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Ruda, nuovo futuro per l’Archivio dell’ex Amideria Chiozza

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Livio Nonis

8 Novembre 2021
Reading Time: 3 minutes

Accordo tra Comune e Soprintendenza archivistica FVG

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Grazie alle pregresse collaborazioni e relazioni tra comune di Ruda e Soprintendenza Archivistica FVG, il sindaco Franco Lenarduzzi e il soprindentente archivistico Luca Caburlotto annunciano l’accordo per il progetto di ordinamento e catalogazione dell'Archivio dell'ex Amideria Chiozza.

I documenti d’archivio sono strumenti imprescindibili per una consapevole e documentata attività di tutela, a partire dall’intervento di restauro, e di valorizzazione di un bene storico immobile.

I documenti, nel caso dell’Amideria Chiozza, possono comprendere progetti e pubbliche autorizzazioni all’edificazione e all’esercizio oltre alla documentazione di acquisti di materiali e attrezzature che hanno modificato, anche funzionalmente, in tutto o in parte dell’immobile.

I fondi messi a disposizione dal Ministero della Cultura, impiegati per catalogare, inventariare, ordinare e dare evidenza all’intero archivio dell’ex Amideria, ammontano a 36.000 euro che serviranno anche per l’incarico e il lavoro estremamente specialistico affidato ai professionisti archivisti.

“Accompagnare il grande percorso di recupero e restauro, con la conoscenza, per quanto possibile, dello stato originario del bene e degli interventi o dei danneggiamenti e delle modifiche (strutturali, funzionali, decorative), che si sono succedute nel corso del tempo, oltre a consentire di progettare l’intervento di riqualificazione, serve a recuperare una serie di elementi conoscitivi straordinari”, commenta Lenarduzzi.

“È importante infatti conoscere tutta la storia dell’immobile, oltre alla storia del lavoro e delle relazioni sociali, politiche, sindacali che ne deriva, la storia dell’economia e del commercio, quella della tecnologia e dell’innovazione, la relazione con il paesaggio e l’ambiente circostante, la ricaduta in termini positivi e negativi sul contesto territoriale, il “vissuto” quotidiano dei lavoratori e delle loro famiglie, le memorie di tutti quelli che, ad ogni livello e a qualsiasi titolo, sono stati coinvolti e partecipi, anche quelle orali raccolte o che sia ancora possibile raccogliere”.

“L’ex Amideria – aggiunge soprindentente  Caburlotto – non sarà così soltanto un oggetto dotato di una determinata morfologia, realizzata con determinati materiali, e collocata in un luogo fisico preciso ma sarà espressione “parlante” della storia locale e di quella più ampia che vi abbia avuta relazione: solo con una tale pregressa attività, che non può non essere contestuale, se non preventiva, ai lavori di restauro, è possibile cogliere consapevolmente la nuova funzione da attribuire all’immobile, oltre che valutare l’importanza del complesso e la rilevanza delle sue varie parti in relazione alle scelte conservative”.

“Si può ricordare – precisa Caburlotto – che sulla base delle precedenti disposizioni normative risalenti al 1939, ma già affermatesi in termini concettuali nei decenni precedenti, il vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio stabilisce all’art. 10, comma 3, lettera d), che sono beni culturali le cose immobili e mobili che “rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose”.

“Ringrazio per le fattive collaborazioni le soprintendenze e, in questo caso, l’archivistica. È molto importante – conclude il sindaco Lenarduzzi – che gli archivi meritino impegni economici volti alla loro conservazione, al loro ordinamento e alla loro fruizione da parte di studiosi e di cittadini interessati. Grazie anche alla collaborazione con l’Associazione per l’Amideria Chiozza potremo dare fruizione e divulgazione di questo patrimonio complesso che chiamiamo Amideria, come insieme di tante cose, che continuiamo a recuperare per farlo diventare anche opportunità di sviluppo economico”.

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