Trieste punta sulla riqualificazione di San Giovanni

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redazione

31 Marzo 2021
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Richiesto un finanziamento di 15 milioni di euro

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Il Comune di Trieste, in collaborazione con l’Università degli Studi e l’Ater, ha presentato domanda di finanziamento per un contributo massimo di 15 milioni di euro sul “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare – Pinqua”, previsto dal Decreto Interministeriale 395 del 16 settembre 2020 a favore di proposte ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi anche con eventuali ulteriori risorse, comprese quelle del Recovery Fund, e da eventuali indicazioni europee e nazionali, in attuazione del Green Deal e della Digital Agenda (guarda il video).

Il progetto prevede interventi nel rione di San Giovanni con la realizzazione di una sessantina di nuovi alloggi (attraverso il recupero di centinaio di mini appartamenti degradati) favorendo la riqualificazione e riorganizzazione sia del patrimonio di proprietà comunale destinato all'edilizia residenziale sociale che il miglioramento delle strutture sportive e scolastiche già esistenti, nonché la riqualificazione di alcune aree verdi.

Lo hanno confermato oggi nel corso di una conferenza stampa svoltasi in piazza Unità, l’assessore comunale ai Servizi generali, Progetti europei e Valorizzazione immobiliare Lorenzo Giorgi con il direttore del Servizio Gestione Immobiliare Luigi Leonardi, il presidente dell’Ater Riccardo Novacco con il direttore Franco Korenika, la professoressa Ilaria Garofolo, delegata del rettore per l’Università di Trieste, e la professoressa Elena Marchigiani, coordinatrice del gruppo di lavoro dell’Ateneo triestino di cui fanno parte anche Carlo Stival ed Elisa Cacciaguerra.

Il progetto “San Giovanni: un quartiere verde, inclusivo e smart” punta a intervenire attraverso la ristrutturazione e manutenzione di alcuni immobili residenziali, la riqualificazione di spazi aperti verdi a uso collettivo e la ristrutturazione di immobili da destinare a servizi. In particolare la proposta avanzata prevede interventi su immobili di edilizia residenziale pubblica con la ristrutturazione degli edifici di via Tintoretto 3-5 e di via Caravaggio 8-10 e 14-16, di proprietà del Comune e in gestione Ater, prevedendo la realizzazione di 54 alloggi dotati anche di ascensore. Sarà avviata anche la ristrutturazione dell’immobile in via Piero della Francesca (civico 4), un fabbricato che non fa parte del patrimonio comunale di edilizia sovvenzionata gestito dall’Ater, ma che, con un intervento di edilizia sociale, porterà alla manutenzione straordinaria dei 10 alloggi esistenti.

Prevista anche la riqualificazione dell’area verde retrostante gli edifici di San Pelagio, in cui si prevede la realizzazione di spazi per le attività fisiche e il gioco all’aperto e di spazi per coltivazioni urbane, attraverso percorsi partecipati di progettazione e automanutenzione da parte degli abitanti. E ancora la sistemazione dell’area verde lungo via San Cilino, prospiciente la piazza centrale del quartiere (piazzale Gioberti) e il nuovo impianto polisportivo polivalente.

Sempre il progetto prevede che i locali non residenziali al piano terra di via San Pelagio 6 (proprietà comunale in gestione Ater, con superficie di circa 70 mq) siano destinati ad associazioni o laboratori di zona per il tutoraggio delle fragilità sociali, con la possibilità di organizzare parte delle proprie attività anche nell’annesso spazio verde.

Al fine di promuovere attività culturali e di inclusione sociale, la proposta prevede anche la creazione della “Casa delle associazioni F. Filzi” nell’ex immobile scolastico sito in via Caravaggio. Si tratta di un edificio di tre piani fuori terra, che già ospita alcune associazioni culturali attive nel quartiere. La sua ristrutturazione consentirà di ampliare i locali a disposizione anche di altre realtà associative.

La realizzazione della proposta di progetto “San Giovanni: un quartiere verde, inclusivo e smart” sarà accompagnata dall’utilizzo di strumenti innovativi per quanto attiene alla metodologia BIM, e dalla costruzione di processi partecipativi volti a promuovere l’inclusione sociale dei gruppi di popolazione più svantaggiati e la realizzazione di percorsi virtuosi di automanutenzione e risparmio energetico, anche mediante utilizzo di piattaforma di partecipazione digitalizzate e Living Lab.

Entro la metà di giugno è attesa la risposta alla domanda di finanziamento del progetto. Poi, in caso di risposta favorevole, ci saranno 8 mesi di tempo per presentare tutti gli elaborati.

Il Comune di Trieste ha comunque già previsto uno specifico stanziamento di 1,3 milioni di euro per sostenere le opere.

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