata dei suoi ricordi, fino alla fine degli anni ’80 del secolo scorso: belli, intensi e sicuramente emozionanti di una vita vissuta assieme ai suoi cari e a tante persone che ha conosciuto e che hanno segnato il suo percorso di artista.
Nel suo raccontare traspariva una grande emozione, che mi ha trasmesso man mano che leggeva alcune pagine del suo volumetto.
Appoggiati noi due sul suo tavolo da lavoro, tra riviste, libri e strumenti del Dino pittore, lo ascoltavo e cercavo di cogliere alcune immagini che lo rappresentassero. Non come pittore, ma come poeta scrittore. Spero di esserci riuscito.
Ma ecco alcuni brani del libro che Dino ha voluto evidenziare con espressione spontanea.
Nel verificare la data di pubblicazione della raccolta di versi “Pinsieri passai pe’l cavo, forsi fermai per tempo” del 2014 si stenta a credere che siano trascorsi oltre dieci anni.
Il tempo non aspetta, procede inesorabile la sua fulminea corsa, ma la straordinaria realtà è che non avrà mai il potere di opprimere richiamo della memoria.
Prosegue con un altro passaggio. A Grado tra le calli e i campielli si dipingeva da sempre. Il disegno era rigorosamente tratto “dal vero” tra la curiosità dei passanti e il “buligheo” di tanti “mamuli” spesso vivaci ma che poi, catturati dal fascino dei colori, sostavano immobili a bocca aperta, rapiti, in attesa che si rivelasse il misterioso incantesimo.
Quadro di Dino Facchinetti (ph. Claudio Pizzin)
Anch’io ho ascoltato lo scrittore, poeta e pittore in un silenzio meditativo, cogliendo anche le varie espressioni che rafforzavano il suo raccontare.
Duti poeti e artisti al gno paese,
piini de estro e sempre pronti al svolo,
cu sonando la tromba o altro arnese,
cu ghitando la togna zo dal molo
(Biagio Marin)
Ho voluto inserire in questo testo una lirica di Biagio Marin per lo stretto e fraterno legame di amicizia che legava Dino Facchinetti “Balansa” con il poeta gradese, e che nella sua poesia identifica Dino e ben esprime viva “graisanità” insita nell’isola.
Presto Facchinetti sarà il protagonista di una mostra personale organizzata da Kiwanis Club Salzburg Rupertus dal titolo Der Christus Die Barke Die Fischer, in programma dal 13 marzo al 12 aprile al Franziskanerklosters di Salisburgo. Facchinetti porterà in terra d’Austria una quarantina di opere, alcune delle quali inedite.
Il vernissage si terrà il 13 marzo alle ore 17.


