Università e accessibilità: Udine modello italiano

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Presentata a Roma l’Accademia delle Libere Abilità per la partecipazione alla vita accademica di giovani con disabilità cognitive

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ALA Roma Foto di gruppo con il rettore Montanari
Foto di gruppo con i protagonisti dell’Accademia delle Libere Abilità

 

ROMA – Definire un nuovo modello che garantisca pari opportunità di accesso all’istruzione dopo la scuola superiore a chi finora è stato escluso dal sistema universitario italiano: le persone con disabilità cognitive.

È questa la missione dell’Accademia delle Libere Abilità (ALA), il progetto pilota dell’Università di Udine presentato oggi a Roma.

Unica nel panorama nazionale, l’iniziativa accompagna la riforma sulla disabilità per offrire un percorso di formazione d’eccellenza in rete con il territorio e finalizzato anche all’inserimento lavorativo.

Lo scenario

In Italia sono circa 370mila gli studenti con disabilità certificata (4,5% della popolazione scolastica), con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni (fonte Istat).

Il tasso di disoccupazione delle persone con disabilità, che in Italia è pari a circa il 60%, è maggiore rispetto ad altri paesi europei.

Mentre il numero di studenti con disabilità nelle scuole cresce e aumenta il bisogno di nuovi modelli di inserimento nel lavoro e nella società, il percorso formativo per molte persone con disabilità cognitive si interrompe definitivamente dopo il diploma.

La fine della scuola, che per tutti gli studenti è una fase critica, per la persona con disabilità e i suoi caregiver familiari diventa un vuoto da colmare a causa della carenza di alternative.

Un modello di inclusione sociale per l’Italia

Come colmare questo vuoto? Non si tratta soltanto di superare gli esami. L’obiettivo dell’Università di Udine è abbattere gli ostacoli personalizzando il modo di studiare (usando il metodo dei cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”), affinché ogni studente scopra il proprio potenziale (in termini tecnici i “processi di capacitazione”) e diventi capace di decidere del proprio futuro in autonomia, trasformando lo studio in un vero e proprio piano per la propria vita (si parla solitamente di “progetto di vita”).

In questo modo è possibile sperimentare e rendere ALA un modello replicabile e scalabile in tempi brevi per costruire un ponte tra la scuola e la vita adulta delle persone con disabilità. Attraverso un modello formativo che alterna moduli teorici e attività laboratoriali, ALA mira a garantire continuità formativa e ad armonizzare il bisogno di cura con il sostegno allo sviluppo delle autonomie nei giovani con fragilità e disabilità di tipo intellettivo, in maniera coerente con le capacità, le aspirazioni e i talenti individuali.

L’offerta formativa di ALA

Il programma si articola in lezioni teoriche, laboratori inclusivi e visite didattiche. Il calendario settimanale è mantenuto stabile per tutto l’anno, con l’obiettivo di garantire continuità formativa, alternanza tra attività pratiche e teoriche e equilibrio tra le discipline umanistiche e scientifiche.

Allo stadio attuale sono attivi i corsi di archeologia inclusiva, storia dell’arte e letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, i laboratori di informatica, piante, fiori e animali, lingua dei segni italiana, soft skills, giornalismo, motricità e benessere.

Docenti universitari di sei dipartimenti universitari collaborano con tutor ed esperti di accessibilità per definire i programmi, mettendo a disposizione materiale didattico e laboratori. Ogni modulo è coadiuvato dalla presenza attiva di educatori professionali che co-progettano e realizzano interventi educativi per lo sviluppo delle autonomie e delle competenze sociali.

Gli esperti in accessibilità guidano la scelta degli accomodamenti ragionevoli, ovvero modifiche e adattamenti dei contenuti per garantire la piena comprensione e la partecipazione non discriminatoria alle attività come previsti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Il sito www.accademialibereabilita.it  presenta obiettivi, metodi e materiali dell’offerta formativa.

L’alleanza tra Istituzioni, Università e Terzo Settore

Il progetto è sostenuto dall’Assessorato salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia. Quest’ultima ha approvato l’avvio del secondo anno di ALA, con un sostegno di 250 mila euro, per consolidare l’alleanza tra università ed enti del terzo settore, dimostrando come la sinergia tra ricerca accademica e politiche sociali possa generare innovazione reale e inclusione lavorativa.

Tra i partner strategici di ALA c’è Fondazione Radio Magica ETS che rappresenta il braccio operativo e cura i rapporti con le famiglie, gli esperti esterni di accessibilità e il territorio. Nata da un progetto di ricerca universitario, Radio Magica si è specializzata nell’uso di metodologie narrative per coinvolgere emotivamente e rendere la cultura più accessibile sfruttando la multimodalità, ovvero l’approccio che integra diversi linguaggi e strumenti per rendere l’apprendimento e la comunicazione più accessibili, efficaci e inclusivi.

La rete comprende il sito Unesco di Aquileia in cui è attiva una convenzione che permette di beneficiare del dipartimento educativo EducA, nato dalla sinergia tra Fondazione Aquileia e Museo archeologico nazionale di Aquileia, per lezioni teoriche e laboratoriali nel museo e negli scavi archeologici che diventano vere e proprie aule a cielo aperto.

Anche la Società per la Conservazione della Basilica ha aderito a una convenzione per progettare attività didattiche, percorsi e iniziative in cui gli allievi potranno diventare futuri operatori culturali.

Gli interventi

“L’Università di Udine, con il lancio dell’Accademia delle Libere Abilità, riafferma la funzione sociale della ricerca e dell’alta formazione – sottolinea il rettore Angelo Montanari –. Non ci siamo limitati ad aprire le nostre aule, ma abbiamo messo a disposizione il nostro sapere scientifico per costruire un metodo rigoroso che renda la cultura realmente accessibile. L’inclusione degli studenti con disabilità cognitive non è più un obiettivo utopico, ma una realtà accademica codificata. Siamo orgogliosi di essere pionieri di un cambiamento culturale che valorizza il talento in ogni sua forma, trasformando l’Ateneo in un ecosistema capace di generare innovazione sociale e nuove opportunità professionali per tutti”.

“Ringrazio la Regione Friuli Venezia Giulia, che sostiene il progetto ALA, l’Accademia delle Libere Abilità, l’Università degli Studi di Udine e la Fondazione Radio Magica ETS che stanno mettendo a frutto dei percorsi straordinari in favore delle persone con disabilità – ha evidenziato nel suo videomessaggio il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli –. Il nostro Paese vive un momento di grande cambiamento con la riforma della disabilità, che pone al centro la persona con le sue capacità, i suoi talenti, le sue competenze, i suoi bisogni, e percorsi come il progetto ALA dimostrano che la sfida che abbiamo davanti a noi è esattamente questa. Dobbiamo lavorare insieme e offrire occasioni per dare ad ogni persona la possibilità di partecipare pienamente alla vita delle nostre comunità”.

“Con il progetto ALA, il Friuli Venezia Giulia riafferma la sua vocazione di laboratorio nazionale per le politiche dell’inclusione – afferma l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi –. Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa con un investimento di 250 mila euro perché crediamo fermamente che il diritto alla conoscenza non debba avere barriere. Non stiamo parlando di assistenza, ma di un investimento sul capitale umano: colmiamo quel ‘vuoto’ che per troppi anni ha isolato i giovani con disabilità dopo il diploma, offrendo loro non solo una formazione accademica di qualità, ma una reale prospettiva di cittadinanza attiva e dignità lavorativa. Questo modello, nato a Udine, è oggi una realtà che mettiamo a disposizione del Paese come protocollo d’eccellenza, dimostrando che l’inclusione è il motore più potente per l’innovazione della nostra società.”

“ALA rappresenta una sfida all’innovazione e all’inclusione – spiega Antonina Dattolo, delegata del Rettore al Public Engagement e referente di Ateneo del progetto – un’opportunità per giovani con disabilità cognitive per rafforzare ed aumentare le loro competenze, le capacità di ragionamento e le relazioni interpersonali all’interno dell’ambiente universitario. È anche un’esperienza di dialogo e di crescita per noi docenti e ricercatori, che uniamo le nostre competenze, provenendo da dipartimenti e formazioni diversi, per progettare percorsi formativi adeguati, attraverso l’avvio di processi di capacitazione per gli studenti e l’adozione di accomodamenti ragionevoli nella didattica”.

“Giovani adulti con disabilità cognitiva varcano per la prima volta la soglia dell’università, portando con sé la forza di un cambiamento che abbatte muri e dà forma concreta ai diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità – precisa Elena Rocco, segretario generale della Fondazione Radio Magica ETS –. Il motto di ALA è learning by doing: uno degli obiettivi che stiamo perseguendo è permettere ad allieve e allievi di iniziare a muovere i primi passi come operatori culturali partecipando ad attività culturali del territorio. È stato molto stimolante per gli studenti del laboratorio di LIS accogliere i bambini delle scuole alla mostra per i 50 anni della Pimpa affiancando gli educatori con giochi per la diffusione della lingua dei segni italiana. Solo così l’inclusione smette di essere un’idea e diventa realtà”.

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