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		<title>Torviscosa letteraria: 11 video per 11 libri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/audioguida.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="audioguida" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/audioguida.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/audioguida-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/audioguida-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" title="Torviscosa letteraria: 11 video per 11 libri 1"> Presentazione della video-audioguida per raccontare la company town attraverso la letteratura</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2026/02/audioguida.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/torviscosa-letteraria-11-video-per-11-libri/">Torviscosa letteraria: 11 video per 11 libri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Le riprese dell&#8217;audioguida</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 15 febbraio</strong> la Pro Torviscosa presenterà i risultati di <strong><em>“Torviscosa letteraria</em></strong>”, il progetto che si è qualificato primo su 57 presentati alla Regione Friuli Venezia Giulia a seguito del bando per la creazione di percorsi turistici letterari in Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Il bando regionale è stato emesso nell’ambito del progetto “Dante &#8211; Pratiche culturali sostenibili e resilienti per un’offerta innovativa e integrata di turismo letterario” co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma interreg VI-A Italia-Slovenia.</p>
<p>Torviscosa è stata costruita dalla SNIA Viscosa a partire dal 1937: presenta, allo stesso tempo, le <strong>caratteristiche di una <em>company town</em> e gli elementi dell’architettura di regime tipica del periodo fascista</strong>.</p>
<p>La sua storia, <strong>unica nel contesto del Friuli Venezia Giulia, è però emblematica se considerata nel contesto nazionale</strong>.</p>
<p>I contributi letterari inclusi in questo progetto, in particolare i più recenti, sono scaturiti proprio dalle connessioni della storia del paese con <strong>avvenimenti e tendenze significative del Novecento</strong> e permettono di sviluppare il racconto comprendendo sostanzialmente tutti i punti fondamentali della storia della località: il fascismo, le bonifiche, le città nuove, l’industrializzazione, le relazioni tra industria e politica, l’inquinamento, i problemi del lavoro e le lotte operaie.</p>
<p>Il progetto<strong> “<em>Torviscosa letteraria</em>&#8221; </strong>ha prodotto<strong> 11 brevi video </strong>in cui i giovani attori del gruppo<strong> “Forse speciali” rappresentano teatralmente altrettante opere letterarie collegate in vario modo a Torviscosa. </strong></p>
<p>Sceneggiature o adattamenti dei testi e regia sono di <strong>Romana Maiori</strong> e <strong>Dario Ponissi</strong> del “Teatro del leone”.</p>
<p>Ogni video ha lo scopo di presentare il testo dell’opera ed è inserito in una video-audioguida in cui ci sono anche descrizioni storiche e immagini del territorio.</p>
<p>Per facilitare l’utilizzo dell’audioguida da parte dei visitatori, il percorso proposto è topico, ma per quanto possibile anche storico: si parte dalla frazione Malisana, nominata nel ‘600 come luogo di ritrovo di streghe e stregoni da uno dei benandanti dell’omonimo libro di <strong>Carlo Ginzburg</strong>, per passare poi subito al Novecento.</p>
<p><strong>Giovanni Schiff (Pre Zaneto</strong>), che fu parroco di Malisana all’inizio del secolo, nelle sue brillanti poesie in friulano confronta la situazione del territorio prima e dopo le bonifiche effettuate negli anni Venti. Si continua con il <em>Novecento friulano</em> di <strong>Gina Marplillero</strong>, il cui marito, notaio, nel 1937 si occupava degli atti di acquisto dei terreni da parte della SNIA Viscosa. Non può mancare, naturalmente, <strong>Filippo Tommaso Marinetti</strong>, che visita la nascente Torviscosa quando si chiamava ancora Torre di Zuino. Il suo <strong><em>Poema di Torre Viscosa</em></strong> è la prima attestazione della volontà della SNIA Viscosa di cambiare il nome al paese, come effettivamente avverrà a partire dal 1941.</p>
<p>L’inaugurazione dello stabilimento industriale, nel 1938, è ricordata da <strong>Luciano Morandini</strong> in <em>San Giorgio e il drago</em>, mentre gli anni della guerra e dell’armistizio ricorrono nel poema <em>La notte dell’8 settembre 1943</em> di <strong>Giorgio Bacchelli</strong>, che si era rifugiato a Torviscosa dopo che la sua casa milanese era stata distrutta dai bombardamenti. Il primo dopoguerra e le battaglie sindacali del 1948 ispirano <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, che dedica a Torviscosa il brano <em>Simili ad arcangeli</em>. Sono tutti più recenti i romanzi che hanno Torviscosa come sfondo: Camaleonti e porcospini di <strong>Franco Marchetta</strong>, Borderless di <strong>Veit Heinichen</strong>, Fasci di canne di <strong>Daniele Brunello</strong>.</p>
<p>L’individuazione di questi libri ha richiesto qualche anno di ricerche da parte di alcuni volontari della pro loco: una recentissima scoperta è stata <strong><em>La storia di Viscosino</em></strong>, un bellissimo libro per bambini edito da Mondadori nel 1952 e ripubblicato adesso in ristampa anastatica dalla Pro Torviscosa. Descrive, in forma di fiaba illustrata, il procedimento di estrazione della cellulosa dal legno e della sua trasformazione in viscosa per la produzione di fibre tessili artificiali.</p>
<p>Era esattamente quello che si faceva a Torviscosa già a partire dagli anni Quaranta, dopo l’abbandono dell’esperimento con la canna gentile che non aveva dato i risultati sperati, e fino alla fine degli anni Ottanta. Anche quest’ultima opera è stata naturalmente inclusa nella video-audioguida.</p>
<p>La presentazione avrà luogo <strong>domenica 15 febbraio, alle ore 18, </strong>nel <strong>centro sociale </strong>di Torviscosa (via Vittorini), in<strong> lingua italiana </strong>con<strong> traduzione simultanea in sloveno</strong>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;artigiano della parola: un museo per Carlo Sgorlon</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/lartigiano-della-parola-un-museo-per-carlo-sgorlon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 09:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cassacco]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurato a Cassacco: al suo interno manoscritti, ricordi, tecnologie interattive e la prima statua originariamente collocata a Udine</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon_Taglio-del-nastro-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lartigiano-della-parola-un-museo-per-carlo-sgorlon/">L&#8217;artigiano della parola: un museo per Carlo Sgorlon</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La cerimonia di taglio del nastro</em></span></p>
<p>CASSACCO – Inaugurato il museo dedicato a <strong>Carlo Sgorlon</strong>, lo scrittore friulano nato a Cassacco nel 1930 e già Premio Strega nel 1985.</p>
<p>Realizzato negli spazi del centro Civico Comunale, il <strong><em>Museo Carlo Sgorlon – Artigiano della parola</em></strong> è stato progettato dalla <strong>Cooperativa Snait</strong> che ha curato anche l’allestimento con la curatela scientifica del professor <strong>Marco D’Agostini</strong>, in collaborazione con la famiglia dello scrittore e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Durante l’inaugurazione, sono intervenuti il sindaco di Cassacco,<strong> Ornella Baiutti</strong>, l’assessore comunale agli Eventi, musei, volontariato e pari opportunità, <strong>Letizia Miotti</strong>, coordinatrice del progetto, il <strong>professor Marco D’Agostini</strong> e <strong>Federico e Marco Sgorlon</strong>, nipoti dello scrittore, nonché la consigliera <strong>Stefania Garlatti Costa</strong> in rappresentanza del Comune di Udine.</p>
<p>Ad accompagnare la serata, le letture sgorloniane di <strong>Serena Fogolini</strong>.</p>
<h3>Il museo</h3>
<p>Il museo custodisce numerosi documenti originali tra cui manoscritti, appunti di lavoro, prime edizioni, fotografie, pubblicazioni, dediche e strumenti di lavoro come la macchina da scrivere.</p>
<p>L’obiettivo è offrire ai visitatori <strong>uno sguardo tridimensionale e inedito sulla figura dello scrittore</strong>: non solo i passaggi fondamentali della sua biografia e il legame con il Friuli, ma anche il suo metodo creativo e le passioni artigianali legate al mondo del libro.</p>
<figure id="attachment_68390" aria-describedby="caption-attachment-68390" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-68390" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-1.jpg" alt="Museo Sgorlon 1" width="1000" height="726" title="L&#039;artigiano della parola: un museo per Carlo Sgorlon 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-1.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-1-300x218.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-1-768x558.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68390" class="wp-caption-text">L&#8217;interno del museo</figcaption></figure>
<p>La definizione di <strong>“artigiano della parola”</strong> diventa così il filo conduttore del percorso, che valorizza tanto la scrittura quanto l’aspetto creativo e concreto della sua opera.</p>
<p>Quello realizzato a Cassacco, inoltre, è un <strong>museo multimediale</strong> in cui la sala principale è arricchita da uno schermo multitouch che permette ai visitatori di avere accesso a un numero ancora maggiore di opere, testimonianze e materiali, e di ascoltare la voce di Sgorlon stesso, grazie ad alcune preziose interviste.</p>
<p>Non mancano all’ingresso i QR code con <strong>audioguide e testi in italiano, inglese e friulano</strong>, direttamente fruibili dal proprio smartphone. Lungo il percorso è stata inoltre creata la zona “<strong>lo studio dello scrittore”</strong>, uno spazio evocativo che ricostruisce l’ambiente di lavoro di Sgorlon, con arredi, oggetti personali e strumenti che permettono di immergersi nel suo mondo creativo quotidiano.</p>
<p>Accanto a questa esperienza, il percorso museale include anche una <strong>saletta audiovisiva con un grande schermo</strong> nella quale verranno proiettati importanti documenti video legati allo scrittore: film, interviste, testimonianze e materiali d’archivio che arricchiscono ulteriormente la conoscenza della sua figura e del suo pensiero.</p>
<p>Grazie a questi strumenti interattivi, il museo diventa <strong>maggiormente inclusivo</strong> e si apre in particolare anche <strong>ai giovani e agli studenti</strong>, offrendo loro un modo coinvolgente e attuale per avvicinarsi alla vita e all’opera dello scrittore.</p>
<figure id="attachment_68391" aria-describedby="caption-attachment-68391" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-68391" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-Artigiano-della-parola.jpg" alt="Museo Sgorlon Artigiano della parola" width="1000" height="750" title="L&#039;artigiano della parola: un museo per Carlo Sgorlon 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-Artigiano-della-parola.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-Artigiano-della-parola-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Museo-Sgorlon-Artigiano-della-parola-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-68391" class="wp-caption-text">L&#8217;interno del museo</figcaption></figure>
<p>Tra i pezzi in mostra anche una curiosità: troverà qui casa la <strong>prima versione della statua in bronzo di Carlo Sgorlon</strong>, realizzata dallo scultore Calogero Condello e originariamente collocata a Udine.</p>
<p>L’opera, abbattuta accidentalmente da un camion in manovra nel 2023 e successivamente rimossa, viene oggi donata al Museo dal Comune di Udine senza interventi invasivi, così da testimoniare anche la vicenda che l’ha segnata.</p>
<p>Il <em>Museo Carlo Sgorlon</em> sarà aperto al pubblico con i seguenti orari: lunedì dalle 14.30 alle 17.30, martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e il primo sabato di ogni mese dalle 10 alle 13.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dedica omaggia Kader Abdolah</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/dedica-omaggia-kader-abdolah/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 16:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dedica]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="882" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/KADER-ABDOLAH_bassoCannarsa.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="KADER ABDOLAH bassoCannarsa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/KADER-ABDOLAH_bassoCannarsa.jpeg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/KADER-ABDOLAH_bassoCannarsa-300x194.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/KADER-ABDOLAH_bassoCannarsa-1024x661.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/KADER-ABDOLAH_bassoCannarsa-768x496.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Dedica omaggia Kader Abdolah 4"> Dopo la nomina a Capitale Italiana della Cultura, Pordenone accoglie la 31ª edizione del festival. Una settimana di eventi da tutto esaurito</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/KADER-ABDOLAH_bassoCannarsa.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/dedica-omaggia-kader-abdolah/">Dedica omaggia Kader Abdolah</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Kader Abdolah (© Basso Cannarsa)</em></span></p>
<p>Dopo la proclamazione a Capitale italiana della cultura 2027, Pordenone entra nel vivo di <strong>Dedica Festival</strong>.</p>
<p>La 31ª edizione, in programma <strong>dal 15 al 22 marzo</strong>, vedrà protagonista <strong>Kader Abdolah</strong>, scrittore iraniano di nascita e olandese d&#8217;adozione, simbolo della libertà di espressione e del dialogo tra culture.</p>
<p>Tutti gli eventi nel Convento di San Francesco sono già sold out, con liste d&#8217;attesa attivate per accogliere il pubblico ancora desideroso di partecipare. Per l&#8217;inaugurazione di sabato 15 marzo alle 16.30 nel Teatro Verdi, che vedrà il critico <strong>Alessandro Zaccuri</strong> dialogare con Kader Abdolah e il vicesindaco reggente <strong>Alberto Parigi</strong> consegnare all&#8217;autore il Sigillo della Città, presente il vicepresidente della Regione FVG, <strong>Mario Anzil</strong>.</p>
<p>Sono partiti i laboratori di &#8220;0432&#8221; nelle classi primarie e secondarie di primo grado di Pordenone, coinvolgendo un migliaio di studenti.</p>
<p>In parallelo, le letture hanno raggiunto anche l&#8217;istituto comprensivo di Aviano. Alle scuole superiori, sei istituti della provincia hanno visto la partecipazione di circa 700 ragazzi che hanno prodotto 180 elaborati tra recensioni, video, podcast e giochi ispirati alle opere di Abdolah.</p>
<p>Curiosità attorno alla spilla con il corvo, immagine simbolo dell&#8217;edizione 2025 del festival: un omaggio a &#8220;<em>Il corvo</em>&#8220;, uno dei libri più celebri di Abdolah, e alla cultura persiana, dove l&#8217;animale rappresenta un messaggero.</p>
<p>Kader Abdolah, che arriverà a Pordenone accompagnato dalla famiglia e vi rimarrà per tutta la durata del festival, ha inviato un messaggio di felicitazioni per la proclamazione della città a Capitale italiana della cultura 2027, definendo il riconoscimento una vera e propria &#8220;vittoria&#8221;.</p>
<p>Il festival propone undici appuntamenti tra incontri, spettacoli teatrali, cinema e mostre per esplorare il tema dell&#8217;esilio, della memoria e dell&#8217;identità.</p>
<p>Tra i momenti clou, la presenza del pianista <strong>Ramin Bahrami</strong>, che chiuderà il festival sabato 22 marzo al Teatro Verdi, e la mostra fotografica &#8220;<em>Eyewitness: Iran</em>&#8221; del premio World Press Photo Manoocher Deghati, che inaugurerà domenica 16 marzo.</p>
<p>Da segnalare anche la prima presentazione italiana della nuova edizione de &#8220;<em>Il messaggero. Vita di Muhammad il Profeta</em>&#8221; (Iperborea), in calendario giovedì 20 marzo.</p>
<p>Due letture teatrali, &#8220;<em>Scrittura cuneiforme</em>&#8221; con la regia di <strong>Gabriele Vacis</strong> e &#8220;<em>Il corvo</em>&#8221; con <strong>Giuseppe Cederna</strong>, esploreranno i temi cari a Abdolah.</p>
<p>Spazio anche al documentario &#8220;<em>Getting older is wonderful</em>&#8221; con la partecipazione del regista <strong>Fabrizio Polpettini</strong> e dello stesso scrittore, e al dibattito geopolitico &#8220;<em>L&#8217;enigma persiano</em>&#8221; con <strong>Francesco Strazzari</strong> e <strong>Cristiano Riva</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://dedicafestival.it/edizione/2025-kader-abdolah/calendario/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui per il programma completo</a></span></p>
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		<title>Una vita oltre l’ombra di Pasolini</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/una-vita-oltre-lombra-di-pasolini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 09:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[casarsa]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[naldini]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="805" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Nico-Naldini-1200x800-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nico Naldini 1200x800 1" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Nico-Naldini-1200x800-1.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Nico-Naldini-1200x800-1-300x177.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Nico-Naldini-1200x800-1-1024x603.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Nico-Naldini-1200x800-1-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Una vita oltre l’ombra di Pasolini 5"> Non solo "il cugino": Casarsa celebra la figura di Nico Naldini, “capace di costruire una propria poetica, in cui l’incontro fra cultura friulana e letteratura italiana dà vita a un linguaggio personale, immediato e aperto al mondo”</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Nico-Naldini-1200x800-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/una-vita-oltre-lombra-di-pasolini/">Una vita oltre l’ombra di Pasolini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Un&#8217;immagine di Nico Naldini</em></span></p>
<p>Si intitola “<em>Naldini e Pasolini</em>” il convegno annuale di studi organizzato dal <strong>Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa</strong>.</p>
<p><strong>Venerdì 8 e sabato 9 novembre</strong> a Casarsa della Delizia, nella sala consiliare di Palazzo Burovich, per la prima volta indagherà in maniera sistematica la figura di <strong>Nico Naldini</strong>, poeta, narratore e biografo (1929-2020), uno dei più notevoli scrittori e intellettuali del secondo Novecento e dei primi decenni di questo secolo.</p>
<p>Appuntamento annuale di prestigio che porta a Casarsa intellettuali, accademici e studiosi da tutta Italia, come afferma il presidente del Centro Studi, <strong>Marco Salvadori</strong>, “affronta la figura di Naldini, non nel ruolo che per lui è stato anche penalizzante, ovvero quello di cugino di Pasolini, ma lo vuole indagare come intellettuale a tutto tondo, poeta, narratore e biografo raffinato”.</p>
<p>Naldini ricevette dalla città di Casarsa della Delizia l’<strong>onorificenza</strong> <strong>di cittadino dell’anno</strong> e, più recentemente, la <strong>biblioteca civica cittadina è stata intitolata in suo onore</strong>.</p>
<p>Curato da <strong>Francesco Zambon</strong>, docente dell’Università di Trento, il convegno si articolerà in due giornate di interventi e approfondimenti.</p>
<p>La prima giornata accoglierà il contributo di <strong>Franco Zabagli</strong> del Gabinetto Vieusseux di Firenze, che esplorerà il ruolo di Naldini all’interno della cultura del Novecento, con uno sguardo su tre grandi intellettuali, Giovanni Comisso, Filippo De Pisis e Sandro Penna, con cui Naldini condivise momenti significativi della sua vita.</p>
<p>Seguirà <strong>Philippe Di Meo</strong>, scrittore e saggista, che interverrà sulla complessa attività di Naldini come biografo di Pasolini, arricchendo il contesto letterario con testimonianze personali.</p>
<p><strong>Anna Modena</strong>, dell’Università di Pavia, approfondirà poi l’aspetto lirico e narrativo dell’opera di Naldini, presentandolo come un “poeta del ritratto,” mentre <strong>Elvio Guagnini</strong>, docente emerito dell’Università di Trieste, rifletterà sulla forma narrativa dei suoi ricordi, in particolare sul valore memorialistico del suo “<em>Treno del buon appetito”</em>.</p>
<p>La seconda giornata, che si aprirà sabato 9 novembre alle 9, sarà dedicata principalmente al <strong>rapporto tra Naldini e Pasolini</strong>, ma con un’ottica diversa rispetto al passato.</p>
<figure id="attachment_60110" aria-describedby="caption-attachment-60110" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-60110" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Naldini-e-Pasolini-14-773x1024.jpg" alt="Naldini e Pasolini 14" width="640" height="848" title="Una vita oltre l’ombra di Pasolini 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Naldini-e-Pasolini-14-773x1024.jpg 773w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Naldini-e-Pasolini-14-226x300.jpg 226w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Naldini-e-Pasolini-14-768x1018.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/11/Naldini-e-Pasolini-14.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-60110" class="wp-caption-text">Naldini e Pasolini</figcaption></figure>
<p>Sarà infatti l’esperienza di Naldini a essere messa in primo piano. <strong>Luciano De Giusti</strong>, dell’Università di Trieste, parlerà dell’interesse di Naldini per il cinema, che negli anni ’70 portò a significative collaborazioni.</p>
<p><strong>Caterina Furlan</strong>, dell’Università di Udine, esaminerà il rapporto tra Naldini, Pasolini e lo scultore Ado Furlan, con un’analisi che include anche l’attività di Naldini nei premi letterari friulani.</p>
<p>Lo scrittore e saggista <strong>Nicola De Cilia</strong>, infine, offrirà una riflessione sull’intensa introspezione poetica di Naldini, prendendo in esame “<em>Giochi proibiti”</em>, una delle sue opere più rivelatrici.</p>
<p>A conclusione del convegno, <strong>Claudia Di Fonzo</strong> dell’Università di Trento analizzerà la “fame d’amore dei corpi” presente nell’opera di Naldini, mostrando come si colleghi all’immaginario poetico di Pasolini e persino a Dante.</p>
<p>L’evento si concluderà con una tavola rotonda diretta dal giornalista <strong>Alessandro Mezzena Lona</strong>, che guiderà una discussione con alcuni dei relatori per approfondire le tematiche emergenti.</p>
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		<title>A Cassacco un museo su Carlo Sgorlon</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/a-cassacco-un-museo-su-carlo-sgorlon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 08:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[cassacco]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[sgorlon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune natio dello scrittore Premio Strega realizzerà gli spazi espositivi nel Centro civico. Intervento da 225mila euro</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_20210927_150852-1.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/a-cassacco-un-museo-su-carlo-sgorlon/">A Cassacco un museo su Carlo Sgorlon</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Il Centro Civico Comunale di Cassacco</em></span></p>
<p>CASSACCO – Lo scrittore friulano Carlo Sgorlon, nato a Cassacco nel 1930, già Premio Strega nel 1983, avrà un suo museo.</p>
<p>Questo il progetto promosso dal Comune di Cassacco &#8211; Assessorato Eventi, musei comunali, volontariato, pari opportunità, per il quale è stato ottenuto un contributo dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l’ampliamento della sezione museale nel Centro Civico Comunale, edificio storico attualmente sede del <strong>Museo Luigi Garzoni</strong>, dell’<strong>Auditorium</strong> e della <strong>Biblioteca comunale</strong>.</p>
<p>L’importo finanziato pari a 225.000 euro, servirà a coprire i costi degli interventi programmati per la realizzazione degli spazi espositivi.</p>
<p>Proprio in questo luogo, un tempo scuola elementare, nasceva Carlo Sgorlon.</p>
<p>Suo nonno, Pietro Mattioni, maestro e scrittore friulano, qui viveva all’interno della casa del custode.</p>
<p>«Vogliamo contribuire – spiega la sindaca di Cassacco, <strong>Ornella Baiutti</strong> – all’analisi e alla diffusione delle sue opere. È nostro obiettivo ricostruire l’atmosfera di “<em>Prime di sere</em>”, suo romanzo del 1971 in lingua friulana ispirato al mondo contadino e poi riproposto in un video metraggio nel 1993 nel borgo Menut a Conoglano a cura di Lauro Pittini».</p>
<figure id="attachment_59087" aria-describedby="caption-attachment-59087" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-59087" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG-20240911-WA0000-773x1024.jpg" alt="IMG 20240911 WA0000" width="640" height="848" title="A Cassacco un museo su Carlo Sgorlon 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG-20240911-WA0000-773x1024.jpg 773w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG-20240911-WA0000-226x300.jpg 226w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG-20240911-WA0000-768x1018.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG-20240911-WA0000.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-59087" class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine di Carlo Sgorlon</figcaption></figure>
<p>«Vogliamo inoltre ricordare – aggiunge la prima cittadina – altri luoghi della sua vita, ad esempio la Città di Udine, ove lavorava come insegnante e dove oggi è conservato il fondo Sgorlon donato alla biblioteca civica Vincenzo Joppi dai suoi eredi. A tal riguardo abbiamo già instaurato proficui rapporti con l’assessore alla Cultura, Federico Pirone».</p>
<p>«Desidero infine ringraziare – conclude Baiutti – la squadra del progetto: l’assessore ai musei comunali Letizia Miotti, l’architetto Michele Tomaselli, coordinatore del RUP del progetto, l’architetto Carlo Mingotti per la parte progettuale ed esecutiva dei lavori e il professore Marco D’Agostini dell’Università di Udine curatore degli allestimenti museali, della parte multimediale e dei rapporti con gli eredi Sgorlon».</p>
<p>È prevista la realizzazione di una sala multimediale al secondo piano, accessibile attraversando la sala espositiva. Quest’ultima consentirà l&#8217;installazione di un monitor per la proiezione di video anche inediti su Carlo Sgorlon.</p>
<p>L’apertura è prevista nel 2025.</p>
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		<title>Trieste: inaugurato il Museo della Letteratura</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trieste-inaugurato-il-museo-della-letteratura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 16:47:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[lets]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Claudio Magris ha tenuto a battesimo la nuova struttura che ospita anche gli spazi dedicati a Svevo, Joyce e Saba. Sarà la casa di tutti i grandi scrittori triestini</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/03.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trieste-inaugurato-il-museo-della-letteratura/">Trieste: inaugurato il Museo della Letteratura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>L&#8217;intervento di Magris, primo a sinistra</em></span></p>
<p>TRIESTE – Il Comune di Trieste ha inaugurato oggi, alla presenza del sindaco <strong>Roberto Dipiazza </strong>e dello scrittore e germanista <strong>Claudio Magris</strong>, il suo<strong> Museo della Letteratura</strong>.</p>
<p>«Sarà la casa di tutti gli scrittori che hanno raccontato al mondo la città, il suo mare, il suo territorio», ha spiegato l&#8217;assessore alle Politiche dell&#8217;Educazione e della Famiglia del Comune di Trieste, <strong>Maurizio De Blasio</strong>.</p>
<p>Il nuovo Museo <strong>LETS, acronimo di Letteratura Trieste</strong>, realizzato con il sostegno della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong> e il contributo di <strong>Trieste Trasporti</strong>, sarà un contenitore culturale <strong>dove la multimedialità sposa la materialità dei libri e dei documenti</strong>.</p>
<p>Al suo interno troveranno posto non solo i<strong> Musei Svevo e Joyce</strong>, oggetto di un totale riallestimento, ma anche il nuovo <strong>Museo Saba</strong>, dedicato al poeta che, con i primi due, completa un terzetto unico della scena letteraria fiorita a Trieste dal Novecento a oggi.</p>
<p>Oltre a Svevo, Joyce e Saba, LETS ospiterà documenti e libri di e su <strong>Scipio Slataper </strong>e<strong> Claudio Magris</strong>, <strong>Susanna Tamaro </strong>e<strong> Boris Pahor</strong>,<strong> Mauro Covacich</strong>,<strong> Giani Stuparich</strong>,<strong> Pier Antonio Quarantotti Gambini</strong>,<strong> Fulvio Tomizza</strong>, <strong>Giorgio Pressburger</strong>,<strong> Paolo Rumiz</strong>,<strong> Pino Roveredo</strong>,<strong> Anita Pittoni</strong>,<strong> Virgilio Giotti</strong>,<strong> Bobi Bazlen</strong>,<strong> Giorgio Voghera</strong>,<strong> Carolus Cergoly</strong>,<strong> Richard Francis Burton</strong>,<strong> Rainer Maria Rilke</strong>,<strong> Stelio Mattioni</strong> e altri autori che, dalla fine dell&#8217;Ottocento ai giorni nostri, hanno fatto e fanno di questa città una capitale della letteratura europea modernista.</p>
<figure id="attachment_58451" aria-describedby="caption-attachment-58451" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-58451" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/taglio-nastro.jpg" alt="taglio nastro" width="1000" height="563" title="Trieste: inaugurato il Museo della Letteratura 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/taglio-nastro.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/taglio-nastro-300x169.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/taglio-nastro-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-58451" class="wp-caption-text">Il sindaco Dipiazza taglia il nastro</figcaption></figure>
<p>«Questo museo – ha sottolineato lo scrittore <strong>Claudio Magris</strong> nel corso del suo indirizzo di saluto – non è solo un luogo da visitare per quello che espone: è anche un luogo dove ritrovarsi, lo dimostra il fatto che oggi siamo qui, tutti insieme. E stare qui produce quella sensazione molto triestina della ‘clapa’, la combriccola».</p>
<p>L&#8217;<strong>Edicola della Storia</strong>, lo spazio al cui centro campeggia un chiosco di giornali, sintetizza la storia della città, lo sfondo senza il quale molta della letteratura legata a Trieste resterebbe incomprensibile. Due gigantografie a parete mettono in dialogo la città di ieri e di oggi vista dall&#8217;alto e accolgono i visitatori assieme a due citazioni tratte da guide turistiche, che, a quasi duecento anni di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, invitano a immergersi nelle storie della città.</p>
<p>La <strong>Libreria degli Scrittori</strong>, la sala principale e di più grande impatto visivo, racconta attraverso la metafora della libreria – con tanto di scaffali alle pareti, totem girevoli, spazi promozionali per le nuove (e le vecchie) uscite, cassetti espositivi per i documenti e postazioni multimediali – autrici e autori che a Trieste sono nati o hanno vissuto, compresi i contemporanei, ai quali sono dedicati i due grandi tavoli centrali.</p>
<figure id="attachment_58452" aria-describedby="caption-attachment-58452" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-58452" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1351.jpg" alt="IMG 1351" width="1000" height="750" title="Trieste: inaugurato il Museo della Letteratura 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1351.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1351-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_1351-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-58452" class="wp-caption-text">L&#8217;interno del LETS</figcaption></figure>
<p>La Libreria degli Scrittori ospita anche due ambienti, piccoli ma suggestivi perché affacciati sulla piazza alberata, dedicati all&#8217;ascolto.<strong> </strong></p>
<p>Il primo è <strong>Voci sulle Onde</strong>, postazioni dove il visitatore potrà accomodarsi per leggere, se lo vorrà, uno dei circa 2000 volumi messi a disposizione, oppure per ascoltare uno degli audiolibri del progetto LETSlisten o uno dei file provenienti dagli archivi della sede RAI del Friuli Venezia Giulia, vero scrigno contenente le voci di Biagio Marin, Fulvio Tomizza, Carolus Cergoly, Giani Stuparich, Claudio Grisancich e altri.</p>
<p>Il secondo è il <strong>Cinematografo delle Storie</strong>, vera e propria sala video nella quale si raccontano, attraverso la formula sintetica del <em>book-trailer,</em> alcune delle vicende che sono racchiuse fra le pagine dei libri della “libreria”.</p>
<p><strong>LETS &#8211; Letteratura Trieste </strong><em>sarà regolarmente aperto al pubblico da venerdì 13 settembre,</em><strong> ogni giorno dalle 10 alle 17, la domenica dalle 10 alle 13 con ingresso libero</strong>.  Chiusura settimanale: martedì.</p>
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		<title>Oggi è sabato sera</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/events/oggi-e-sabato-sera-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2024 16:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi fvg]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[romans]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="1019" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Maurizio-Live-Udine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maurizio Live Udine" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Maurizio-Live-Udine.jpg 1366w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Maurizio-Live-Udine-300x224.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Maurizio-Live-Udine-1024x764.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Maurizio-Live-Udine-768x573.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1366px) 100vw, 1366px" title="Oggi è sabato sera 10"> Letteratura, indie rock, chitarre, basso e batteria, poesia. Le canzoni firmate da Maurizio Mattiuzza in un concerto recital a Romans d’Isonzo</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Maurizio-Live-Udine.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/events/oggi-e-sabato-sera-2/">Oggi è sabato sera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Maurizio Mattiuzza (© Alice BL Durigatto)</em></span></p>
<p>C’è nel Friuli di oggi uno spazio aperto in cui s’incontrano musica e letteratura. Dove nascono collaborazioni che lasciano il segno e confermano la vitalità di una scena per molti aspetti unica.</p>
<p>Ne fa parte fin dagli esordi con una sua band Art Punk <strong>Maurizio Mattiuzza</strong>, poeta premio Merini autore dell’acclamato romanzo <em>La Malaluna</em> e paroliere per nomi del calibro di Lino Straulino, Luna e Un Quarto, Fabian Riz, Trastolons.</p>
<p>Con la sua scrittura ritmica, profonda e visionaria, l’uso poetico e politicamente consapevole della marilenghe, Mattiuzza è di certo il poeta contemporaneo più musicato in Friuli e coautore, proprio con Straulino, dell’album Tiere Nere, pietra miliare della nuova musica in lingua friulana.</p>
<p>Approdato con Renzo Stefanutti al Festival Internazionale di Poesia di Genova ha scritto tra le altre Oggi è sabato sera, ballata dedicata a Primo Carnera e musicata dalla band Luna e un Quarto.</p>
<p>Con Maurizio Mattiuzza sul palco, come ormai da diverso tempo, <strong>Jacopo Casadio</strong> alla voce e alle chitarre, <strong>Davide Sciacchitano</strong> al basso e <strong>Cristian Colete Toneatto</strong> alla batteria. Conduce e mixa <strong>Marco Stolfo</strong>.</p>
<p>Sipario alle 21 presso la Corte Al Leon d’Oro. Organizza la serata il Comune di Romans d’Isonzo.</p>
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		<item>
		<title>Trieste: pronto il Museo della Letteratura</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/trieste-pronto-il-museo-della-letteratura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 10:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[joyce]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[saba]]></category>
		<category><![CDATA[svevo]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situato nello storico Palazzo Biserini, aprirà al pubblico il 13 settembre. Tre spazi speciali per Italo Svevo, James Joyce e Umberto Saba</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/LETS-LIBRERIA-SCRITTORI.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/trieste-pronto-il-museo-della-letteratura/">Trieste: pronto il Museo della Letteratura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE – Il Museo LETS sarà la casa della grande letteratura che ha Trieste come luogo privilegiato.</p>
<p>Un’eredità lasciata da generazioni di autori e autrici che si sono avvicendate, alimentando un numero straordinario di esperienze di altissimo livello di elaborazione poetica e narrativa: da <strong>Scipio Slataper a Claudio Magris, da Susanna Tamaro a Boris Pahor, a Giani Stuparich, Anita Pittoni, Virgilio Giotti, Srečko Kosovel, Giorgio Voghera, Carolus Cergoly, Fulvio Tomizza, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Giorgio Pressburger, Paolo Rumiz, Pino Roveredo, Mauro Covacich</strong><strong>, Bobi Bazlen, Richard Francis Burton, Rainer Maria Rilke, Stelio Mattioni</strong> e altri ancora.</p>
<p>Attraverso la loro opera hanno rappresentato e ricomposto le diverse anime e culture di Trieste e che, dalla fine dell&#8217;Ottocento ai giorni nostri hanno fatto e fanno di questa città una capitale della letteratura europea modernista.</p>
<p>Dopo l’anteprima per la stampa di giovedì 12 settembre alle 11, a cui interverrà anche lo scrittore, saggista e germanista <strong>Claudio Magris</strong>, il<strong> Museo LETS-Letteratura Trieste</strong> sarà regolarmente aperto al pubblico dal giorno successivo,<strong> venerdì 13 settembre, ogni giorno dalle 10 alle 17, domenica dalle 10 alle 13 con ingresso libero. Chiusura settimanale: martedì. </strong></p>
<p>Il primo <strong>Museo Sveviano</strong>, sorto dall&#8217;intuizione della figlia dello scrittore, <strong>Letizia Svevo Fonda Savio</strong>, che nel suo testamento lasciava al Comune di Trieste un fondo di libri, documenti e alcuni arredi e oggetti sopravvissuti al bombardamento del 1945 di Villa Veneziani, nasce nel 1997 all’interno dello storico edificio della<strong> Biblioteca Civica </strong>di Trieste<strong>, Palazzo Biserini </strong>in piazza Hortis.</p>
<p>Un luogo che il padre stesso raccontava di aver a lungo frequentato.</p>
<p>Pochi anni dopo, <strong>nel 2004, centenario dell&#8217;arrivo a Trieste di James Joyce</strong> – il romanziere amico di Svevo, l’autore di <em>Ulisse </em>e <em>Gente di Dublino </em>– viene inaugurato nelle sale attigue anche il<strong> Museo Joyce, </strong>su proposta di Renzo Crivelli, accademico e studioso emerito del genio letterario irlandese.</p>
<p>Per oltre vent’anni, i due musei, traslocati nel frattempo, insieme al <strong>Museo Petrarchesco Piccolomineo</strong>, in via Madonna del Mare, hanno accolto migliaia di visitatori di tutte le età e hanno sostenuto e promosso pubblicazioni, numerosi eventi internazionali e due festival: <em>Bloomsday </em>e <em>Buon compleanno Svevo.</em></p>
<p>Ora, «<em>nel 2024, settantesimo anniversario del definitivo ritorno di Trieste all&#8217;Italia, il Comune di Trieste inaugura il suo Museo della Letteratura, casa di tutti gli scrittori che hanno raccontato al mondo la Città, il suo mare, il suo territorio</em>»: lo annuncia l&#8217;assessore alle Politiche dell&#8217;Educazione e della Famiglia del Comune di Trieste, <strong>Maurizio De Blasio</strong>.</p>
<p>Il nuovo Museo <strong>LETS, acronimo di Letteratura Trieste</strong>, realizzato con il sostegno della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong> e di <strong>Trieste Trasporti</strong>, sarà un contenitore culturale in cui la tradizione si sposa con la multimedialità e nel quale troverà spazio anche il <strong>nuovo Museo Saba</strong>.</p>
<p><strong>Museo LETS &#8211; Letteratura Trieste valorizza </strong>la <strong>Biblioteca Civica</strong> cittadina e nasce per la cura scientifica di <strong>Riccardo Cepach, Cristina Fenu, Laura Pelaschiar</strong> – Università degli Studi di Trieste – e <strong>Susan Petri, </strong>con il coordinamento della direttrice del Servizio Biblioteche <strong>Manuela Salvadei</strong> e l’impegno collettivo dei bibliotecari e archivisti della biblioteca Hortis, dei responsabili amministrativi e dei grafici.</p>
<p>Hanno contribuito alla realizzazione, il direttore artistico e progettista dell&#8217;allestimento arch. <strong>Lorenzo Greppi</strong>, e la ditta Fallani.</p>
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		<title>Gorizia cuore linguistico d&#8217;Europa</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gorizia-cuore-linguistico-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 10:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lingue]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 7 e 8 giugno la città ospiterà la seconda edizione del Festival delle Lingue. Una riflessione sul profondo plurilinguismo del territorio</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Jens-Kolata-con-Majda-Bratina-2.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-cuore-linguistico-deuropa/">Gorizia cuore linguistico d&#8217;Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Jens Kolata con Majda Bratina</em></span></p>
<p>GORIZIA – Presentata la seconda edizione del <strong>Festival delle Lingue</strong>, manifestazione ideata dall’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.kulturhaus-go.it" target="_blank" rel="noopener">Associazione culturale <strong>Kulturhaus </strong><strong>Görz</strong></a></span> per aprire una riflessione sull’uso delle lingue su un territorio di <strong>profondo plurilinguismo</strong> come quello <strong>goriziano</strong>.</p>
<p>Il cartellone del festival, quest’anno <strong>in programma il 7 e l&#8217;8 giugno</strong>, è stato illustrato dal presidente di Kulturhaus Görz, <strong>Jens Kolata</strong>, con<strong> Majda Bratina </strong>del direttivo dell’associazione<strong>.</strong></p>
<p>Sede dell’evento sarà la <strong>Corte di Casa Ascoli</strong>, la casa del famoso glottologo <strong>Graziadio Isaia Ascoli</strong>.</p>
<p>In programma<strong> incontri, presentazioni editoriali</strong>, <strong>attività ludiche, letture e pratiche in più lingue</strong>, <strong>visite guidate</strong> <strong>degustazioni e musica</strong> alla presenza di <strong>scrittori e artisti </strong>impegnati a vario livello sul tema delle lingue.</p>
<p>Apertura <strong>venerdì 7 giugno</strong> (Corte di Casa Ascoli) con tre “teste di serie” dell’edizione. Atteso alle<strong> 18</strong> uno degli ospiti di punta, lo <strong>scrittore</strong> <strong>austriaco Günter Neuwirth</strong>, autore di celebri <strong>romanzi gialli ambientati a Trieste</strong>, nell’incontro <strong><em>Il fascino di Trieste: alla ricerca di indizi</em></strong>. A seguire (ore 19) incontro con l’antropologo <strong>Marco Aime, </strong>docente all’Università di Genova, che rifletterà sul tema dei confini, anche linguistici, da un punto di vista antropologico nell’incontro che prende il titolo dal suo libro “<strong><em>Confini. Realtà e invenzioni</em></strong><strong>”</strong> (ed. edizioni Gruppo Abele, 2023).</p>
<p>Alle 20.30, infine, appuntamento con <strong>Goran Vojnović</strong>, uno dei più affermati scrittori del panorama culturale e letterario sloveno. Con lui <strong>Slavica Radinja</strong> parlerà di “<strong><em>Sfumature linguistiche: tra slang e lingua standard</em></strong><strong>”</strong>.</p>
<p>La serata di venerdì sarà suggellata alle 21.45 dal <strong>concerto </strong>della cantautrice goriziana<strong> Paola Rossato</strong> accompagnata da <strong>Raffaella Ragusa</strong>.</p>
<figure id="attachment_55683" aria-describedby="caption-attachment-55683" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-55683 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Paola-Rossato.jpg" alt="Paola Rossato" width="1000" height="664" title="Gorizia cuore linguistico d&#039;Europa 11" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Paola-Rossato.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Paola-Rossato-300x199.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Paola-Rossato-768x510.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Paola-Rossato-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/Paola-Rossato-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-55683" class="wp-caption-text">Paola Rossato</figcaption></figure>
<p><strong>Sabato 8 giugno</strong>, dopo una serie di laboratori, avvio dalle <strong>10.30</strong> avvio agli <strong>incontri pubblici</strong> con l’appuntamento che vede protagonista <strong>Vojko Gorjanc</strong>, docente all’<strong>Università di Lubiana</strong>, che interverrà sul tema <strong>“<em>Ideologie linguistiche</em>”</strong>.</p>
<p>Ulteriore incontro sul tema delle lingue quali possibili “ponti” o motivo di scontro tra popoli, è il dialogo con <strong>Jan Brousek</strong> “<strong><em>Conflitti linguistici nella regione Alpe-Adria. È possibile trovare una lingua comune?</em>”</strong> (ore 11.30).</p>
<p>L’artista visiva <strong>Paola Gasparotto</strong> sarà protagonista, in conclusione di mattinata (ore 12.30), dell’incontro condotto da <strong>Franco Spanò</strong> “<strong><em>Time of change. Visioni per un pianeta che cambia</em></strong>”, che racconta della sua ricerca artistica e poetico-espressiva in costante dialogo con la natura.</p>
<p>Nel pomeriggio di sabato una serie di incontri e laboratori, come l’appuntamento <em>“</em><strong><em>L’importanza dello studio del carsismo nella regione FVG nel contesto Mitteleuropeo</em></strong><strong>”</strong> a cura di <strong>Maurizio Tavagnutti</strong> del Centro Ricerche Carsiche C. Seppenhofer, o il <strong>Laboratorio</strong> <strong>di Disegno Manga per ragazzi</strong> con il fumettista <strong>Federico Bauzon</strong>, fino al <strong>Laboratorio in lingua spagnola per tutte le età</strong> con <strong>Francesca Fornasier </strong>e <strong>Maria Muñoz </strong>di Kulturhaus Görz.</p>
<p>Alle 17 la Società Filologica Friulana guida il pubblico alla scoperta del piano nobile di Casa Ascoli che ospita la mostra “<strong><em>Le lingue di Gorizia e E nas une lenghe”.</em></strong></p>
<p>Ancora un <strong>appuntamento di carattere letterario</strong> in programma alle 18 con la poetessa e scrittrice <strong>Mary Barbara Tolusso</strong>: accompagnata da <strong>Walter Chiereghin</strong> si racconta in “<strong><em>Poesia e prosa di un’autrice al confine</em>”</strong>.</p>
<p>Con <strong>Lorenzo Drascek</strong> dell’Associazione Amici di Israele si andrà <strong>alla scoperta del ghetto ebraico</strong> con una visita guidata in programma alle 19.15, a cui sarà abbinata una degustazione di vini kosher.</p>
<p>Ultimo autore in programma (ore 20.30) lo scrittore <strong>Kossi Komla-Ebri</strong> nell’incontro condotto da <strong>Rossana Puntin</strong>, “<strong><em>Rinascere in una lingua</em>”</strong>.</p>
<p>Gran finale per questa seconda edizione del Festival delle Lingue alle 21.30 con la musica di <strong>Dj Janko</strong>.</p>
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		<title>L&#8217;essenza delle donne</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/lessenza-delle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Margherita Reguitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 16:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[udine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lucrezia Armano presiede da 6 anni il Comitato friulano DARS, una realtà che promuove soggettività femminile in un dialogo intergenerazionale tra arte, letteratura, poesia e storia</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/a_DARS-2018_Lucrezia-al-Libro-dArtista-Udine.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lessenza-delle-donne/">L&#8217;essenza delle donne</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Lucrezia Armano</em></span></p>
<p>Il Comitato friulano <strong>DARS &#8211; Donna Arte Ricerca Sperimentazione </strong>con sede a Udine ha una lunga e importante storia alle spalle, motore di attività culturali e artistiche, di ricerca e formazione ma anche editore di cataloghi e libri d’arte.</p>
<p>Con la presidente <strong>Lucrezia Armano </strong>lavorano otto artiste e scrittrici artefici di un pensiero “di parte” delle donne, lontano da un astratto femminile, frutto di esperienza di vita e menti sensibili. Si muovono sul terreno accidentato della storia, delle relazioni interpersonali, delle dinamiche sociali.</p>
<p><strong>Presidente Armano, un’associazione di donne nata quando il femminismo era battaglie per diritti </strong><strong>da conquistare?</strong></p>
<p>«Non un’associazione, ma un gruppo di donne friulane che si ritrovano alla fine degli anni ‘70, diventato “comitato” nel 1984, rifondato nel 1987 con l’acronimo attuale. In una regione ai margini rispetto ai fermenti delle grandi città d’Italia, la differenza la fece l’impegno iniziale e di sempre di Dora Bassi, pittrice, scultrice, scrittrice, docente di scultura all’Accademia di Brera, voluta da Dino Basaldella. Ora sarebbe “normalità” ma ai tempi la cattedra di scultura era solo prerogativa maschile. Un’attività che sul territorio regionale e nazionale incontrò altri cammini di ricerca di un linguaggio delle donne nell’ambito della letteratura e delle arti visive non necessariamente legate al femminismo. Un laboratorio interdisciplinare sul linguaggio di genere che ancora oggi ci rappresenta».</p>
<p><strong>Quante presidenti si sono avvicendate e che cosa ha caratterizzato la loro guida?</strong></p>
<p>«Io sono la quarta presidente. La prima, fino al 1990, fu Dora, seguita da Isabella Deganis fino al 2011, quindi la parentesi di Giuditta Dessy, mia madre. La indico come “parentesi” perché fu eletta in quanto fondatrice ma, per la sua natura schiva e timida, era lontanissima da ruoli pubblici. Fino al 2018 le furono accanto Marina Giovannelli e Gina Morandini. Sono quattro periodi ben diversi con un obiettivo condiviso: tenere viva la memoria storica delle conquiste di genere, sentendo da un lato la responsabilità culturale nel proseguire l’attività, dando spazio al confronto di genere su temi e attualità. Le giovani generazioni percepiscono molti aspetti della “parità” come assodati e scontati. Quello che temono di più è la violenza di genere, ma poco conoscono del passato e delle donne che hanno permesso di iniziare le agitazioni sociali».</p>
<figure id="attachment_55064" aria-describedby="caption-attachment-55064" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-55064 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-1988_-CONFERENZA_-Dora-e-Giuditta.jpg" alt="Dora Bassi e Giuditta Dessy, prime presidenti del DARS, in una conferenza del 1980" width="1000" height="677" title="L&#039;essenza delle donne 12" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-1988_-CONFERENZA_-Dora-e-Giuditta.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-1988_-CONFERENZA_-Dora-e-Giuditta-300x203.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-1988_-CONFERENZA_-Dora-e-Giuditta-768x520.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-55064" class="wp-caption-text">Dora Bassi e Giuditta Dessy, prime presidenti del DARS, in una conferenza del 1980</figcaption></figure>
<p><strong>Come riassumere i mandati delle singole presidenti?</strong></p>
<p>«Dora ha gettato le basi. Trovo queste sue parole significative: “<em>In realtà noi (DARS) tentiamo di capire se è, se sarà possibile calare esperienze di vita, di cultura e di sensibilità che portano il segno del femminile nei linguaggi d’arte corrente, visto che sono stati inventati dal segno opposto e ad esso destinati</em>”. Questo periodo è servito per capire che non era possibile “codificare” una voce comune tante erano le visioni nella differenza di genere. Isabella Deganis fu un ponte tra gli anni ’70 e oggi, attenta alle giovani generazioni e per questo a lei abbiamo dedicato la Rassegna del Libro d’Artista».</p>
<p><strong>Quale rapporto con le istituzioni politiche?</strong></p>
<p>«Nei 45 anni di attività c’è stata un’evoluzione legata ai tempi e alle generazioni diverse, con la coerente caratteristica di essere un gruppo legato alla cultura e non alla politica».</p>
<p><strong>Con gli uomini un rapporto possibile?</strong></p>
<p>«Il maschile ha avuto millenni e ancora ha tutto il mondo per esprimersi. Noi siamo impegnate sul rispetto della diversità per arrivare alla parità, coinvolgendo le giovani generazioni senza distinzione di genere. Importantissima nel nostro percorso è la parte didattica nelle scuole e accademie perché la memoria non vada perduta. Le conquiste sono costate lunghe lotte e si sta molto poco a fare veloci e pericolosi passi indietro. Basta guardare cosa succede intorno a noi, in Europa e nel mondo».</p>
<p><strong>Quale cammino l’ha portata al DARS?</strong></p>
<p>«Ufficialmente sono sei anni che ricopro il ruolo di presidente, ma in realtà ho affiancato la mamma dal 2011 tenendo tutti i contatti istituzionali e occupandomi della parte organizzativa. Il mio cammino con il DARS inizia nel 1984, da adolescente, partecipando a riunioni e mostre. Poi è arrivato il mio turno in un momento molto difficile, a causa della scomparsa delle amiche fondatrici e quindi del necessario rinnovamento con l’ingresso di nuove forze. Anno di svolta fu il 2019 con la mostra “<em>Metamorfosi</em>”, allestita nelle Gallerie di Palazzo Morpurgo. Da lì abbiamo dato nuova linfa alla sezione arti visive, oggi sono decine le artiste regionali, nazionali e internazionali che partecipano alla nostra attività e stiamo lavorando per implementare la sezione ricerca. Per me l’importanza dei rapporti e la creazione di una rete di conoscenze sempre più estesa sono la base del successo del proprio fare, in ogni ambito».</p>
<figure id="attachment_55065" aria-describedby="caption-attachment-55065" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-55065 size-full" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-2005_III-PREMIO-BUIESE-Isabella-Deganis.jpg" alt="Isabella Deganis" width="1000" height="619" title="L&#039;essenza delle donne 13" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-2005_III-PREMIO-BUIESE-Isabella-Deganis.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-2005_III-PREMIO-BUIESE-Isabella-Deganis-300x186.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/05/DARS-2005_III-PREMIO-BUIESE-Isabella-Deganis-768x475.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-55065" class="wp-caption-text">Isabella Deganis</figcaption></figure>
<p><strong>Quali le priorità del DARS oggi?</strong></p>
<p>«La promozione della soggettività femminile in un dialogo intergenerazionale, la conoscenza delle voci nuove e lo sviluppo della rete di scambi culturali, anche internazionali, attraverso le nostre iniziative e i progetti <em>Erasmus+ </em>di cui siamo partner».</p>
<p><strong>Oltre 40 anni di attività: quale il segreto della longevità che smentisce la litigiosità delle donne che non saprebbero far squadra?</strong></p>
<p>«A quanti litigi ho assistito! Il segreto sono lo spessore culturale e artistico basato sulla stima di fondo, vero collante nei rapporti, assieme all’amicizia e responsabilità del percorso assieme. Non è facile, ma le ultime mostre ci hanno dato molte soddisfazioni in termini di commenti e profondità di vedute».</p>
<p><strong>Quali i settori culturali di attività?</strong></p>
<p>«Arte – letteratura – poesia – storia, mancano il teatro e la musica ma mai dire mai. La mia conoscenza e percorso sono più spostati sulle arti visive ma c’è spazio per la poesia e la letteratura. Siamo sempre alla ricerca di voci nuove. Non siamo un’associazione generica, poggiamo su un’affinità culturale e un sentire incentrato sul femminile».</p>
<p><strong>Progetti per la seconda parte del 2024?</strong></p>
<p>«Tanti. Il 18 maggio si aprirà una grande mostra a Cividale del Friuli, dal titolo “<em>I confini della seduzione</em>”, che concluderà il percorso artistico del progetto “<em>Etica ed estetica del femminile</em>”. La mostra offrirà le riflessioni di 15 artiste invitate a partecipare con un’opera e di 40 artiste che saranno protagoniste dell’esplosione di un “confine” in un’opera collettiva. A settembre uscirà il terzo volume della collana Archivio, “<em>Madri insieme</em>” di Barbara Vuano, un percorso nell’evoluzione del nascere in regione, intervistando levatrici e ostetriche carniche prima dell’apertura del reparto dedicato all’ospedale di Tolmezzo. A luglio avremo la Rassegna internazionale biennale del Libro d’Artista “<em>Come un racconto</em>”, unica in Italia, rivolta alle giovani generazioni 14-35 anni. Saremo anche presenti sul territorio con manifestazioni a Prato Carnico, a Maniago e a Udine. Tanto lavoro anche in divenire».</p>
<p><strong>Che colore e che fiore sono ideali simboli del DARS?</strong></p>
<p>«Nel logo compare la rosa, personalmente amo la zagara dal profumo forte e dai frutti potenti. Gli agrumi hanno scorze spesse che li proteggono, i colori del sole, della gioia e del calore, giallo, arancione e rosso, l’interno nutriente e gusto sia dolce che aspro».</p>
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