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		<title>Mustang: l&#8217;antico regno proibito</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/mustang-lantico-regno-proibito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Tomaselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 16:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[mandi]]></category>
		<category><![CDATA[nepal]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i distretti più remoti dell’«ultimo Tibet», opera da vent’anni una onlus friulana attiva in progetti di inclusione sociale nell’ambito scolastico per garantire un futuro migliore a migliaia di bambini nepalesi. Un viaggio nel tempo tra atmosfere medievali e solidarietà</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/OPENLa-delegazione-di-Friuli-Mandi-Nepal-Mandi-Namste-in-visita-ad-una-scuola.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/mustang-lantico-regno-proibito/">Mustang: l&#8217;antico regno proibito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La delegazione di Friuli Mandi Nepal Namastè in visita a una scuola </em></span></p>
<p>A pochi chilometri dal <strong>Tibet</strong>, incastonato nella catena himalayana, il <strong>Mustang </strong>– anche conosciuto come “L’ultimo Tibet” –, grazie ai suoi villaggi che conservano il fascino dell’antica cultura tibetana, costituisce uno dei distretti più remoti di tutto il <strong>Nepal</strong>.</p>
<p>Arrivarci è come affrontare un vero e proprio viaggio nel tempo.</p>
<p>Da qualche anno, tuttavia, l’isolamento non costituisce più un ostacolo insormontabile grazie alla costruzione della nuova strada per <strong>Lo Manthang </strong>(la capitale del suo antico Regno Proibito), tra <strong>Jomsom </strong>e il valico cinese di <strong>Kora La </strong>(4.600 m).</p>
<p>Di conseguenza le tradizioni e le condizioni di vita della popolazione stanno radicalmente cambiando.</p>
<p>Questa sterrata di 85 km, inaugurata nel 2013 e percorribile solo in jeep o mezzi 4&#215;4, in un continuo saliscendi, tra frane e ponti dissestati, raggiunge come destinazione finale la frontiera cinese, per ora comunque interdetta ai viaggiatori.</p>
<p>Lo sviluppo, lungo il confine del Kora La, dove la Cina avrebbe costruito una città con strutture doganali, centri di quarantena, alloggi e aree di parcheggio, dimostrerebbe le ambizioni geopolitiche di Pechino a trarre profitto da questi territori.</p>
<p>Alcuni abitanti della zona sostengono infatti che la Cina stia invadendo man mano il territorio nepalese; di certo le forze di sicurezza di Xi Jinping stanno facendo pressione sui nepalesi di etnia tibetana affinché non mostrino immagini del Dalai Lama, il leader spirituale tibetano in esilio in India.</p>
<p>Il Mustang costituisce un microcosmo della catena himalayana, che si insinua in profondità nell’altopiano tibetano ed è chiuso a sud dalle grandi e maestose vette dell’<strong>Annapurna </strong>(8.091 m) e del <strong>Dhalaugiri </strong>(8.167 m). Una vallata, quest’ultima, accessibile fino al 2013 solo a piedi o a cavallo – con lunghi e faticosi percorsi di almeno 6 giorni (solo andata) – e tagliata dal fiume Kali Gandaki, affluente del Gange.</p>
<p>Questa meraviglia naturale, chiamata anche <strong>Andha Galchi</strong>, ha scolpito il suo percorso creando una spettacolare spaccatura geologica conosciuta come <em>graben</em>. Un viaggio che richiede pazienza, tempi lunghi e un buon spirito di adattamento, ma che gratifica con viste panoramiche impareggiabili sulle cime circostanti e sui numerosi monasteri tibetani dalla grande spiritualità.</p>
<p>Per molti alpinisti il Mustang rappresenta una meta leggendaria. Il primo tra gli italiani ad arrivarci fu il tibetologo <strong>Giuseppe Tucci</strong>, che lo attraversò nel 1952, descrivendolo poi nel suo <em>‘Tra giungle e pagode”</em>.</p>
<p>Il regno di Mustang, o <strong>regno di Lo</strong>, nacque alla fine del Trecento e nei secoli successivi si sviluppò grazie alle rotte commerciali con la Cina. Nonostante il controllo imposto dal Nepal nel XVIII secolo, solo nel 2008, con la fine del regime monarchico nepalese, anche l’ultimo sovrano del Mustang, Jigme Dorje Palbar Bista (1930-2016) perse il suo titolo reale.</p>
<p>Oggi gli eredi della dinastia cercano di promuovere una “modernizzazione sostenibile” preservando l’identità millenaria dell’antico Regno.</p>
<figure id="attachment_66682" aria-describedby="caption-attachment-66682" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66682" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/a-Katmandu.jpg" alt="a Katmandu" width="1000" height="750" title="Mustang: l&#039;antico regno proibito 1" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/a-Katmandu.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/a-Katmandu-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/a-Katmandu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66682" class="wp-caption-text">Una donna a Katmandu (ph. M. Tomaselli)</figcaption></figure>
<h3><strong>Katmandu</strong></h3>
<p>Siamo arrivati a in Nepal grazie alla <strong>Onlus Friuli Mandi Nepal Namasté </strong>(<em>www.mandinamaste.net</em>) e al suo vicepresidente <strong>Stefano Toscani</strong>: un’associazione con sede a Malborghetto &#8211; Valbruna, nata nel 2005 con lo scopo di favorire progetti di inclusione sociale nell’ambito scolastico per garantire un futuro migliore a migliaia di bambini nepalesi.</p>
<p>La storia di questo sodalizio è iniziata per caso dopo un trekking di un gruppo di amici, tutti ex alpini, appassionati viaggiatori che constatarono personalmente i forti disagi dei bambini nepalesi, dovuti soprattutto a povertà e soprusi. Fu così che queste ex penne nere costituirono Friuli Mandi Nepal Namasté.</p>
<p>L’associazione è riuscita così a dar corso a numerosi progetti a sostegno delle scuole locali, tra cui la realizzazione di orfanotrofi, scuole, case famiglie e collaborazioni con centri medici e di riabilitazione per giovani con disabilità. L’impegno del sodalizio non si è fermato nemmeno davanti al devastante sisma del 2015, che mise in ginocchio il Paese con oltre 9.000 morti e migliaia di edifici distrutti.</p>
<p>In quell’occasione l’Associazione intraprese un lavoro di ricostruzione, avviando diversi cantieri e organizzando raccolte fondi.</p>
<p>Il <strong>Tempio di Pashupatinath </strong>è il più importante tempio induista del Nepal. Si trova lungo il <strong>fiume Bagmati </strong>ed è consacrato al Dio Pashupati, manifestazione di Śiva. Il luogo è popolare soprattutto per le cerimonie funebri che si svolgono con i cadaveri che vengono cremati sulle pire prima della dispersione delle ceneri. Qui incontriamo Ånú giovane ragazza nepalese di un’eleganza sopraffina che insieme alla sorella ci propone di comprare delle collane.</p>
<h3><strong>Durbar Square</strong></h3>
<p>La Kumari di Katmandu, scelta tra le bambine fra i 3 e i 5 anni, è la divinità più venerata del Nepal.</p>
<p>Alla prima mestruazione torna mortale e l’energia femminile che governa l’universo passa a un’altra. Abbiamo modo di vederla alla finestra del cortile del Kumari Chowk.</p>
<p>Ma è fatto divieto di fotografarla. Si lascia ammirare senza mai guardare nessuno. Ed è un bene&#8230; Secondo la tradizione infatti ogni segno che potrebbe derivare dal suo volto non ha mai un’accezione positiva.</p>
<figure id="attachment_66683" aria-describedby="caption-attachment-66683" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66683" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Con-Gopal-in-arrivo-a-Pokhara.jpg" alt="Con Gopal in arrivo a Pokhara" width="1000" height="752" title="Mustang: l&#039;antico regno proibito 2" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Con-Gopal-in-arrivo-a-Pokhara.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Con-Gopal-in-arrivo-a-Pokhara-300x226.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Con-Gopal-in-arrivo-a-Pokhara-768x578.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66683" class="wp-caption-text">Michele Tomaselli con Gopal all’arrivo a Pokhara</figcaption></figure>
<h3><strong>Pokhara</strong></h3>
<p>Alle porte del Mustang, <strong>Pokhara </strong>è la terza città del Nepal, da visitare per il suo splendido <strong>lago Phewa</strong>. Ci arriviamo in aereo con la <em>Yeti Airlines</em>; qui siamo sempre più vicini ai colossi himalayani tanto che sembra di toccarli con mano.</p>
<p>Ci accompagna Gopal, <em>sherpa </em>d’alta quota che ha già salito il <strong>Dhaulagiri </strong>(8.167 m) e il <strong>Makalu </strong>(8.462 m). Ho l’impressione che questi ottomila del Nepal non sembrino essere poi così lontani dal Friuli grazie a Gopal che ogni anno trascorre 3 mesi al <strong>rifugio Marinelli</strong>, sopra Collina, nelle Alpi Carniche.</p>
<p>Da buon uomo di montagna, aiuta la gestrice Caterina Tamusin nella conduzione del rifugio. È stata proprio Caterina 20 anni fa, durante un suo viaggio a Katmandu, a convincerlo a lavorare da lei. E anche quest’anno ci tornerà. Gopal è cresciuto a Salleri, nel Solukhumbu, non lontano dal Monte Everest (8848 m) e grazie alle sue doti culinarie sa strabiliare ogni gruppo che accompagna.</p>
<figure id="attachment_66684" aria-describedby="caption-attachment-66684" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-66684" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Lo-Manthang-le-mura.-Dallalto-dei-tetti-1024x768.jpg" alt="Lo Manthang le mura. Dallalto dei tetti" width="640" height="480" title="Mustang: l&#039;antico regno proibito 3" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Lo-Manthang-le-mura.-Dallalto-dei-tetti-1024x768.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Lo-Manthang-le-mura.-Dallalto-dei-tetti-300x225.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Lo-Manthang-le-mura.-Dallalto-dei-tetti-768x576.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Lo-Manthang-le-mura.-Dallalto-dei-tetti-1536x1152.jpg 1536w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/Lo-Manthang-le-mura.-Dallalto-dei-tetti.jpg 1772w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-66684" class="wp-caption-text">Le mura di Lo Manthang, dall’alto dei tetti (ph. M. Tomaselli)</figcaption></figure>
<h3><strong>Il trekking nel Mustang</strong></h3>
<p>Dopo un altro viaggio aereo su un minuscolo velivolo dove scaramanticamente parlando ci facciamo il segno della croce, superiamo <strong>Jomsom </strong>e arriviamo a <strong>Ghami </strong>(3.510 m). Qui troviamo la possibilità di utilizzare il <em>wi-fi</em>.</p>
<p>Dopo pranzo andiamo al palazzo reale. Il <em>chorten </em>segna l’ingresso, si vede che è molto antico. Qui viveva fino a pochi anni fa la nipote del Re del Mustang. Visitiamo il Gompa, la collezione di antichi <em>Thangka </em>e le conchiglie sacre. Ci sono pezzi di artigianato davvero pregevoli. Ci raccontano della <em>Ghami Solar School</em>, scuola locale gestita dalla fondazione <em>Pietro Taricone Onlus</em>.</p>
<p>L’attrice Kasia Smutniak, con l’allora compagno Pietro Taricone, decise di visitare il Mustang. Ci vennero una volta sola, tanto bastò per innamorarsene, con la promessa di fare qualcosa di concreto per aiutare gli abitanti. In seguito alla tragica morte di Taricone nel 2010, Smutniak ritornò qui da sola con la figlia per costruire la scuola.</p>
<p>L’indomani, dall’alto dei 4.000 metri del <strong>passo di Lo</strong>, vediamo <strong>Lo Manthang </strong>(3.840 m), l’antica capitale del Mustang. Questa città fortificata, bastantemente risparmiata dal terremoto del 2015, è in mezzo alle dune di sabbia ed è circondata dai resti di antichi castelli. Appare dipinta da due colori: il rosso dei tre grandi monasteri e il bianco del palazzo reale. Traspare come una città magica, una favola d’oriente laddove il tempo si è fermato. Erano così le città nel Medioevo?</p>
<figure id="attachment_66685" aria-describedby="caption-attachment-66685" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66685" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/La-bandiera-friulana-durante-una-visita-a-una-scuola-gestita-da-Friuli-Nepal-Mandi-Namaste-con-Gopal.jpg" alt="La bandiera friulana durante una visita a una scuola gestita da Friuli Nepal Mandi Namaste con Gopal" width="1000" height="667" title="Mustang: l&#039;antico regno proibito 4" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/La-bandiera-friulana-durante-una-visita-a-una-scuola-gestita-da-Friuli-Nepal-Mandi-Namaste-con-Gopal.jpg 1000w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/La-bandiera-friulana-durante-una-visita-a-una-scuola-gestita-da-Friuli-Nepal-Mandi-Namaste-con-Gopal-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/La-bandiera-friulana-durante-una-visita-a-una-scuola-gestita-da-Friuli-Nepal-Mandi-Namaste-con-Gopal-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/La-bandiera-friulana-durante-una-visita-a-una-scuola-gestita-da-Friuli-Nepal-Mandi-Namaste-con-Gopal-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/07/La-bandiera-friulana-durante-una-visita-a-una-scuola-gestita-da-Friuli-Nepal-Mandi-Namaste-con-Gopal-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-66685" class="wp-caption-text">La bandiera friulana tra le mani di, da sinistra, Stefano Toscani, Alessia Vedovato, Punam Poudel, Lucia Fiumanò, Sapana Poudel, Michele Tomasaelli, Pralhad Bastola, accanto a Gopal</figcaption></figure>
<h3><strong>Le scuole</strong></h3>
<p>Concludiamo il viaggio visitando l’<strong>Istituto scolastico Pragati Patshala di Kurintar</strong>, a circa 4 ore da Katmandu, dove ci accolgono con una grande festa circa 180 bambini. Dal 2023 l’Onlus Friuli Mandi Nepal Namasté ne supporta l’attività, gestendo inoltre il progetto del vicino impianto di irrigazione.</p>
<p>Chiudiamo visitando la <strong>Phulchoki School </strong>a <strong>Bhadikel</strong>: completamente ristrutturata e oggi fiore all’occhiello con oltre 260 studenti, la <strong>Phenday Care children’s</strong>, struttura casa famiglia con oltre 25 bambini, e la <strong>Splendid Valley Community School </strong>di <strong>Palubari </strong>che ospita 300 alunni, suddivisi tra l’asilo, le elementari e le medie.</p>
<p>Tutte strutture finanziate dalla onlus friulana.</p>
<p>Anche per questo, mentre risuona l’inno di Mameli, lo sventolio della bandiera del Friuli rappresenta l’immagine perfetta di questo viaggio speciale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;aquila in Comune: Cividale precursore</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/unaquila-in-comune-cividale-precursore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 14:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[arlef]]></category>
		<category><![CDATA[cividale]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scoperta l’opera di Stefano Borella in occasione della Festa della Patria del Friuli. Presto installata in altri 129 Comuni</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/04/image00008.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/unaquila-in-comune-cividale-precursore/">Un&#8217;aquila in Comune: Cividale precursore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>La cerimonia a Cividale</em></span></p>
<p>CIVIDALE DEL FRIULI – La loggia comunale ha ospitato le cerimonie organizzate in occasione della <em>Fieste de Patrie dal Friûl</em>.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali, è stata scoperta la prima opera artistica realizzata dal designer <strong>Stefano Borella </strong>in collaborazione con City Advertising srl di <strong>Elena Iuri</strong>: un’aquila, simbolo che celebra l’identità friulana, la forza e l’unità di un popolo, ispirata all’aquila della bandiera del Friuli.</p>
<p>L’opera è sagomata su una lastra in acciaio corten. Non una scelta casuale, perché il corten è un materiale noto per il suo aspetto caldo e materico; e per la sua resistenza nel tempo, senza perdita delle caratteristiche strutturali.</p>
<p>Un simbolo della resistenza e della continuità della cultura friulana. A ciò si aggiunge appunto la scelta dell’aquila, a sua volta significativa: <strong>uno dei simboli più antichi del Friuli</strong>, presente sull’antico vessillo medievale usato dal <strong>Patriarca Bertrando nel 1350</strong>, oggi conservato al Museo del Duomo di Udine.</p>
<p>Un vessillo riconosciuto ufficialmente nella sua versione moderna dalla L.R. 27/2001, che nei secoli è rimasto emblema di autonomia e di radicamento culturale.</p>
<p>Dopo Cividale, “Un’Aquila in Comune” sarà istallata negli altri 129 comuni del Friuli aderenti all’iniziativa.</p>
<p>Grazie a un <strong>QR-Code posto ai piedi dell’opera</strong>, cittadini e turisti potranno accedere ad una <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://arlef.it/it/progetti/una-aquila-in-comune/" target="_blank" rel="noopener">pagina web</a></strong></span> con approfondimenti sulla storia millenaria del Friuli, sulla sua bandiera e su quell’aquila che rappresenta l’identità dei friulani.</p>
<p>Per il Comune di Cividale del Friuli erano presenti il sindaco <strong>Daniela Bernardi</strong>, gli assessori <strong>Angela Zappulla</strong>, <strong>Catia Brinis</strong>, <strong>Flavio Pesante</strong> e il consigliere <strong>Manlio Boccolini</strong>.</p>
<p>È intervenuto anche il senatore <strong>Marco Dreosto</strong>. Per la Regione FVG hanno partecipato i consiglieri <strong>Elia Miani</strong> e <strong>Roberto Novelli</strong>.</p>
<p>Sono intervenuti anche <strong>Eros Cisilino</strong>, presidente dell’ARLeF, <strong>Geremia Gomboso</strong>, presidente dell’ Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, il designer Stefano Borella e Elena Iuri di City Advertising.</p>
<p>Ospite speciale della cerimonia l’<strong>aquila</strong> <strong>Maja</strong> del Parco Acrobati del Sole di Cividale del Friuli accompagnata da <strong>Daniele Miconi</strong>.</p>
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		<title>Gorizia celebra la Festa della Patria del Friuli</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/gorizia-celebra-la-festa-della-patria-del-friuli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 16:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svelato il calendario di eventi organizzato con il coinvolgimento di diverse realtà regionali. Ecco tutti gli appuntamenti</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/Presentazione-Festa-Friuli.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/gorizia-celebra-la-festa-della-patria-del-friuli/">Gorizia celebra la Festa della Patria del Friuli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>GORIZIA – Si svolgeranno tra marzo e aprile le celebrazioni della <strong>Festa della Patria del Friuli</strong> a Gorizia.</p>
<p><strong>Comune di Gorizia</strong> e <strong>Società Filologica Friulana</strong> hanno predisposto una scaletta di iniziative organizzate in collaborazione con la <strong>Biblioteca Statale Isontina</strong>, con l’<strong>Istituto</strong> <strong>di Storia Sociale e Religiosa</strong>, l’<strong>Associazione Cervignano Nostra</strong>, la <strong>Clape di Culture “Patrie dal Friûl”</strong> e <strong>USCI Gorizia</strong>.</p>
<p>La rassegna inizierà <strong>mercoledì 26 marzo</strong>, alle 18 in Casa Ascoli, con la presentazione di “<em>Ciclonugae. Sui pedali tra le pagine del Friuli</em>” di <strong>Alberto Pavan</strong>, una serie di itinerari cicloturistici e narrativi all&#8217;interno del territorio e della letteratura del Friuli.</p>
<h3>Gli eventi successivi</h3>
<p><strong>Lunedì 31 marzo</strong>, sempre alle 18 in Casa Ascoli, <strong>Ferruccio Tassin</strong> presenterà “<em>Le radici di un Nobel</em>” di <strong>Adriana Miceu</strong>, sulla vita e la famiglia di Carlo Rubbia, con descrizioni della Bassa friulana e della Nizza austriaca della prima metà del Novecento.</p>
<p><strong>Martedì 1 aprile</strong>, alle 18 nella Biblioteca Pubblica del Seminario Teologico Centrale di Gorizia di Via del Seminario 7, <strong>Lucia Pillon e Ivan Portelli</strong> presenteranno “<em>L’Archivio del Capitolo metropolitano di Gorizia</em>”, una fondamentale risorsa per la conoscenza della storia del Goriziano.</p>
<p>Ancora, <strong>giovedì 3 aprile</strong>, in Casa Ascoli alle 18, sarà presentata la nuova pubblicazione “<em>Fûc su Gurize</em>” di <strong>Gianni Nazzi</strong> con un saggio di <strong>Ferruccio Tassin</strong>.</p>
<p><strong>Lunedì 7 aprile</strong>, alle 18 in Casa Ascoli, sarà presentato il nuovissimo “<em>Giandomenico sogna</em>”, volume illustrato di <strong>Barbara Jelenkovich</strong> sulla vita e le opere udinesi di Gian Battista e Gian Domenico Tiepolo.</p>
<p><strong>Martedì 8 aprile</strong>, alle 18 nella Biblioteca Pubblica del Seminario Teologico Centrale di Gorizia, <strong>Andrea Tilatti</strong> parlerà di <em>Aquileia &amp; Friuli. Storiografia.</em></p>
<p><strong>Mercoledì 9 aprile</strong>, alle 18 in Casa Ascoli, sarà presentato lo<em> Storlic furlan pal 2025</em>, lo storico almanacco curato da <strong>Dani Pagnucco</strong> che quest’anno presenta alcuni profili biografici di goriziani illustri redatti da <strong>Gianluca Franco</strong>: un omaggio alla Capitale europea della cultura.</p>
<p><strong>Lunedì 14 aprile</strong>, in Casa Ascoli alle 18, sarà illustrato “<em>Teche Friulane</em>”, il portale in cui è contenuto un vasto patrimonio documentario e bibliografico di volumi, articoli, fotografie, video e stampe, con l’intento di condividere e promuovere la storia, l’identità e la cultura friulane: nell’occasione sarà presentato il progetto di valorizzazione della letteratura del Goriziano.</p>
<p>Infine, <strong>domenica 27 aprile</strong>, nella Chiesa del Sacro Cuore, nel corso della Messa delle 18.30 sarà eseguita la <em>Messe Eucaristiche</em> di <strong>Gabriele Saro</strong>.</p>
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		<title>Margot Marrone: gli alberi muovono il vento</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/margot-marrone-gli-alberi-muovono-il-vento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Doncovio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 10:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=60976</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nata in Francia e cresciuta in Friuli. Una vacanza con il marito le ha fatto scoprire la Danimarca. «Qui lo stress non esiste». E nella sua nuova casa ha scritto - a mano - un noir capace di stregare la critica. «Un lettore mi ha detto: lei non scrive libri, dipinge»</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2794.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/margot-marrone-gli-alberi-muovono-il-vento/">Margot Marrone: gli alberi muovono il vento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Margot Marrone alla guida di una delle auto d’epoca dell’attività di suo marito (ph. Robin Mørensson)</em></span></p>
<p>A gennaio inizierà a insegnare italiano e francese nel piccolo comune in cui vive con il marito nel sud della <strong>Danimarca</strong>. Una zona agricola al confine con la Germania, a 8 km dal Mare del Nord.</p>
<p>Da poco più di due anni questo è il nuovo regno di <strong>Margot Marrone</strong>, fonte di ispirazione per la sua scrittura.</p>
<p>Anche in videochiamata, l’energia contagiosa dell’autrice di <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://imagazine.it/home_desk/nasce-in-friuli-il-noir-femminile-che-rilancia-leditrice-noripios/">“<em>Gli alberi muovono il vento</em>” (Noripios Edizioni)</a></span> mette di buon umore.</p>
<p>«La Danimarca – confida la scrittrice – ricorda il Friuli e l’Italia degli anni ’80, con quella tranquillità e pulizia dei rapporti. Io e mio marito l’abbiamo scoperta quasi per caso: dovevamo andare nelle Fiandre, poi l’alluvione fece saltare il viaggio e decidemmo di visitare la Danimarca. Siamo rimasti affascinati».</p>
<p>Tanto da trasferire armi e bagagli nel giro di un anno, compresa l’attività di compravendita di auto d’epoca di lui.</p>
<p>«Io invece – ricorda la protagonista – sono stata assunta da un’associazione che offre corsi di lingue nei comuni della Danimarca. Le lingue più gettonate sono l’italiano e il francese. L’italiano in particolare perché i danesi adorano l’Italia: ne hanno una visione molto romantica. Siccome vengono spesso in vacanza nel nostro Paese, in molti desiderano conoscerne la lingua».</p>
<p><strong>Margot, facciamo un po’ di ordine: nata in Francia e residente in Danimarca. Eppure possiamo definirla friulana…</strong></p>
<p>«Sono venuta in Italia a 4 anni, a Udine. Mio padre, orfano di guerra, era nato e cresciuto in Friuli, a Tricesimo. Dal mio arrivo ho sempre vissuto lì, anche se tre mesi all’anno d’estate tornavo in Francia con mia mamma, francese. A metà anni ’80 ci trasferimmo da Udine ad Ara di Tricesimo dove ho imparato il friulano che, all’epoca, ci si vergognava di parlare in città».</p>
<p><strong>Oggi cosa le manca del Friuli?</strong></p>
<p>«Le montagne, le nostre Alpi. Io e mio marito ci andavamo sempre in camper. E ovviamente mi mancano le amicizie e la lingua, anche se i venerdì faccio sempre videochiamate per aperitivi e caffè con le amiche friulane. Io sono molto radicata alla terra, ma in un certo senso sono una sradicata. In Francia mi dicevano “<em>ecco l’italiana</em>”, quando sono arrivata in Friuli ero “<em>la francesina</em>”… Il senso di appartenenza, ciò che ci definisce e che costruiamo nel corso della nostra vita, si ritrova anche all’interno del romanzo».</p>
<figure id="attachment_60978" aria-describedby="caption-attachment-60978" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-60978" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-982x1024.jpg" alt="a Margot piano americano7" width="640" height="667" title="Margot Marrone: gli alberi muovono il vento 5" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-982x1024.jpg 982w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-288x300.jpg 288w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-768x801.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-1472x1536.jpg 1472w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-1963x2048.jpg 1963w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/a_Margot-piano-americano7-1024x1068.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-60978" class="wp-caption-text">Margot Marrone scrive sempre a mano la prima stesura dei suoi libri (ph. Nina Korthout)</figcaption></figure>
<p><strong>Della Danimarca invece cosa le piace?</strong></p>
<p>«L’assenza totale di stress. Lo si percepisce ovunque: nelle persone e nelle cose che si fanno. Nell’ambiente di lavoro la prima cosa che tutti dicono è “<em>Niente stress</em>”. Sono molto organizzati, si lavora, ma lo si fa con calma e il tempo libero delle persone è sacro. Non esiste che il tuo capo ti chiami o ti invii <em>mail </em>al di fuori dell’orario lavorativo. Il sabato i negozi chiudono alle 14. E domenica è tutto chiuso. Le persone si dedicano molto alla famiglia, alle loro passioni, godendosi il tempo libero. Una cosa che invece in Italia e in Friuli ci è stata strappata con violenza e con dolore. E di cui le persone soffrono molto».</p>
<p><strong>La passione per la scrittura quando è nata?</strong></p>
<p>«Ho sempre scritto: da bambina tenevo il diario. Avevo un carattere introverso per cui fin da piccola mi rifugiavo spesso nella lettura e nella scrittura. Quando pensavo me stessa da grande mi immaginavo come Virginia Woolf seduta alla finestra mentre osserva la campagna e scrive i suoi libri. Quello che ora, qui in Danimarca, posso finalmente fare. Ho realizzato il sogno da bambina».</p>
<p><strong>Il suo romanzo narra una storia di identità e accettazione. Cosa c’è di autobiografico?</strong></p>
<p>«Se uno scrittore afferma che i propri libri non sono autobiografici mente sapendo di mentire. Qualcosa è ovvio che ci sia. Così come c’è anche l’invenzione, la finzione, l’immaginazione».</p>
<p><strong>Durante la vicenda la protagonista riprende coscienza del suo passato e della sua natura autentica. Un percorso che in qualche modo ha coinvolto anche la vita di Margot Marrone?</strong></p>
<p>«Nelle prime pagine la protagonista appena si sveglia pensa “<em>Un nuovo giorno sta iniziando e lascia aperte infinite possibilità</em>”. Ogni giorno che viviamo lascia aperte tante possibilità. Quando si va in un posto nuovo, poi, questa sensazione diventa molto forte, quasi inebriante. E ti porta a vedere possibilità che prima non notavi o che magari pensavi non si potessero realizzare. Qui il cambio di abitudini, orari e quotidianità ha probabilmente stimolato la mia creatività».</p>
<p><strong>Quali sono stati i complimenti che più ti ha fatto piacere ricevere per il libro?</strong></p>
<p>«Ne ho ricevuti molti. Tutti mi dicono che una volta iniziato il libro non lo molli. Il massimo per uno scrittore. Mi piace poi che il romanzo venga letto sia da donne che da uomini. Proprio il marito di una conoscente mi ha fatto il complimento più bello: “<em>Lei non scrive libri, dipinge</em>”. Mi ha emozionato. Sono inoltre stata contattata dal figlio del mio professore di letteratura alle superiori, severissimo, che ha chiesto la mia <em>mail </em>per inviarmi la sua recensione».</p>
<figure id="attachment_60979" aria-describedby="caption-attachment-60979" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-60979" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Margot-prato2.jpg" alt="Margot prato2" width="800" height="814" title="Margot Marrone: gli alberi muovono il vento 6" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Margot-prato2.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Margot-prato2-295x300.jpg 295w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Margot-prato2-768x781.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-60979" class="wp-caption-text">Margot Marrone nella campagna danese assieme alla sua cagnolina Frida (ph. Nina Korthout)</figcaption></figure>
<p><strong>Altri progetti editoriali in cantiere?</strong></p>
<p>«Sto scrivendo un nuovo romanzo, completamente diverso dall’ultimo. Sarà una storia con due personaggi anziani».</p>
<p><strong>È vero che lei scrive i suoi libri a mano?</strong></p>
<p>«Sempre. Perché sono convinta che il flusso creativo esca dalla mano: se uno scrive a pc questo non accade. Anche la scienza lo dimostra, sono processi cognitivi precisi. Di fronte a una pagina bianca di computer io resto con la testa vuota, immobile. Davanti a un quaderno, invece, anche se non so cosa scrivere parto e l’ispirazione arriva. La mia prima stesura è sempre a mano».</p>
<p><strong>Prima ha citato Virginia Woolf. Ci sono scrittori a cui si ispira?</strong></p>
<p>«Sono stata una precoce lettrice di Edgard Allan Poe e Agatha Christie. Il <em>noir </em>mi ha sempre affascinata e formata. Nelle mie storie non c’è una goccia di sangue. Mi piace indagare le profondità dell’animo umano: il tema del bene e del male mi accompagna sempre. Così come la conoscenza dell’altro. Quando pensiamo di conoscere una persona, in realtà non la conosciamo abbastanza».</p>
<p><strong>A proposito, il futuro di Margot Marrone sarà in Danimarca o in Friuli?</strong></p>
<p>«Non progetto di tornare a vivere in Friuli. Ci torno in visita almeno una volta all’anno, ma preferisco restare a vivere in Danimarca».</p>
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		<item>
		<title>Nicole Coceancig vince il Premio Ciampi 2024</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/nicole-coceancig-vince-il-premio-ciampi-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 09:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’artista friulana sarà in concerto a Udine il 19 ottobre al Suns Europe di Udine, rappresentando proprio il Friuli</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/10/Nicole_Coceancig_02.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/nicole-coceancig-vince-il-premio-ciampi-2024/">Nicole Coceancig vince il Premio Ciampi 2024</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Nicole Coceancig (© Ingrid Wight)</em></span></p>
<p>UDINE –<strong> Nicole Coceancig</strong>, giovane cantautrice friulana, vince la XXVII edizione del <strong>Premio Ciampi</strong>, con i <strong>due brani originali</strong> <em>Cjare mame</em> e <em>Di trop che o ai cjaminât</em>, entrambi cantati in <strong>lingua</strong> <strong>friulana</strong>.</p>
<p>Il secondo dei due è stato inoltre selezionato al <strong>Festival Suns Europe</strong> di Udine, dove la Coceancig si esibirà il 19 ottobre in rappresentanza del Friuli, insieme ad altri 8 artisti internazionali.</p>
<p>Il Premio Ciampi, intitolato al cantautore e poeta livornese Piero Ciampi, supporta da sempre chi fa musica senza compromessi, in modo <strong>non omologato e controcorrente</strong>.</p>
<p>Ogni anno, seguendo tali principi e tenendo sempre fede al manifesto programmatico “Lunga vita agli outsider”, indice un <strong>Concorso Nazionale</strong>, a cui possono partecipare singoli artisti o gruppi musicali di ogni età.</p>
<p>Quest’anno, la giuria ha deciso di premiare la Coceancig, sia per la scelta di <strong>cantare in friulano</strong>, che per le storie di <strong>coraggio</strong> ed <strong>emancipazione</strong> che racconta nei suoi brani.</p>
<p>La sera di giovedì 21 novembre, presso il Teatro Goldoni di Livorno, Nicole riceverà il Premio e eseguirà i due brani originali, <strong>condividendo il palco</strong> con artisti del calibro di Nada, Teho Teardo e Blixa Bargeld, Massimo Volume, Daniela Pes e altri.</p>
<p>È prevista per <strong>dicembre</strong> l’uscita del <em>concept</em> <strong>album</strong>, <em>Zohra</em>, interamente cantato in friulano, che contiene anche i due brani premiati originali al Ciampi, nei quali la Coceancig racconta la storia di una ragazza quattordicenne che fugge dal <strong>Pakistan</strong> verso il Friuli-Venezia Giulia, tramite la rotta balcanica, per inseguire un sogno di <strong>riscatto</strong> e <strong>libertà</strong>.</p>
<p>“Una storia di coraggio che cerca di dare voce a tutte quelle donne che in questo momento, come Zohra, vorrebbero partire ma che nella realtà non possono farlo”, spiega<strong> Nicole Coceancing</strong>.</p>
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		<title>Friuli esempio di diversità linguistica dell&#8217;Alpe Adria</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/friuli-esempio-di-diversita-linguistica-dellalpe-adria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 15:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[alpe adria]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla televisione di Stato austriaca un documentario spiega perché le persone nel cuore dell'Europa riescono a comprendersi anche senza parole</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Iris-Hofmeister-e-la-sua-troupe-con-i-musicisti-Edgar-Unterkirchner-e-Simon-Stadler-foto-CG-Pictures-Gerhard-Donauer.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/friuli-esempio-di-diversita-linguistica-dellalpe-adria/">Friuli esempio di diversità linguistica dell&#8217;Alpe Adria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Iris Hofmeister e la sua troupe con i musicisti Edgar Unterkirchner e Simon Stadler (ph. C&amp;G Pictures Gerhard Donauer)</em></span></p>
<p>È andato in onda sulla Televisione di Stato austriaca ORF 2 il documentario &#8220;<strong><em>Sprachenvielfalt im Alpen-Adria-Raum &#8211; La diversità linguistica nella regione alpino-adriatica</em></strong>&#8220;, una produzione a cura di <strong>Iris Hofmeister</strong>.</p>
<p>Il film esplora come le persone nel cuore dell&#8217;Europa riescano a comprendersi anche senza parole, utilizzando le regioni confinanti di Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Slovenia come esempio.</p>
<p>La produzione dell&#8217;ORF Landesstudio Kärnten mette al centro le esperienze delle persone che vivono all&#8217;incrocio di tre culture e che apprezzano i vantaggi di questa vicinanza multiculturale.</p>
<p>Con la telecamera, Iris Hofmeister visita persone che, per vari motivi, hanno trovato una &#8220;nuova&#8221; casa nelle regioni vicine e che condividono le loro esperienze. Per molti, il plurilinguismo è parte della vita quotidiana, indipendentemente dalle loro radici linguistiche e culturali.</p>
<p>La lingua unisce, muove e apre nuove opportunità in un mondo del lavoro senza confini. Il documentario esplora anche come la lingua dell&#8217;amore porti alcuni a stabilirsi altrove e a fondare una famiglia, mentre la lingua dei ricordi rende indimenticabili le vacanze d&#8217;infanzia al mare.</p>
<p>La lingua delle tradizioni facilita la trasmissione culturale. La regione dell&#8217;Alpe-Adria ha una storia comune ricca e non sempre pacifica, ma le crisi attuali in altri paesi fanno emergere l&#8217;importanza della non violenza per una &#8220;regione di pace Alpe-Adria&#8221; come proposto dagli scienziati.</p>
<p>Anche dal punto di vista culinario, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l&#8217;amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole.</p>
<p>La parte finale del film è dedicata alla lingua friulana, rilevata in molteplici aspetti della vita quotidiana, nelle istituzioni, nella cartellonistica, nei media, nell&#8217;editoria e nella musica.</p>
<p>Nel mediometraggio, prendono parola in <em>marilenghe</em> il direttore dell&#8217;Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, <strong>William Cisilino</strong>, l&#8217;artigiano musicale <strong>Roberto Buttus</strong> e <strong>Dj Tubet</strong> con il suo rap friulano.</p>
<figure id="attachment_57880" aria-describedby="caption-attachment-57880" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-57880" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF.jpg" alt="Dj Tubet rappa nel Museo Etnografico del Friuli durante le riprese a cura dellORF" width="800" height="807" title="Friuli esempio di diversità linguistica dell&#039;Alpe Adria 7" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF.jpg 800w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF-297x300.jpg 297w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF-150x150.jpg 150w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/08/Dj-Tubet-rappa-nel-Museo-Etnografico-del-Friuli-durante-le-riprese-a-cura-dellORF-768x775.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-57880" class="wp-caption-text">Dj Tubet rappa nel Museo Etnografico del Friuli durante le riprese a cura dell&#8217;ORF</figcaption></figure>
<p>La decisione dell&#8217;ORF di inserire un segmento dedicato alla lingua friulana nasce infatti dall&#8217;interesse per il progetto didattico &#8220;<em>Un glimuç di peraulis</em>&#8220;, condotto nel 2023 dal Museo Etnografico del Friuli con l&#8217;Ufficio per la Lingua Friulana del Comune di Udine, che vedeva appunto protagonista il rapper ed educatore di Nimis.</p>
<p>Appaiono nel programma anche <strong>Daria Miani</strong> e <strong>Federica Angeli</strong> di Maman, la trasmissione dedicata all&#8217;infanzia, la consigliera delegata a Identità Friulana e Plurilinguismo del Comune di Udine, <strong>Stefania Garlatti-Costa</strong>, i giornali <em>La Patrie dal Friûl</em> e <em>La VÔS dai Furlans</em> all&#8217;Osteria All&#8217;Allegria di via Grazzano a Udine, oltre a scorci della città e dei fiumi Tagliamento e Fella.</p>
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		<title>Joannis ricorda la nascita della Patria del Friuli</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/joannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Livio Nonis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 08:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[aiello]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[joannis]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato Iniziative Locali ha radunato la comunità per una giornata tra villotte friulane e piatti della tradizione</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-01.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/joannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli/">Joannis ricorda la nascita della Patria del Friuli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>AIELLO DEL FRIULI – Anche a <strong>Joannis</strong>, il Comitato Iniziative Locali (C.I.L.) ha voluto ricordare la nascita della Patria del Friuli.</p>
<p>È stato organizzato un momento conviviale dove il cibo tradizionale friulano l’ha fatta da padrone, si è assaggiata la minestra d’orzo e fagioli, lo spezzatino con guancia di maiale e le patate in tecia, alcune varietà di radicchio nostrano (Grumolo e la Rosa di Gorizia) e per finire dolci, dove ha prevalso lo strudel fatto in casa, con i vini locali del territorio.</p>
<p>Per rallegrare l’ambiente due amici “armati” di fisarmonica e chitarra hanno improvvisato delle <strong>villotte e altre musiche prettamente friulane</strong> che il gruppo di convenuti ha accompagnato cantando le canzoni più conosciute.</p>
<figure id="attachment_53551" aria-describedby="caption-attachment-53551" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-53551 size-large" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-03-1024x569.jpeg" alt="I musicisti dell&#039;evento" width="640" height="356" title="Joannis ricorda la nascita della Patria del Friuli 8" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-03-1024x569.jpeg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-03-300x167.jpeg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-03-768x427.jpeg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-03.jpeg 1366w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-53551" class="wp-caption-text">I musicisti dell&#8217;evento</figcaption></figure>
<p>A Joannis c’è un <strong>gruppo che porta in giro la tradizione friulana con costumi tipici</strong>, realizzati grazie alle indicazioni date dagli anziani del paese, e hanno fatto bella figura non solo in regione ma anche a Villacco (Austria) e a Kamnik (Slovenia).</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fjoannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli%2F&amp;linkname=Joannis%20ricorda%20la%20nascita%20della%20Patria%20del%20Friuli" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fjoannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli%2F&amp;linkname=Joannis%20ricorda%20la%20nascita%20della%20Patria%20del%20Friuli" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fjoannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli%2F&amp;linkname=Joannis%20ricorda%20la%20nascita%20della%20Patria%20del%20Friuli" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fjoannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli%2F&amp;linkname=Joannis%20ricorda%20la%20nascita%20della%20Patria%20del%20Friuli" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fjoannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli%2F&amp;linkname=Joannis%20ricorda%20la%20nascita%20della%20Patria%20del%20Friuli" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fimagazine.it%2Fhome_desk%2Fjoannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli%2F&#038;title=Joannis%20ricorda%20la%20nascita%20della%20Patria%20del%20Friuli" data-a2a-url="https://imagazine.it/home_desk/joannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli/" data-a2a-title="Joannis ricorda la nascita della Patria del Friuli"></a></p><p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/festa-del-friul-joannis-01.jpeg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/joannis-ricorda-la-nascita-della-patria-del-friuli/">Joannis ricorda la nascita della Patria del Friuli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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		<title>La missione dell&#8217;astronauta Linteris alla Fieste de Patrie dal Friûl</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/lastronauta-linteris-ospite-alla-fieste-de-patrie-dal-friul/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 14:34:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[tarcento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un video in lingua friulana narra la storia della sua avventura nello spazio con la bandiera del Friuli. L'evento a Tarcento</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/04/Fieste_de_patrie_2024.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/lastronauta-linteris-ospite-alla-fieste-de-patrie-dal-friul/">La missione dell&#8217;astronauta Linteris alla Fieste de Patrie dal Friûl</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Da sinistra Geremia Gomboso, Mauro Steccati, Pierpaolo Roberti, Desiree Chiappo, Eros Cisilino, William Cisilino</em></span></p>
<p>UDINE – Sarà <strong>Tarcento </strong>a ospitare la 47^ edizione della <strong><em>Fieste de Patrie dal Friûl</em></strong>, con cui si celebreranno i 947 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077.</p>
<p>Il programma della Fieste – organizzata da Comune di Tarcento, Regione Friuli Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana &#8211; ARLeF, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – è stato presentato alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, <strong>Pierpaolo Roberti</strong>, del presidente dell’ARLeF, <strong>Eros Cisilino</strong>, del sindaco di Tarcento, <strong>Mauro Steccati</strong>, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, <strong>Geremia Gomboso</strong>.</p>
<h3>La bandiera nello spazio</h3>
<p>È stata anche l’occasione per lanciare il nuovo video del canale YouTube in lingua friulana, “YouPalTubo”, <a href="https://youtu.be/VFEyw-PJyto" target="_blank" rel="noopener">La bandiere furlane tal spazi</a> in cui si racconta la storia dell&#8217;astronauta di origini friulane <strong>Gregory Thomas Linteris</strong>, che ha portato la bandiera del Friuli nello spazio.</p>
<p>Linteris, oggi ingegnere meccanico all’Istituto per gli standard e la tecnologia degli Stati Uniti, informato dell’iniziativa, ha accettato di intervenire alla presentazione inviando un video in cui ha raccontato di come, nel 1997, è riuscito a portare in orbita sullo Shuttle l’aquila friulana, sottolineando il suo grande legame col Friuli.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="L&#039;astronauta friulano Greg Linteris e la bandiera che portò nello spazio | CHÊ STORIE | YoupalTubo" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/VFEyw-PJyto?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><strong>Il programma della giornata</strong></h3>
<p>Le celebrazioni partiranno da piazza Libertà, alle 9.30, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti e il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, che per l’occasione sarà accompagnato dalla Banda musicale ex alpini di Coia.</p>
<p>Alle 9.45 il corteo si muoverà verso il Duomo (via Roma) dove alle 10 avrà inizio la messa in friulano, celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli e con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La funzione sarà accompagnata dal Coro San Pietro Apostolo di Tarcento.</p>
<p>Terminata la messa, alle 11, in piazza Roma, ci sarà l’esibizione del gruppo folkloristico Chino Ermacora.</p>
<h3>Da Capriva a Tarcento</h3>
<p>Alle 11.30, in sala Margherita (viale Olinto Marinelli), prenderanno avvio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli e data lettura della Bolla imperiale. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Capriva del Friuli) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità partecipanti.</p>
<p>Nel pomeriggio, dalle 15.30, palazzo Frangipane (Piazza Cornelio Frangipane) si aprirà agli itinerari culturali: sono previste le visite guidate alla mostra e laboratorio permanente dei Mascarârs; al Museo del Gruppo Folkloristico Chino Ermacora; alla Mostra “Universo Donna”, del Circolo Fotografico Grandangolo.</p>
<h3><strong>Gli eventi collaterali</strong></h3>
<p>Venerdì 5 aprile, alle 11, l’Auditorium della scuola primaria “Olinto Marinelli” ospiterà un incontro con gli allievi delle classi quarte, a cura dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, con la presentazione del fumetto “<em>3 di Avrîl 1077</em>”. Sempre venerdì, alle 18, alla Biblioteca Civica &#8220;Pierluigi Cappello&#8221; è invece in programma la presentazione del libro “<em>Quando le montagne si colorano di rosso</em>”, di Stefania P. Nosnan.</p>
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		<title>Piçul Friûl</title>
		<link>https://imagazine.it/home_desk/picul-friul/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Tomaselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 11:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[friulano]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://imagazine.it/home_desk/?p=52696</guid>

					<description><![CDATA[<p>Colonia Caroya è una vera città friulana, dove feste, tradizioni e identità rimandano da oltre un secolo alla terra d’origine degli emigranti che la fondarono nel 1878. Qui si parla friulano e si mangia friulano. E i piatti della tradizione attirano persone dall’intera provincia di Córdoba</p>
<p><img src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/low_apertura.jpg" style="display: block; margin: 1em auto"> L'articolo <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk/picul-friul/">Piçul Friûl</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://imagazine.it/home_desk">imagazine.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 10pt;">Da sinistra Michele Tomaselli del Comitato Friulano Difesa Osterie, Dario Zampa e Mauro Tonasso presidente del Fogolâr Furlan di Santo Domingo</span></em></p>
<p>COLONIA CAROYA (Argentina) &#8211; La festa della vendemmia a <strong>Colonia Caroya</strong>, nella provincia di Córdoba in <strong>Argentina</strong>, è un appuntamento che mantiene solidi legami con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>La locale comunità, infatti, è costituita, per la stragrande maggioranza, da <strong>discendenti di emigrati friulani</strong>, qui arrivati alla fine del XIX secolo dopo aver lasciato la propria terra. Nel 2023 la consueta kermesse dedicata all’uva si è svolta il 13 marzo, data individuata per rendere omaggio al 15 marzo 1878, anniversario di fondazione della città.</p>
<p><strong>Un tuffo nella storia</strong></p>
<p>Da un manifesto affisso in Friuli nel 1877, sappiamo che a bordo dei vapori “<em>Sud America</em>”, “<em>Europa</em>” e “<em>Nord America</em>” partirono numerosi gruppi friulani. Il viaggio, da Genova a Buenos Aires, durava 26 giorni e i passeggeri imbarcati erano oltre il migliaio.</p>
<p>Nel volume “<em>Coloni friulani in Argentina: 1877-1880</em>” di Gino e Alberto di Caporiacco, si riporta la testimonianza di Giuseppe Miani, partito nel novembre del 1877, che scrisse «<em>di aver compiuto felicemente la traversata e di non aver sofferto nulla né in mare né in terra. Il mare era stato sempre tranquillo, fuorché un giorno in cui vi fu </em><em>una piccola burrasca (…)</em>».</p>
<p>Giuseppe Del Negro afferma «<em>di aver fatto un viaggio bellissimo e molto ben trattato (…). Quelli che  partirono il 1° febbraio con il vapore “Nord America” scrissero di aver fatto buon viaggio. Soffrirono di stomaco solo il primo giorno. Erano a bordo 1.500: vi fu una nascita e un decesso. Compirono il viaggio in 23 giorni</em>».</p>
<p>Dopo lo sbarco gli emigranti friulani venivano ospitati nelle “Case dell’emigrazione”, secondo quanto disposto dall’art. 42 della Legge 817/1876. Il periodo di sosta variava a seconda dei luoghi da raggiungere, ma quasi mai superava i venti giorni. Le principali rotte migratorie si dislocavano tra il <strong>Paraná</strong>, fino all’altezza di <strong>Santa Fe </strong>in direzione Córdoba, Jesús María e Colonia Caroya, e tra <strong>Reconquista </strong>e <strong>Resistencia</strong>.</p>
<p>Le colonie erano di due tipi: governative e provinciali. Colonia Caroya era governativa. Un gruppo di emigranti friulani qui giunse il 15 marzo 1878.</p>
<h3><strong>Breve diario di viaggio</strong></h3>
<p>Ho avuto l’onore di partecipare alla rinomata festa provinciale della 53ª Vendemmia e della 44ª Sagra nazionale dell’Uva di Colonia Caroya, in Argentina, tra l’11 e il 12 marzo 2023, assieme all’amico <strong>Vincenzo </strong><strong>Venchiarutti </strong>e al cantautore friulano <strong>Dario Zampa</strong>.</p>
<p>Colonia Caroya è vera “città friulana”, che i suoi abitanti chiamano affettuosamente “<em>Piçul Friûl</em>” (piccolo Friuli). Del Friuli, infatti, mette in risalto aspetti tipici: le feste, le tradizioni e l’identità culturale. Qui si parla friulano, si mangia friulano…</p>
<figure id="attachment_52698" aria-describedby="caption-attachment-52698" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52698 size-large" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/foto2-1024x614.jpg" alt="Da sinistra il sindaco di Colonia Caroya, Gustavo Brandán, Vincenzo Venchiarutti e la consolegenerale Giulia Campeggio" width="640" height="384" title="Piçul Friûl 9" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/foto2-1024x614.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/foto2-300x180.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/foto2-768x460.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/foto2.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-52698" class="wp-caption-text">Da sinistra il sindaco di Colonia Caroya, Gustavo Brandán, Vincenzo Venchiarutti e la console<br />generale Giulia Campeggio</figcaption></figure>
<p>Come anticipato, qui si celebrano: la festa della vendemmia, la sagra dall’uva, ma anche la festa del salame, della polenta e del “<em>Codeguín</em>”. Il vino e i salami del territorio sono conosciuti oltre la provincia di Córdoba e richiamano visitatori, che, sempre numerosi, non disdegnano la cucina friulana tanto da ricercarla nei ristoranti della città.</p>
<p>Sabato 11 marzo si è tenuta la cerimonia con la sfilata di apertura della 53ª “Festa provinciale della vendemmia”. Presentazione dello spettacolo “<em>Herederos de nestre tiare</em>” ed esibizione del gruppo musicale <strong>Furlan di Doman </strong>con incoronazione di miss Regina Provinciale della Vendemmia.</p>
<p>L’indomani, nella Casa del Friuli, albergo e ristorante costruito dall’<strong>impresario tramontino Domenico Facchin</strong>, si è svolta la riunione con i rappresentanti dei <em>Fogolârs </em>giunti a Colonia, guidata dal presidente del locale sodalizio, <strong>Luis Grion</strong>. Presenti una decina di delegati fra i quali: i giovani presidenti dei <em>Fogolârs </em>di Apostoles (Misiones) e San Francisco (Córdoba), nuove realtà venute alla luce pochi anni fa.</p>
<p>Poi ha preso avvio la grande festa che si è concentrata lungo il viale alberato con un palco allestito davanti alla Casa del Friuli, dove autorità, ospiti, cori, complessi, balletti folcloristici, hanno proposto le loro esibizioni fino a tarda sera. L’amico Dario Zampa si è esibito sul palco. Inimitabile cantautore friulano qual è, non ha tradito le aspettative, regalando al pubblico uno spettacolo ricco di emozioni.</p>
<figure id="attachment_52700" aria-describedby="caption-attachment-52700" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52700 size-large" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Dario-Zampa-1024x646.jpg" alt="L&#039;esibizione di Dario Zampa " width="640" height="404" title="Piçul Friûl 10" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Dario-Zampa-1024x646.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Dario-Zampa-300x189.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Dario-Zampa-768x485.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/Dario-Zampa.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-52700" class="wp-caption-text">L&#8217;esibizione di Dario Zampa</figcaption></figure>
<h3><strong>Il baule dei migranti</strong></h3>
<p>Le loro storie si assomigliano tutte e hanno le radici in coloro che un bel giorno decisero di partire stipando sogni e speranze dentro un baule. Il padre di Julio, Elvino Di Poi, cugino di Vincenzo Venchiarutti, aveva combattuto dapprima nella guerra civile spagnola e poi nella campagna del Nord Africa, tra Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco. Durante un combattimento, ferito, venne catturato e quindi fatto prigioniero.</p>
<p>Alla guida di un’ambulanza, riuscì a fuggire e a riparare in luogo sicuro. Il 22 ottobre 1950 lasciò il Friuli per raggiungere l’Argentina, assieme alla moglie Maddalena, ai figli Sergio di 5 anni e Julio di 5 mesi. Di professione fabbro, qui fondò una carrozzeria tutta sua.</p>
<p>All’ingresso della casa di Julio è ben in mostra il <strong>baule di legno </strong>con cui la famiglia Di Poi attraversò l’Oceano Atlantico a bordo della nave “<em>Corrientes</em>”.</p>
<figure id="attachment_52699" aria-describedby="caption-attachment-52699" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52699 size-large" src="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1619-1024x683.jpg" alt="Il baule di legno della famiglia Di Poi" width="640" height="427" title="Piçul Friûl 11" srcset="https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1619-1024x683.jpg 1024w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1619-300x200.jpg 300w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1619-768x512.jpg 768w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1619-391x260.jpg 391w, https://imagazine.it/wp-content/uploads/2024/03/IMG_1619.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-52699" class="wp-caption-text">Il baule di legno della famiglia Di Poi</figcaption></figure>
<p>Proseguo il viaggio e raggiungo in aereo <strong>San Juan</strong>, capitale dell’omonima provincia nella regione del <strong>Cuyo</strong>, qui ospite della cugina di Vincenzo, <strong>Susanna-Venchiarutti</strong>, e di suo marito <strong>Alberto Aubone</strong>. Una famiglia conosciuta anche perché <strong>Anna Fabiola</strong>, che è una delle loro figlie, è deputata della Nazione Argentina, eletta dopo aver ricoperto il ruolo di ministro del governo di San Juan.</p>
<p>Le cantine ai piedi delle Ande si chiamano <em>bodegas </em>e sono tantissime, potreste tranquillamente passare una settimana intera, visitandone decine al giorno, senza mai ritornare nelle stesse. La provincia di San Juan è patria del vino più famoso dell’Argentina: il delizioso <strong><em>Malbec</em></strong>. Un vino rosso, corposo, ma morbido, ha note di frutta matura e confettura, con prevalenza di frutta nera.</p>
<p>Una giornata è dedicata alla visita del <strong>Parco di Ischigualasto</strong>, area inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Si estende per 603 chilometri quadrati a un’altitudine di circa 1.300 metri. La vegetazione è tipica dei paesaggi desertici (arbusti, cactus e rari alberi). Un territorio arido, dunque, che ha portato alla definizione di <strong>Valle della Luna </strong>a causa dell’aspetto aspro e lunare.</p>
<h3><strong>Buenos Aires</strong></h3>
<p>L’ultima parte del viaggio la passo a <strong>Buenos Aires</strong>, ospite della “Sociedad Friulana”, detta “<em>la none</em>” per essere il <strong>più antico </strong><strong><em>Fogolâr Furlan </em></strong><strong>dell’Argentina</strong>, fondato nel 1927. La calorosa accoglienza del presidente <strong>Eduardo Dino Baschera </strong>mi ha fatto apprezzare questo angolo di Friuli ai confini del mondo, grazie alle molteplici attività che porta avanti, corso di lingua friulana compreso.</p>
<p>La domenica successiva partecipo alla festa del 58° anniversario di fondazione dell’“<strong>Unione Friulana Castelmonte</strong>”: <em>fogolâr </em>gestito dal presidente <strong>Giovanni Chialchia</strong>, sodalizio che opera in sinergia con la parrocchia di <em>Nuestra Señora de Castelmonte</em>. Questa chiesa è gestita dalla <strong>Diocesi di Udine </strong>e custodisce una <strong>copia della statua della Madonna di Castelmonte</strong>.</p>
<p>Grazie a <strong>don Claudio </strong><strong>Snidero</strong>, prete originario di Sant’Andrat dello Judrio (Corno di Rosazzo), la missione riesce ad andare avanti.</p>
<p>Per concludere non posso altro che confermare quanto mi scrive Zampa: «Quello che mi è rimasto impresso, alla fine di questo viaggio, è l’orgoglio dei discendenti friulani d’Argentina nel mantenere i valori e le tradizioni trasmesse dai padri, dove sono ancora ben radicate le radici identitarie di un Friuli che diversi di loro conoscono solamente per sentito dire».</p>
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