Ritorno a casa

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redazione

10 Luglio 2017
Reading Time: 5 minutes

Lodovica Comello

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Il prossimo 21 luglio per Lodovica Comello non sarà un giorno come gli altri. Sul palcoscenico del Castello di Udine, la 27enne nata a San Daniele del Friuli, sarà la grande protagonista del Concert for Life 2017, evento benefico che contribuirà a sostenere i progetti di @uxilia Onlus in favore dei bambini meno fortunati.

Lodovica, partiamo dalla fine: che effetto fa tornare a cantare nel tuo Friuli?

«Sono troppo felice! Sono felice di cantare dopo tanto tempo e sono felice di rifarlo nella mia terra dove ogni volta l’accoglienza è più che superlativa. Non vedo l’ora di vedere volti conosciuti fra la folla».

Proprio in Friuli, nove anni fa, prese il via la tua ascesa musicale con la vittoria al concorso Percoto Canta: com’era la Lodovica di allora rispetto a quella di oggi?

«La Lodovica di Percoto Canta era una grande sognatrice, ma si sentiva molto insicura. Più che altro vedeva il suo obiettivo più lontano di quello che poi si sarebbe rivelato, e questo la faceva sentire particolarmente piccola. La Lodovica di oggi si sente realizzata e felice perché guardando indietro sa di aver fatto tutto ciò che era in suo possesso per realizzare i propri obiettivi. Ma continua a essere pur sempre una grande sognatrice…»

Da cantante di grandi speranze ad artista poliedrica con l’ingresso nel cast della serie tv sudamericana prodotta dalla Disney, Violetta. Come fu il passaggio alla recitazione?

«Violetta è stata una grandissima palestra per la recitazione, dopo tre anni di set imparare un copione e realizzare una scena erano diventate cose semplicissime e automatiche. Prima di allora avevo frequentato corsi di recitazione e mi ero unita a diversi gruppi teatrali ma nulla è stato così incisivo come la scuola argentina».

A Buenos Aires l’interpretazione fu in spagnolo: cosa ricordi di quell’esperienza?

«Ho seguito un corso intensivo di un mese a Milano, prima di partire per l’Argentina. Ero impaziente di conoscere la lingua, volevo arrivare preparatissima per non fare brutta figura e quindi mi sono impegnata un sacco. La Disney mi chiese di non impararlo “troppo bene” lo spagnolo perché il mio personaggio era una ragazza italiana e qualche difettuccio di pronuncia ci sarebbe stato bene… alla fine parlavo così bene che nessuno, a Buenos Aires, si accorgeva che io fossi italiana».

Due anni più tardi inizia la tua prima tournée musicale. America Latina, Spagna, Francia, Italia: la 18enne che vinse Percoto Canta era diventata una star internazionale. Cosa provasti allora?

«Un’emozione indescrivibile, girare il mondo portando con sé la propria musica credo sia il sogno di qualsiasi artista».

Il tuo successo attirò l’attenzione delle tv nazionali che ti invitarono come ospite in numerose trasmissioni. Cosa significò per te diventare un personaggio televisivo?

«In realtà fu tutto molto veloce, non mi rendevo nemmeno bene conto di quello che mi stava accadendo. Da lì in poi è stata un’escalation di emozioni».

La tv non fu solo una comparsata: arrivarono le prime richieste di conduzione di programmi, fino alla chiamata di Sky per Italia’s Got Talent

«È stata un’opportunità grandiosa per farmi conoscere per com’ero veramente da più persone. La conduzione mi permette di essere me stessa al 100%, di scherzare, parlare, interagire con chi ho di fianco con estrema naturalezza. Un mestiere nuovo che ho imparato ad amare».

Quali sono le difficoltà principali nel “fare” tv?

«La conduzione è un ruolo che può essere molto impegnativo e delicato. Bisogna essere concentrati, attenti, avere perfettamente a fuoco la situazione e saper tenere con fermezza le redini di quello che accade. Una svista ed è subito una figuraccia».

A proposito di nuovi talenti: nei giovani che si presentano ai talent show quali analogie e quali differenze trovi rispetto alla Lodovica degli inizi?

«In loro rivedo le emozioni del debutto, la paura di fallire che avevo anch’io ma anche il coraggio di saper rischiare perché chi sale su quel palco offre se stesso agli altri e non è proprio una passeggiata».

Dai volti nuovi ai volti noti. Hai lavorato con numerosi personaggi dello spettacolo: chi di loro ti ha insegnato di più?

«Claudio Bisio è stato sicuramente un grande esempio. Di lui ho ammirato tutto, il suo essere brillante in qualsiasi situazione, la sua capacità di improvvisare, la risposta pronta e i suoi tempi comici perfetti».

Un passo indietro. Nel 2015 hai debuttato come scrittrice con il libro Tutto il resto non conta. Cosa significa per te scrivere?

«Scrivere è un po’ come cantare: è catartico. Lo faccio spesso, appunto sensazioni ed emozioni quando sento l’urgenza di fermare i pensieri».

A proposito: cos’è quello che conta per Lodovica Comello?

«L’amicizia, l’amore, la famiglia, la sincerità di chi ti sta al fianco e la lealtà, sempre».

Torniamo alla tv. Lo scorso anno hai condotto per TV8 Singing in the car, primo gioco musicale all’interno di un’auto. Che esperienza è stata per te?

«Fantastica. Ho avuto modo di conoscere e lavorare con tantissimi artisti e personaggi noti che mi hanno insegnato molto e con cui mi sono divertita a cantare e improvvisare. E poi è stato il primo, e ad ora unico, programma “tutto mio”. Una grande responsabilità ma anche un grande stimolo».

La musica però non si può scordare: a febbraio 2017 è arrivata la tua prima partecipazione al Festival di Sanremo. Com’è giunta questa scelta?

«Semplice, avevo il brano giusto. Un pezzo che mi rappresenta moltissimo e che fin da subito mi ha conquistata».

Cantando sul palco dell’Ariston che emozioni hai provato?

«Mi tremavano le gambe, un’emozione indescrivibile. Credo unica e irripetibile».

Ora il nuovo tour da solista: nei prossimi concerti cosa vorresti trasmettere al pubblico?

«Voglio intrattenere, divertire, divertirmi, stupire e stupirmi. Un concerto è un’esperienza che si fa “in due”: chi sta sul palco e chi il palco lo guarda. È uno scambio di energia continuo, un momento unico che condividiamo solo noi in quel momento. Non vedo l’ora».

Quella di Udine non sarà una tappa come le altre. Che rapporto hai mantenuto con la tua terra?

«Il Friuli è casa mia e ogni volta che ci ritorno è un tuffo in sensazioni positive: famiglia, amici, buon cibo, aria di casa e in qualche modo relax».

Nonostante una carriera intensa, sei ancora una giovane star. Dal futuro cosa vorrebbe ottenere Lodovica Comello?

«Ho collezionato molte esperienze ma se proprio dovessi togliermi uno sfizio, volendo anche sognare in grande, vorrei provare l’esperienza di una stagione a Broadway nel mondo del musical. Sarebbe il coronamento di un sogno».

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