Udinese: ecco Zanetti per risalire la chinaUdinese: ufficiale l’addio a RunjaicGrado: inizia l’anno accademico dell’UTEPace attraverso la musica: il progetto europeo nato ad AquileiaRitmica: Udine domina la Serie ACanottaggio: Bressan e Toniolo campioni italianiViolenza di genere: Casarsa previene con la culturaUdine: Sandro Sozzo entra nella Sigma XiFondazione Aquileia: inizia l’era MantiniArcheologia internazionale: la Farnesina finanzia l’Università di UdineBasket: Calzavara scaccia la paura, Udine batte TortonaUdinese versione Halloween: con la Roma vede le stregheStudenti precursori dell’amicizia tra Gorizia e la Corea del SudLa libreria di Margherita. Libri al topInvecchiamento attivo: premiati 4 laureati dell’Università di UdineMonfalcone: due nuove dirigenti in ComuneIl grande cinema di fantascienza torna a TriesteCasa Pordenone: l’abitare condiviso diventa realtàFede e comunità nei 95 anni di Nerina NonisTrieste e il Carso nuovo scenario da film

I mulini della bassa rivivono a Strassoldo

Tempo di lettura: 3 minuti

Presentato a Villa Vitas l'ultimo libro di Giorgio Milocco "L'ultima stagione"

giorgio milocco
Un momento della presentazione
Un momento della presentazione

 

CERVIGNANO DEL FRIULI – Storie di famiglie, ricche e potenti come i baroni de Ritter di Aquileia, popolari ma di lunga storia come i mugnai Milocco di Muscoli di Cervignano e di San Martino di Terzo.

Vicende di lavoro e passioni unite dalla forza dell’acqua che era l’energia della prima industria, motore di sviluppo e civiltà dei mulini costruiti nei secoli nella Bassa Friulana, terra di rogge e risorgive.

La storia degli opifici dove per centinaia di anni, in alcuni, pochi ancora oggi, si sono macinati grani e altro è pregevolmente raccontata nella recente pubblicazione “L’ultima stagione. Mulȋns e mulinȃrs. Mulini del Basso Friuli Orientale” di Giorgio Milocco edita dall’associazione Cervignano Nostra presentata recentemente a Villa Vitas di Strassoldo.

Nell’incontro lo storico Stefano Perini ha spiegato l’espressione “ultima stagione” del titolo, in quanto il volume, frutto di accurate ricerche negli archivi e nella memoria anche orale di famiglia, è un viaggio tra fine ’800 e i primi del ’900, quando i mulini ad acqua vennero via via sostituiti dalla nuova tecnologica di impianti a vapore ed energia elettrica.

Non la fine della macinatura ma il cambio della forza per realizzarla.

Un atto di memoria non solo di ricostruzione storica definisce la pubblicazione Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale che ne ha finanziato il volume realizzato anche con i patrocini di vari Comuni del territorio.

Per Michele Tomaselli, presidente di Cervignano Nostra, il libro, ricco di fotografie inedite, mappe e disegni originali di Anna Degenhardt, è anche uno strumento di supporto alle istituzioni per una valorizzazione in chiave turistica e culturale del territorio.

Certosino il lavoro dell’autore nella ricerca e ricostruzione della memoria di alberi genealogici legati ai mulini in un contesto ampio di visione complessiva storico-culturale e economica del territorio.

Figlio di mugnaio, Giorgio Milocco, ragioniere e giornalista pubblicista, ha una lunga bibliografia di opere pubblicate e un ventaglio vasto di interessi. Caratteristiche che rendono la lettura piacevole e avvincente.

Con una scrupolosa attività di ricerca Milocco ha ricostruito le storie dei principali siti di macinazione un tempo attivi nella Bassa: molti non esistono più, gli ultimi mulini vennero dismessi nella prima metà del secolo scorso, ed è su tali realtà perdute che l’autore ha concentrato parte del proprio sforzo, proponendo nel libro storie, immagini, disegni e ricordi che contribuiscono a far rivivere strutture un tempo fondamentali della quotidianità economica friulana, oggi sconosciute ai più.

Anche sull’onda dei racconti di suo nonno Edoardo e dei ricordi del padre Toni protagonista di quel mondo scomparso, l’autore focalizza l’attenzione su quattro siti: Mulin di Punt, Mulin Vecjo di Aquileia, Mulin de Ritter a Terzo d’Aquileia e il Mulino San Martino e su famiglie di mugnai, tra cui i Di Bert, gli Stel, i Miceu, i Fornasir, i Fabris e i Carlets.

Luoghi e uomini protagonisti di questa parte del Friuli.