Cividale protagonista del gioco di ruolo sui Longobardi

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redazione

20 Novembre 2023
Reading Time: 4 minutes

Tra misteriose sparizioni e incontri inaspettati, da oggi scaricabile dal web del sito seriale UNESCO

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È on line e scaricabile da tutti dal sito web dell’Associazione Italia Langobardorum, la prima avventura del gioco di ruolo “Prima che il gallo canti”.

Dopo il successo ottenuto a Brescia, dalla “one shot” dello scorso sabato 18 novembre, che ha visto alla Basilica di San Salvatore oltre 100 giocatori di ruolo “vivere” l’avventura fantasy ambientata nell’Italia dei Longobardi, tra misteriose sparizioni e incontri inaspettati, è stato reso scaricabile per essere giocato in autonomia, il fumetto che può essere utilizzato come guida per il nuovo gioco di ruolo di ambientazione fantasy, voluto dall’Associazione Italia Langobardorum allo scopo di diffondere attraverso il gaming, la conoscenza della civiltà longobarda in Italia e del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.).

L’avventura di “Prima che il gallo canti”, ispirata al noto “Dungeons & Dragons”, il gioco di ruolo fantasy più conosciuto al mondo, prodotta in collaborazione con Gummy Industries, vede come contesto di ambientazione quello del regno dei Longobardi in Italia, alla vigilia del conflitto che nel 774 avrebbe contrapposto l’esercito longobardo guidato dal principe Adelchi, figlio del sovrano Desiderio, alle truppe di Carlo Magno, re dei Franchi, che qualche anno prima della fatidica battaglia aveva ripudiato la moglie, una principessa di sangue longobardo, figlia di Desiderio, menzionata dal Manzoni nella sua tragedia “Adelchi” con il nome di Ermengarda.  

La trama del gioco, ideata e scritta da Emilio Palmerini e Giada Taribelli, con un antefatto a fumetti sceneggiato e illustrato da Francesco Mazziotta del collettivo “Non Dire Draghi”, è impostata attorno alla misteriosa sparizione di una monaca, di nome Adelinda, e alla scoperta della vera identità, tenuta inizialmente segreta, di un’altra monaca, che si rivelerà essere la principessa Ermengarda, scampata grazie all’intervento della coraggiosa Adelinda a un agguato teso dai Franchi allo scopo di eliminarla durante il suo viaggio di rientro presso la corte del padre Desiderio.  

I giocatori, nell’avventura proposta con “Prima che il gallo canti”, incarnano il ruolo di un gruppo di personaggi – incaricati da re Desiderio di risolvere il mistero della sparizione ponendo fine alla minaccia dei Franchi e salvando la figlia Ermengarda – che provengono da diverse zone dell’Italia longobarda e che riassumono in sé le caratteristiche di ciascuno dei luoghi del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.), istituito per tutelare le testimonianze monumentali più significative della civiltà longobarda, momento di sintesi tra l’eredità romano-classica e l’apporto culturale germanico nella transizione tra età tardo-antica e alto Medioevo.
 
L’idea portante, sottesa all’ideazione del gioco di ruolo “Prima che il gallo canti”, è di diffondere, in particolare tra le fasce più giovani, la conoscenza non solo della civiltà longobarda, ribaltando quella rappresentazione negativa dei Longobardi, associati all’idea di “barbarie” e di “decadenza”, che la storiografia recente ha smentito,  ma anche dei gruppi monumentali che compongono il sito seriale UNESCO, ciascuno di essi portatore di una sua specifica identità, rappresentata dai personaggi dell’avventura, che sono:

Adelmo, un duca, cioè un capo militare, proveniente da Monte Sant’Angelo nel Gargano pugliese, santuario nazionale dei Longobardi, emblema della devozione longobarda per l’Arcangelo Michele in cui essi vedevano riflesse le qualità guerriere del germanico dio Wodan.

Folco, un guerriero di Castelseprio in Lombardia, luogo già noto fin dall’epoca tardo-antica come accampamento militare e fortificazione, dove sorgono il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria Foris Portas a Torba.

Ilderico, uno studioso appartenente alla scuola di Benevento, centro artistico fiorito nel campo della pittura, della miniatura e del canto, attivo nell’omonimo ducato longobardo, che ha lasciato come principale testimonianza monumentale il complesso di Santa Sofia a Benevento.

Orso, un monaco nativo di Campello sul Clitunno in Umbria, dove sorge il celebre Tempietto longobardo, sacello in forma di tempio corinzio che riunisce in sé il modello architettonico classico e la destinazione cultuale cristiana, simbolo del percorso di conversione del popolo longobardo dal paganesimo delle origini all’arianesimo approdando infine, con la regina Teodolinda, al cattolicesimo.

Randwulf, uomo libero, proveniente da Cividale del Friuli, potente capitale politica e religiosa del primo ducato longobardo In Italia, dove troviamo l’area della Gastaldaga con il Tempietto Longobardo e il Complesso Episcopale.

Sigmar, un sacerdote di Spoleto, capitale dell’omonimo ducato, dove sorge la Basilica di San Salvatore, polo cultuale martiriale e precoce testimonianza architettonica di età longobarda.

“Prima che il gallo canti” si inserisce nell’ambito del progetto “Longobardi in viaggio verso nuovi scenari” a valere sulla Legge 77/2006 del Ministero della Cultura “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

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