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I laici e la Chiesa: quale futuro?

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A Gradisca la Giorni Diocesana dell’Azione Cattolica per analizzare gli scenari del mondo cristiano nella società che evolve

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Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori

 

GRADISCA D’ISONZO – Due giorni di incontri, confronto e riflessione sul ruolo dei laici nella Chiesa e nella società.

Si è conclusa oggi a Gradisca d’Isonzo la Due Giorni Diocesana dell’Azione Cattolica di Gorizia, intitolata “Testimoni di speranza. La vocazione missionaria dei laici”.

L’iniziativa ha riunito soci, responsabili associativi, educatori e rappresentanti delle comunità parrocchiali, offrendo uno spazio di approfondimento su una delle questioni centrali per il futuro della presenza cristiana: come essere oggi testimoni credibili del Vangelo, dentro una società profondamente cambiata.

A guidare la riflessione sono stati Claudia D’Antoni, del Centro Studi dell’Azione Cattolica, il sociologo Luca Diotallevi, docente all’Università Roma Tre, e Pierpaolo Triani, componente del Coordinamento nazionale per il Cammino sinodale in Italia.

Tre prospettive differenti che hanno permesso di affrontare il tema della partecipazione dei laici, della responsabilità associativa, della dimensione comunitaria e del rapporto tra Chiesa e territorio.

Nel corso della Due Giorni è emersa con forza l’idea di una speranza che non significa attendere il futuro, ma assumersi responsabilità nel presente. Una prospettiva che chiama i laici a contribuire concretamente alla costruzione delle comunità e del bene comune.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al percorso sinodale della Chiesa italiana e alle sfide che attendono le realtà parrocchiali e associative, a partire dalla capacità di ascoltare, coinvolgere e valorizzare nuove energie.

A chiudere i lavori è stato l’intervento dell’arcivescovo di Gorizia, monsignor Giampaolo Dianin, che ha richiamato l’importanza di una Chiesa capace di valorizzare pienamente la vocazione e la responsabilità dei laici.

Nelle conclusioni, l’arcivescovo ha sottolineato come la testimonianza cristiana non possa limitarsi agli spazi ecclesiali, ma debba tradursi in una presenza concreta nella vita delle persone, delle comunità e del territorio. Una presenza fatta di ascolto, partecipazione e servizio.

Il tema della corresponsabilità è stato indicato come una delle chiavi per il futuro della comunità ecclesiale: sacerdoti e laici, ciascuno secondo la propria vocazione, chiamati a camminare insieme e a mettere a disposizione i propri talenti. ac2I partecipanti all’incontro

«La Due Giorni – sottolinea Paolo Cappelli, presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Gorizia – ci consegna la consapevolezza che abbiamo bisogno di una Chiesa capace di ascoltare e di laici disposti a prendersi responsabilità. La speranza diventa concreta quando si trasforma in presenza, servizio e partecipazione. Questi due giorni ci hanno aiutato a guardare avanti e a capire che il cammino dell’associazione passa necessariamente attraverso le persone e le comunità».

L’appuntamento ha rappresentato anche un momento importante per il percorso dell’Azione Cattolica diocesana, chiamata nei prossimi mesi a tradurre le riflessioni emerse in scelte concrete, con particolare attenzione alla formazione, ai giovani, alla vita delle parrocchie, alla partecipazione dei laici e alla presenza dell’associazione nel territorio.