Visco celebra la Caserma Sbaiz

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Dai soccorsi post sisma al contrasto alla Mafia: raduno degli ex commilitoni a 28 anni dalla chiusura del sito militare

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La caserma Sbaiz oggi

La caserma Sbaiz oggi

VISCO – Ventotto anni fa si chiudevano i cancelli della Caserma Luigi Sbaiz di Visco, una struttura demaniale dalla lunga storia, al cui interno, durante il primo conflitto mondiale fu organizzato il più grande ospedale militare dall’Esercito italiano, con più di 1.000 posti letto in tenda.

Il complesso di via Borgo Piave, difeso a lungo come luogo di memoria dal compianto scrittore Boris Pahor, una volta l’anno viene visitato da chi in quella caserma ci ha lavorato da ufficiale o sottufficiale, o ci è passato come semplice soldato di leva.

Il ruolo del “Pozzuolo”

Tanti i ricordi e le amicizie legate e nate all’interno di quel perimetro, dal 1975 difeso dai fili spinati e dalle vedette armate del Battaglione Logistico ‘Pozzuolo del Friuli’, insignito nel 1978 con una medaglia di bronzo al valore per i soccorsi prestati ai friulani colpiti dall’Orcolat due anni prima.

Proprio sabato prossimo, 18 maggio, è previsto il nuovo raduno degli ex militari che un tempo presidiavano e lavoravano in questo avamposto, posizionato a ridosso delle trincee nascoste nel vicino Isontino in tempo di Guerra Fredda.

Diverse, inoltre, le missioni cui partecipò il personale del Battaglione. Tra queste ricordiamo l’operazione Pellicano in Albania (1991/92) e i ‘Vespri Siciliani’ per il contrasto alle stragi di Cosa Nostra (1992/95). Una storia lunga, conclusa con il posizionamento della Bandiera di Guerra nel 2002 a Roma, quando il vessillo fu riposto dall’allora comandante Angelo Turi all’interno dell’Altare della Patria.

Come riferito dal referente dell’Associazione del Battaglione Logistico “Pozzuolo del Friuli” caserma Sbaiz, il luogotenente Luigi Rendina, l’ammassamento dei partecipanti si terrà alle ore 10.45 con lo schieramento dei labari. Seguiranno l’Alzabandiera con gli onori ai caduti e un momento di raccoglimento per i cari defunti.

Dopo la preghiera dell’autiere, sono invece previsti gli interventi delle autorità. Tra loro, saranno presenti la prima cittadina di Visco, Elena Cecotti, l’ultimo comandante della caserma, il generale Luigi Pastore, e l’ex ufficiale di Battaglione, il generale Franco Bruscia.

Luogo di Memoria

All’interno della Sbaiz, caserma austriaca fino al 1921, vi morirono durante il primo conflitto mondiale oltre 500 militari tra italiani e austroungarici e numerosi civili. In seguito, fu campo per i profughi italiani, oltre che deposito di artiglieria.

Una delle sue pagine più tristi fu vissuta nel 1943, quando ospitò un campo di concentramento per i civili della Jugoslavia, in cui morirono 25 persone tra sloveni, croati, bosniaci, herzegovini e montenegrini.

Dal settembre 1943 al ’45 ospitò un deposito della Wehrmacht. Dal 1947 al 1996, infine, fu una caserma per decine di migliaia di giovani di tutta Italia, fra i quali il fumettista Bonvi e il cantante Sergio Endrigo.

Data la singolarità della sua posizione (prima sulla linea di confine tra Venezia e Austria, dal 1866 al 1915 fra Italia e Austria Ungheria) e il suo forte valore storico e simbolico, la Soprintendenza ha vincolato la parte centrale del campo, composto da 20 edifici in muratura come luogo di memoria, sito che per cinque secoli ha rappresentato il confine fra etnie e culture: latina a ovest, slava, tedesca e ungherese a est.

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