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Rinascere da un fallimento, da Udine l’idea di un punto d’ascolto

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La proposta del Comitato imprenditoria giovanile della CCIAA

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Capita di entrare in crisi, di sbagliare e anche di fallire. A livello personale e nell’attività lavorativa e imprenditoriale. Il fallimento e l’errore, nella nostra cultura, sono considerati un fatto definitivo, in cui chi sbaglia viene praticamente privato di tutto, marchiato indelebilmente e lasciato senza aiuto. Invece l’errore è «la maniera più propriamente umana per imparare, va considerato come elemento naturale e non straordinario della vita. Chi fallisce non è un fallito, ha fallito, e il fatto va circoscritto a un momento specifico della sua vita. È inoltre un fatto che ci permette di innovare, di essere creativi e riemergere con nuove idee e nuova forza», come ha spiegato Francesca Corrado, economista e ricercatrice nonché fondatrice della prima “scuola di fallimento” d’Italia, intervenuta in Sala Valduga al workshop voluto e realizzato dal Comitato per l’imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Udine.

Un incontro che ha avuto l’obiettivo di approfondire un tema delicato come il fallimento, di cui si parla sempre con estrema difficoltà, perché fa paura, eppure è un processo a cui tutti, come persone o imprese, vanno incontro nella vita.

Proprio per questo, come ha evidenziato aprendo i lavori il presidente del Comitato camerale Massimiliano Zamò, «vogliamo proporre in Camera di Commercio l’avvio di un punto d’ascolto per imprenditori e lavoratori, con personale specializzato e il supporto di psicologi, per permettere a chi si trova in una situazione di difficoltà o di crisi di avere un approdo sicuro, avere qualcuno con cui parlare e che possa dare loro una mano per trasformare la crisi in una opportunità di reinventarsi».

Proprio per cominciare a invertire la tendenza di un sentire «in cui chi fallisce – ha ricordato Zamò – è escluso definitivamente da tutto, entra in un tunnel pericoloso che a volte conduce, e lo si è visto ripetutamente in questi anni, anche al suicidio. Siamo di fronte a strage silenziosa: a maggior ragione, un supporto in una fase di difficoltà, che ora manca, può veramente salvare la vita».

L’incontro, moderato dalla giornalista Elena Del Giudice, ha approfondito il tema da tante prospettive, con gli interventi di Anna Degano, presidente Aspic Fvg, Simone Puksic, presidente di Insiel spa, Marco Pascoli, componente dei giovani cooperatori Confcooperative Udine, Renato Quaglia, project manager del progetto camerale Friuli Future Forum, e anche con la testimonianza di un imprenditore, Eddi Tomat, che da una crisi fortissima, superando tante difficoltà, è riuscito a riemergere e a ricostruire la sua vita. Dimostrando, come diceva il titolo del workshop, che «per riuscire a vincere, bisogna anche saper perdere».