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	<item>
		<title>Mattia Della Silvestra: il sapore del sacrificio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 16:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[bagnaria arsa]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è avvicinato allo sport grazie al basket, ma la sua passione è diventata presto il rugby. Le sue prodezze alla Juvenilia di Bagnaria Arsa hanno destato l’attenzione del Petrarca Padova. Dove il sogno continua tra allenamenti e studio. Divenendo realtà grazie all’esordio vittorioso in prima squadra nel club più titolato d’Italia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/a_24b49412-230c.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/mattia-della-silvestra-il-sapore-del-sacrificio/">Mattia Della Silvestra: il sapore del sacrificio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Della Silvestra con la maglia della Nazionale giovanile</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI &#8211; <strong>Mattia Della Silvestra </strong>è sempre andato di corsa.</p>
<p>Per comprenderlo basta osservarlo sul campo da rugby, mentre si invola sull’ala alla ricerca della meta.</p>
<p>Doti naturali che quasi quattro anni fa hanno stregato il <strong>Petrarca Padova</strong>, società più titolata in Italia con i suoi 15 scudetti in <em>palmarès</em>. Un’opportunità che Mattia non si è lasciato sfuggire, resa possibile grazie alle esperienze vissute con la maglia della <strong>Juvenilia </strong>di <strong>Bagnaria Arsa </strong>e non solo. Come ci racconta in questa intervista.</p>
<p><strong>Mattia, un talento del rugby sottratto al basket. Com’è iniziata la </strong><strong>tua storia sportiva?</strong></p>
<p>«Gli unici due sport che ho praticato in modo serio nella mia vita sono stati il basket e il rugby. Al basket mi sono avvicinato in tenera età, principalmente per seguire le amicizie che avevo ai tempi, praticandolo per tutte le scuole elementari e medie».</p>
<p><strong>Un impegno tuttavia non esaustivo…</strong></p>
<p>«Ero un bambino molto attivo e non mi bastavano i due allenamenti settimanali di basket a Cervignano. Decisi dunque di intraprendere un nuovo sport. Mio padre trovò su internet un annuncio in cui si parlava di una nuova società di rugby che aveva aperto a Bagnaria Arsa e decisi di andare a provare. Così fino alla seconda media ho praticato entrambe le discipline, allenandomi di fatto 4 volte a settimana e avendo spesso partite entrambi i giorni del weekend».</p>
<p><strong>Un vero e proprio <em>tour de force</em>.</strong></p>
<p>«Con l’aumentare del livello degli impegni, diventò sempre più difficile far convivere i due sport e mi trovai davanti a una scelta non semplice. Sia a basket che a rugby me la cavavo e, inoltre, a pallacanestro ero anche il capitano della squadra. Mi sentivo molto combattuto nonostante fosse già ben chiara la mia preferenza verso il rugby».</p>
<p><strong>Come avvenne la decisione?</strong></p>
<p>«Nel contesto di un torneo di basket venne chiesto a tutti i capitani delle squadre quale fosse il loro sogno. Diversamente dai vari “voglio arrivare in NBA”, la mia risposta fu “voglio giocare nella Nazionale di rugby”. Nonostante fossi ancora relativamente giovane, questo mi fece capire ciò che volevo davvero. E così dalla terza media iniziai a dedicarmi esclusivamente al rugby».</p>
<p><strong>Con la Juvenilia di Bagnaria Arsa che diventa casa tua.</strong></p>
<p>«Dal presidente Ernesto Barbutti al vicepresidente Francesco Cirinà, fino ai vari allenatori che mi hanno seguito durante il mio percorso di crescita (Leandro Vrech, Andrea Brach e Marco Mori), tutti mi hanno sempre supportato e non hanno mai pensato ai loro interessi, bensì sempre ai miei. Anche se gli inizi non sono stati facili».</p>
<p><strong>Cosa intendi?</strong></p>
<p>«Eravamo in pochi ed era molto difficile fare gli allenamenti. Le domeniche poi venivamo messi assieme ad altre squadre, sempre diverse. Nonostante ciò la formazione che ho ricevuto è stata molto utile sia durante il periodo del minirugby che poi crescendo. Sono sempre stato molto gracile fisicamente ma ero veloce e agile: sin da piccolo il mio obiettivo era quello di non farmi prendere piuttosto che cercare il contatto. Una costante mantenuta anche i primi anni in cui si è iniziato a parlare di veri e propri ruoli. Diciamo che sono più la mente della squadra che tende a finalizzare il lavoro sporco fatto dagli altri».</p>
<figure id="attachment_71433" aria-describedby="caption-attachment-71433" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-71433" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2575.jpg" alt="IMG 2575" width="800" height="533" title="Mattia Della Silvestra: il sapore del sacrificio 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2575.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2575-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2575-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2575-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2575-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71433" class="wp-caption-text">Della Silvestra con la divisa del Petrarca. Mattia è nato a Palmanova il 27 agosto 2005: è originario di<br />Cervignano del Friuli ma prima di trasferirsi a Padova ha frequentato le scuole superiori a Monfalcone</figcaption></figure>
<p><strong>Finché a te si è interessato il Petrarca Rugby Padova, la squadra più titolata d’Italia…</strong></p>
<p>«L’opportunità del trasferimento si è manifestata nell’estate 2022. Nonostante l’idea di andare ad abitare da solo e lontano da casa mi spaventasse un po’, era un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire. Devo ringraziare la Juvenilia che non si è mai opposta. Spero che con questo trasferimento io possa essere da esempio per molti ragazzi provenienti da piccole squadre, in primis per quelli della Juvenilia, per far comprendere che con il lavoro e l’impegno si può raggiungere l’alto livello a prescindere dal punto di partenza».</p>
<p><strong>Nelle tue giornate si alternano studio e allenamenti.</strong></p>
<p>«In una mia giornata tipo la sveglia suona sempre tra le 7 e le 8, anche se può subire variazioni in base al programma di allenamento. Tutta la mattinata fino al primo pomeriggio è occupata dal rugby, tra campo, palestra, riunioni e pause; mi ritrovo a casa per pranzare intorno alle 14. Dopo essermi rilassato un po’, il pomeriggio è interamente dedicato alle lezioni e allo studio. Sono iscritto alla facoltà di Scienze Motorie all’Università di Ferrara, che mi permette di seguire le lezioni online senza dover per forza andare in presenza».</p>
<p><strong>È vero che oltre ad allenarti anche alleni?</strong></p>
<p>«Qualche giorno sul tardo pomeriggio, dopo aver studiato, torno al campo per andare ad allenare, in quanto nel minirugby del Petrarca, per dare meglio l’impronta della società, molti ragazzi della prima squadra fanno da allenatori o, nel mio caso, da preparatore atletico. Dopo aver finito di allenare torno a casa e dopo cena mi rilasso un poco. Poi subito a dormire».</p>
<p><strong>Giornate intense.</strong></p>
<p>«Non nascondo che la carriera studente-atleta spesso è pesante e difficile da alternare. Molte volte faccio fatica a essere sempre al passo con le lezioni, ma non è una cosa impossibile e sono sicuro che con il massimo impegno riuscirò a portare avanti entrambe al meglio».</p>
<p><strong>La fatica, il lavoro, la passione e l’abnegazione ti hanno già regalato soddisfazioni come l’esordio con la prima squadra e l’impiego con la Nazionale giovanile…</strong></p>
<p>«Sin da piccolo sono sempre stato un ragazzo che raramente si accontentava dei risultati ottenuti: raggiunto un obiettivo lo archiviavo per pensare al prossimo. Una mentalità che mi ha aiutato, ma è grazie ai sacrifici che, pur partendo da un livello basso rispetto alla media, sono riuscito ad arrivare dove sono adesso».</p>
<p><strong>Dell’esordio in prima squadra quali emozioni conservi?</strong></p>
<p>«Credo sia stato l’esordio che tutti sognerebbero: titolare, vittoria e meta. Appena entrato in campo avevo il cuore che andava a mille, vedere il pubblico di cui faccio parte ogni domenica tifare per me mi ha dato un’emozione e una carica che mi ha permesso di fare uno <em>switch </em>e vivere tutta la partita in modo tranquillo. Quando è arrivata la meta, tutti i miei compagni sono venuti ad abbracciarmi. La partita si è messa subito in discesa e me la sono goduta al massimo fino alla fine».</p>
<p><strong>Tra rugby e studio quali sono i tuoi obiettivi?</strong></p>
<p>«Ora sto portando avanti la carriera da studente-atleta in cui cerco di massimizzare la rendita di entrambi. Nel rugby nel breve termine vorrei riuscire a ritagliarmi molto più spazio in prima squadra e riuscire anche a fare un salto di qualità a livello internazionale. Nello studio desidero ottenere la laurea triennale in Scienze Motorie per poi andare a fare una magistrale sempre all’interno dell’ambito sportivo».</p>
<figure id="attachment_71432" aria-describedby="caption-attachment-71432" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-71432" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/bb586f97.jpg" alt="bb586f97" width="800" height="829" title="Mattia Della Silvestra: il sapore del sacrificio 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/bb586f97.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/bb586f97-290x300.jpg 290w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/bb586f97-768x796.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-71432" class="wp-caption-text">Mattia Della Silvestra assieme ai genitori al termine di una partita</figcaption></figure>
<p><strong>I tuoi genitori vengono a vedere le partite?</strong></p>
<p>«Cercano di essere presenti il più possibile e nelle partite casalinghe a Padova vengono sempre a vedermi. A parte nelle zone più lontane, in realtà vengono molto spesso a vedermi quasi in tutto il nord Italia».</p>
<p><strong>Famoso il terzo tempo nel rugby: in campo e fuori (è stato copiato da tutti ormai) come lo vivi?</strong></p>
<p>«Il terzo tempo nel rugby va a rappresentare gli ideali che questo sport racchiude. All’interno del rettangolo di gioco il rugby può essere definito uno sport abbastanza violento per le collisioni che ci sono, ma a differenza di altri sport, appena avviene il fischio finale si diventa tutti amici nel fatidico terzo tempo, dove si mangia e si beve insieme senza tenere conto della squadra a cui si appartiene».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>200 metri indoor: record regionale per Leo Domenis</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/200-metri-indoor-record-regionale-per-leo-domenis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:20:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[atletica]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corridore della Trieste Atletica trionfa al meeting di Padova nella categoria juniores. Vittoria anche per Marco Miceli nei 400 metri</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/01/Leo-Oumar-Domenis.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/200-metri-indoor-record-regionale-per-leo-domenis/">200 metri indoor: record regionale per Leo Domenis</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Leo Domenis</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>PADOVA – Al Palaindoor di Padova si è disputata la seconda manifestazione indoor del 2026.</p>
<p><strong>Trieste Atletica</strong> rientra con due ottime prestazioni.</p>
<p>Il primo risultato degno di nota è il record regionale juniores assoluto e la medaglia d’oro di <strong>Leo Domenis</strong> nei 200 metri indoor.</p>
<p>Il giro di pista padovano ha regalato un ottimo crono all’atleta triestino, 21.63 e una giornata da ricordare a lungo.</p>
<p>Leo ha corso nella prima delle cinquantaquattro serie, staccando di oltre tre decimi la medaglia d’argento.</p>
<p>Nei quattrocento metri prima piazza per <strong>Marco Miceli</strong>, che porta a casa una prestazione d’esordio stagionale promettente, 48.17. Nessuna possibilità per gli altri concorrenti di poter superare l’atleta gialloblù, che stacca di mezzo secondo il primo degli inseguitori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Baseball: Ronchi scatenata a Padova</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/baseball-ronchi-scatenata-a-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 08:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[baseball]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[serie a]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Doppia vittoria in trasferta per la Gereon Engineering New Black Panthers che si consolida al vertice del girone C</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/generica1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/baseball-ronchi-scatenata-a-padova/">Baseball: Ronchi scatenata a Padova</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Ottimo momenti di forma per i New Black Panthers</em></span></p>
<p>PADOVA – Bottino pieno in trasferta per la <strong>Gereon Engineering New Black Panthers</strong>, vittoriosa a Padova in entrambi gli incontri con la compagine locale.</p>
<p>Uno sweep che consente ai ronchesi di consolidare la propria posizione di testa nel <strong>girone C</strong> del campionato di <strong>Serie A</strong> con otto vittorie e due sconfitte.</p>
<p>8-3 il risultato della prima partita. Sul monte di lancio per i ronchesi si presenta <strong>Nardi</strong> che, dall’alto della sua esperienza, controlla a sufficienza i patavini, anche se sono questi ad andare subito in vantaggio.</p>
<p>Ma è pronta la risposta degli ospiti che pareggiano al secondo inning.</p>
<p>Ancora un punto per i padroni di casa al quarto, ma è all’attacco successivo che si scatenano le mazze ronchesi incamerando tre punti. Ancora al settimo e all’ottavo si fa sentire l’attacco delle pantere, particolarmente pungente, con due punti a inning.</p>
<p>I veneti segnano solo un punto sul subentrato lanciatore ronchese <strong>Bernardis</strong>, mentre va a chiudere perentoriamente la partita <strong>Dalla Silvestra</strong>.</p>
<p>Alla fine sono 14 le valide per i New Black Panthers, con sugli scudi <strong>Berini</strong> e <strong>Furlani</strong> con 2/4 e <strong>Bertossi</strong> 3/5. Tre gli errori difensivi.</p>
<p>Alla sera si gioca impiegando i lanciatori stranieri e per Ronchi sale – più che sul monte – in cattedra <strong>Andy Quesada</strong>.</p>
<p>Difatti il cubano dimostra estrema padronanza dominando l’attacco avversario, zittendolo e concedendo praticamente nulla; sventando anche un pericoloso tentativo di rimonta dei locali al sesto, con perizia e freddezza (8 ip, 4 BV, 3 bb, 10 so il suo score finale).</p>
<p>D’atro canto le mazze ronchesi, pur soffrendo il lanciatore padovano, approfittano delle uniche debolezze locali.</p>
<p>Come al quarto quando <strong>Berini</strong> manda a punto <strong>Luca Furlani</strong>, autore di un doppio. O quando al settimo raddoppiano con <strong>Berini</strong> che raggiunge casabase dopo una valida e un lancio pazzo.</p>
<p>Quindi suggellano la partita all’ottavo con <strong>Marco Furlani</strong>, spinto a casa dal solito Berini (eroe di giornata con ¾ in questa partita). Chiude la gara sul monte con la sua consueta maestria Stabile.</p>
<p>Domenica prossima per i ragazzi del manager Furlani ci sarà un’altra trasferta, questa volta a Rovigo: da questi due incontri si potrà già verificare concretamente le possibilità di leadership finale.</p>
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		<title>Ruda: la classe del &#8217;55 si ritrova a&#8230; Padova</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/ruda-la-classe-del-55-si-ritrova-a-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 16:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[anniversari]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[ruda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata insieme nella città di Sant'Antonio. In attesa dell'appuntamento del prossimo anno a Roma per il Giubileo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/San.Antonio-da-padova-classe-1955.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/ruda-la-classe-del-55-si-ritrova-a-padova/">Ruda: la classe del &#8217;55 si ritrova a&#8230; Padova</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RUDA – La classe 1955 di Ruda, unita da un legame speciale forgiato negli anni, ha scelto di celebrare il suo 69° compleanno immergendosi nella città di Padova.</p>
<p>Un viaggio nel tempo e nello spazio, per riscoprire l&#8217;amicizia e l&#8217;importanza dei ricordi condivisi.</p>
<p>La giornata è iniziata con un momento di preghiera a Sant’Antonio, partecipando alla messa e invocando la sua benedizione su questa ricorrenza.</p>
<p>Nel pomeriggio, il gruppo ha ammirato la stupenda Cappella degli Scrovegni e hanno potuto ammirare i capolavori custoditi nei Musei Civici degli Eremitani.</p>
<p>La serata si è conclusa in bellezza con una cena conviviale in un ristorante della Bassa Friulana, occasione per brindare all&#8217;amicizia e proiettarsi verso il futuro.</p>
<p>In occasione del Giubileo della Speranza, che si celebrerà il prossimo anno, si è già iniziato a organizzare un viaggio di tre giorni a Roma per festeggiare i 70 anni del gruppo.</p>
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		<title>Baseball: Ronchi ferma la corsa del Padova</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/baseball-ronchi-ferma-la-corsa-del-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 09:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[baseball]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[serie a]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I New Black Panthers obbligano al pari la capolista del girone, infliggendo ai veneti la prima sconfitta. Emozioni per il derby in famiglia Berini</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/ronchi-padova-10-08-2024-02.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/baseball-ronchi-ferma-la-corsa-del-padova/">Baseball: Ronchi ferma la corsa del Padova</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>GEREON RONCHI – PADOVA  10-0, 1-4</p>
<p>Il Gereon Ronchi ferma l&#8217;imbattibilità del Padova, ottenendo una vittoria contro i veneti in gara 1 del doppio confronto di sabato per il girone salvezza della Serie A.</p>
<p>Al Gaspardis le due formazioni si spartiscono la posta in due gare dalle dinamiche diverse.</p>
<p>Nella partita del pomeriggio i ronchesi, sorretti sul monte di lancio da un solido <strong>Dalla Silvestra</strong> (7IP, 2H, 7K), studiano gli avversari per tre inning, per rompere gli indugi al quarto, quando <strong>Luca Furlani</strong> con un doppio manda a casa base due compagni.</p>
<p>Al settimo attacco Ronchi diventa inarrestabile e con una serie di valide, assieme a qualche imprecisione difensiva degli ospiti, va a punto otto volte, chiudendo l’incontro sul dieci a zero per manifesta superiorità.</p>
<p>Undici le valide totali dei ronchesi e due errori difensivi. I migliori in battuta <strong>Midena</strong> (3/3) e <strong>Luca Furlani</strong> (2/3).</p>
<p>Alla sera si affrontano i due lanciatori stranieri: <strong>Martinez</strong> per Padova e <strong>Acosta</strong>, al suo esordio casalingo, per Ronchi.</p>
<p>Danno subito spettacolo contenendo abilmente le mazze avversarie e incanalando la partita su un sostanziale equilibrio.</p>
<p>L’inning decisivo è l’ottavo, quando come sovente succede in questo tipo di partite, un episodio risolve il risultato.</p>
<p><strong>Stabile</strong>, che aveva sostituito Acosta nella ripresa precedente, riempie le basi, viene sostituito da <strong>Davide Bertoldi </strong>che concede una lunga battuta da tre basi al battitore avversario <strong>Talevi</strong> e poi, successivamente, una volata di sacrificio: quattro punti totali. All’ultimo attacco Ronchi tenta una timida reazione e riesce a segnare un punto.</p>
<p>Ma e abile <strong>Martinez</strong> a chiudere ulteriori velleità delle pantere.</p>
<p>Quattro a uno il finale per Padova. Solo quattro le battute valide dei ronchesi contro le sei dei patavini e un errore difensivo.</p>
<p>Ora ci sarà una pausa nella settimana di Ferragosto e poi la trasferta di <strong>Verona</strong>, dove la Gereon Engineering cercherà di porre in cassaforte la matematica salvezza.</p>
<p>Intanto è in partenza per la Colombia il manager <strong>Alberto Furlani</strong> quale coach nello staff della Nazionale under 15 impegnata nei Mondiali di categoria.</p>
<p>Venerdì prossimo, alle 20, Ronchi scenderà in campo per un&#8217;amichevole contro <strong>Buttrio</strong>, squadra attualmente impegnata nella preparazione ai play-off di promozione in Serie A.</p>
<p>Sarà un&#8217;ottima occasione per testare le proprie forze in vista dei prossimi impegni e per i buttriesi di affinare la condizione atletica e tattica in vista della fase decisiva della stagione.</p>
<figure id="attachment_57914" aria-describedby="caption-attachment-57914" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-57914" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/famiglia-berini.jpg" alt="famiglia berini" width="1000" height="720" title="Baseball: Ronchi ferma la corsa del Padova 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/famiglia-berini.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/famiglia-berini-300x216.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/famiglia-berini-768x553.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-57914" class="wp-caption-text">Da sinistra Andrea, Mauro e Stefano Berini</figcaption></figure>
<p>Tornando a sabato scorso, un tocco di inusuale familiarità ha trasformato la partita in un vero e proprio derby di famiglia. Sul campo si sono sfidati non solo due squadre, ma anche due fratelli, <strong>Stefano e Andrea Berini</strong>, rispettivamente nelle file di Ronchi e Padova, e il loro padre, <strong>Mauro</strong>, direttore sportivo della squadra di Ronchi. Emozioni e rivalità sportive si sono intrecciate con i profondi legami affettivi, creando un&#8217;atmosfera unica e intensa.</p>
<p>Alla fine, il pareggio (una vittoria per parte) ha lasciato tutti soddisfatti.</p>
<h3>Risultati</h3>
<p>New Rimini – Tecnovap Verona 1-3, 6-7; Itas Mutua Rovigo – Godo 4-2, 7-6.</p>
<h3>Classifica Gir. G</h3>
<p>Padova (7-1), .875; Mutua Rovigo (3-1) .750; <strong>Gereon Ronchi (5-3) .625,</strong> Tecnovap Verona (4-4), .500; New Rimini (1-3) .250, e; Athletics Bologna e Godo (1-5), .167</p>
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		<title>Da Cervignano a Padova affascinati da Monet</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/da-cervignano-a-padova-affascinati-da-monet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 13:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[cervignano]]></category>
		<category><![CDATA[monet]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[terza età]]></category>
		<category><![CDATA[ute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uscita didattica per gli allievi dell'Università della Terza età che hanno visitato le due esposizioni dedicate al pittore francese </p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/ute-monet-matisse-02.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/da-cervignano-a-padova-affascinati-da-monet/">Da Cervignano a Padova affascinati da Monet</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Gli allievi e le allieve dell&#8217;UTE a Padova</em></span></p>
<p>CERVIGNANO DEL FRIULI – Uscita didattica a <strong>Padova</strong> per gli “studenti” e le “studentesse” dell’<a href="https://imagazine.it/home_desk/irina-coretti-aggiungere-vita-agli-anni/"><strong>Università della Terza Età</strong> di Cervignano del Friuli</a>.</p>
<p>Due le tappe della visita: la prima, al <strong>Centro Culturale Altinate</strong>, per contemplare le opere di Claude Monet nell’ambito di una delle più grandi esposizioni di opere dell’artista al di fuori della Francia.</p>
<p>Tra i capolavori esposti &#8220;<em>Il Ponte di Waterloo, Sole</em>&#8221; (1903) e &#8220;<em>Le Ninfee</em>&#8221; (1917-1919).</p>
<p>L&#8217;esposizione ha offerto ai visitatori l&#8217;opportunità di immergersi nelle opere di Monet e di apprezzare la sua influenza duratura sull&#8217;arte moderna.</p>
<figure id="attachment_54150" aria-describedby="caption-attachment-54150" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-54150 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/ute-monet-matisse-03.jpg" alt="La visita alla mostra" width="1000" height="595" title="Da Cervignano a Padova affascinati da Monet 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/ute-monet-matisse-03.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/ute-monet-matisse-03-300x179.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/ute-monet-matisse-03-768x457.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-54150" class="wp-caption-text">La visita alla mostra</figcaption></figure>
<p>La seconda tappa è stata <strong>palazzo Zabarella </strong>per la mostra &#8220;<em>Da Monet a Matisse. French Moderns, 1850–1950</em>&#8220;, con 59 capolavori provenienti dalla collezione europea del Brooklyn Museum.</p>
<p>Attraverso queste opere, gli allievi dell’U.T.E. hanno potuto ripercorrere un secolo di arte francese, dal Realismo al Surrealismo, passando per l&#8217;Impressionismo, il Post-impressionismo, il Simbolismo, il Fauvismo e il Cubismo.</p>
<p>Tra gli artisti presenti Renoir, Monet, Degas, Cézanne, van Gogh, Matisse e Chagall: i più grandi maestri del modernismo che hanno offerto una visione d&#8217;insieme della straordinaria vivacità e innovazione dell&#8217;arte francese nell&#8217;arco di un secolo.</p>
<p>Entusiasti i partecipanti a questa avventura culturale che verrà bissata con altri importanti artisti nel prossimo anno accademico.</p>
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