JavaScript is required for our tabnav accessibility widget to work properly. Andrea Peressin: la gioia dell'Africa - imagazine.it

Andrea Peressin: la gioia dell’Africa

Reading Time: 8 minutes

Le ombre della depressione e la necessità di scappare da se stesso. La scelta di raggiungere in Rwanda un amico sacerdote per aiutare la gente del luogo. L’attivazione di una raccolta fondi e la partenza in solitaria. «Ho imparato a mettere in pratica la parola priorità». Il rientro in Italia con una consapevolezza: è solo un arrivederci

Condividi
a 1000323027
Andrea Peressin tra i bambini in Rwanda

 

Il ritmo frenetico dei preparativi delle Olimpiadi invernali appare quanto di più distante dalla calma africana.

Andrea Peressin, cinquantenne di Cervignano del Friuli, risponde al telefono da Cortina dove in questi mesi lavora nella logistica del grande evento sportivo.

Ma la testa corre alla scorsa estate, quando per tre mesi decise di abbandonare il Friuli per vivere un’esperienza indimenticabile tra Rwanda e Kenya.

«Sono partito – spiega riavvolgendo il nastro dei ricordi – per scappare da un sistema che mi aveva reso fragile, nel quale più volte avevo vissuto le ombre della depressione. Era come se agli occhi della gente avessi una vita leggera. Ma anche chi illumina gli altri spesso può sentirsi al buio e dietro ogni mio sorriso si nascondeva un cuore stanco. Viaggiare è anche un modo per scappare da noi stessi, da quella routine quotidiana che ci inganna. Ed è per tutto ciò che ho intrapreso questo viaggio con il desiderio di fuggire nella speranza di ritrovare me stesso. Nella speranza di arrivare in un luogo sconosciuto e di rinascere, di sentirmi libero da giudizi e pregiudizi».

Prima di partire avevi attivato una raccolta fondi: com’è andata e cosa è stato possibile finanziare grazie alle donazioni ricevute?

«La raccolta fondi è stata una idea copiata da alcuni volontari che seguivo sui social. Osservavo come con l’affetto della gente riuscivano a realizzare tante cose che io da solo non sarei riuscito a fare. Sono state numerose le persone che hanno donato e che hanno riposto in me una fiducia enorme. In Rwanda abbiamo consegnato farina e fagioli per 100 persone in stato di povertà, fornito materiale sportivo in molte scuole, acquistato materiale scolastico per supportare le famiglie più povere che non riescono nemmeno a pagare la retta scolastica per i figli, abbiamo pagato la visita oculistica a un centinaio di anziani e comprato 100 paia di occhiali per i più bisognosi».

Non da meno in Kenya…

«In Kenya abbiamo sistemato una piccola scuola nella più grande baraccopoli dell’Africa, Kibera, acquistando lavagne nuove e comprando da mangiare per un intero quadrimestre per 60 allievi. Sempre nella baraccopoli c’è una associazione che aiuta le ragazze madri che subiscono violenze fisiche, facendo loro frequentare dei corsi di cucina, cucito, acconciatura o cura del corpo. Per queste ultime abbiamo comprato un cofanetto con tutto l’occorrente per iniziare a lavorare a casa. Per il reparto cucina sto cercando di costruire a distanza un orto verticale e un pollaio, mentre dal reparto di cucito mi sono fatto confezionare tante belle cose che cercherò di vendere durante la serata dedicata al mio viaggio. Essendo poi stato ospite del Cottolengo, ho portato fuori dalle mura per la prima volta 20 ragazzi e siamo andati a mangiare in una paninoteca. Nel limite delle mie possibilità ho poi cercato di aiutare diverse persone povere».

Hai scelto di viaggiare da solo: come mai?

«Dieci anni fa ero stato in Zambia con una quindicina di persone. Questa volta volevo mettermi in discussione e vivere un viaggio in solitaria: desideravo qualcosa che mi potesse arricchire. Avevo bisogno di essere egoista per una volta nella vita e vivere a pieno tutto quello che poi ho vissuto».

Cosa significa l’Africa per te?

«L’Africa è un carico di emozioni indescrivibili, che vanno vissute: i colori, i profumi, i canti, la gente, il panorama. L’Africa è gioia».

1000323173
Studenti tra i banchi di scuola

Il tuo viaggio è durato tre mesi: quali esperienze resteranno indelebili?

«Ho vissuto centinaia di esperienze diverse. In Rwanda ero sempre a contatto con le persone del posto: andavo nelle scuole, negli ospedali, nelle famiglie che mi ospitavano a cena… Ho lavorato per alcuni giorni in un ristorante cucinando ricette friulane come il frico e ho partecipato a messe lunghe anche cinque ore dove la gente cantava dall’inizio alla fine e spesso parlavo davanti a 2.500 fedeli che mi ringraziavano per tutte le cose che riuscivo a donare alla comunità. Ma non posso scordare i viaggi in montagna con la motoretta e attraverso le enormi distese di bananeti».

Scenari diversi dalla baraccopoli di Nairobi, in Kenya.

«Entrare a Kibera, la più grande baraccopoli dell’Africa, ti mette di fronte a una realtà cruda: alto tasso di violenza, tante persone affette dal virus HIV e condizioni igieniche al limite. Essendo ospite del Cottolengo vivevo quotidianamente accanto a orfani con HIV che avevano una età dai 15 giorni di vita ai 18 anni. Per una decina di giorni mi sono anche spostato più a nord, in una sede distaccata nella quale risiedono ospiti con grosse malattie psichiche e problemi fisici, accuditi dalle suore. Io lavoravo in una piccola officina all’interno della struttura, dove si costruiscono da zero scarpe ortopediche, stampelle e tutori per le gambe dei più piccoli affetti da poliomielite».

1000356082
Una delle baracche di Kibera, a Nairobi

Come sei stato accolto dalle persone locali?

«In Rwanda sono stato ospite di don Modeste, sacerdote che aveva prestato servizio nella parrocchia di Cervignano alcuni anni fa. Per la cordialità della gente era come essere a casa in una grande famiglia. Trascorrevo le giornate tra i banchi delle scuole, nelle piccole case delle persone che per strada incontravo, nelle chiese a seguire le messe, in giro tra le montagne mentre andavamo a trovare i fedeli più lontani. Cucinavo tutti i giorni e spesso andavo a zonzo sempre alla ricerca di persone nuove con le quali parlare e ascoltare le loro necessità, per capire se potevo essere d’aiuto».

Diversa invece la vita in una città da 5 milioni di abitanti.

«In Kenia, soprattutto a Nairobi, ero invece più distaccato, perché essere bianco dava loro modi di chiedere sempre e solo soldi. Restavo all’interno del Cottolengo Piccola Casa della Divina Provvidenza, dove ho alloggiato, e se uscivo andavo nei soliti posti per evitare qualsiasi tipo di violenza, essendo una città molto “calda”. All’interno della struttura aiutavo le infermiere nell’accudire i più piccoli, dando loro da mangiare, lavandoli, portandoli fuori nel grande giardino a fare due passi o giocando allo sfinimento con piccoli e grandi per poi mettere tutti a dormire».

1000336035
Andrea Peressin tra il direttore e la professoressa di una delle scuole di Kibirizi a cui ha donato materiale scolastico

Hai incontrato centinaia di bambini e molte persone con problemi psichici: come ti sei rapportato con loro?

«Quando vivi da solo per 3 mesi a contatto con tanti bimbi orfani, malati e spesso con persone con gravi disabilità mentali e fisiche non hai tempo di pensare. Sei lì per loro e quindi devi staccare e non provare sentimenti, perché altrimenti ti riempi di emozioni negative che non fanno bene a nessuno. Devi semplicemente donare quell’amore e quel calore che è stato loro negato».

1000297259
L’abbraccio con i bimbi ruandesi

Come hai superato il problema della lingua per farti capire?

«Comunicavo in inglese con chi lo sapeva. Con chi parlava solo l’idioma locale si andava a gesti».

Dalle persone ai luoghi: quali ti sono rimasti impressi tra Rwanda e Kenya?

«Il panorama che regala il Rwanda non ha paragoni. Distese di thè e di riso rendono verde qualsiasi cosa tu riesca a osservare. Gente gioiosa, conferma di un popolo che ha saputo rinascere dopo un genocidio devastante. Un Paese in continua evoluzione e pieno di risorse e quel senso di famiglia che ti fa sentire a casa sempre. In Kenia vivi il paradosso della ricchezza e della povertà, con l’assenza di una classe media. Un Paese dove la corruzione e i compromessi sono all’ordine del giorno, con una baraccopoli gigantesca affollata di gente che non ha di che vivere, tra sporcizia e violenza. Eppure persone umili e non invadenti».

Quali sono gli insegnamenti rimasti dentro di te?

«Ho imparato a mettere in pratica la parola priorità. Noi spesso pensiamo che le priorità delle altre persone siano quelle che noi vogliamo. Se vediamo per esempio un ragazzo sporco e con vestiti rovinati pensiamo che gli serva sapone e abiti nuovi. Invece se gli chiedi quale sia la sua priorità, lui ti risponde “una mucca” “da mangiare”. Quando ho imparato a chiedere questo mi riempivo il cuore di gioia e soddisfazione nel donare ciò che alle persone serviva veramente. Nella nostra quotidianità questa cosa non la mettiamo quasi mai in pratica. In Africa ho incontrato gente povera ma con una ricchezza interiore enorme: nella loro vita al primo posto c’è Dio e tutto è fatto e vissuto con l’amore verso qualcosa che rappresenta la salvezza».

Le cure a una bimba in Kenya
Le cure a una bimba in Kenya

Il ricordo più bello di questa esperienza?

«Le lacrime di chi ha vissuto ogni giorno a contatto con me. E a Nairobi la mia piccola Lona, orfana di 6 mesi, che ha detto “papà” per la prima volta. Ma ogni emozione vissuta è un ricordo indelebile dentro il mio cuore».

Qual è stato il tuo primo pensiero al rientro in Italia?

«Sono rientrato molto stanco e non ho avuto modo di pensare a nulla perché solo il tempo mi darà le risposte che cercavo quando sono partito».

1000383124
Peressin con i giovani del cottolengo di Nairobi

I legami con la popolazione africana proseguono anche a distanza?

«Ogni giorno mi sento o mi scrivo con moltissime persone che ho conosciuto. Mantenere vivo l’affetto verso certi amici alimenta il desiderio di ritornare a fare del bene».

Tornerai?

«Il mio pensiero è quello di ritornare via nuovamente per andare avanti con i piccoli progetti nati in quei 3 mesi».

1000298636
Lo sguardo intenso di un bambino in Rwanda

Per contribuire alla raccolta fondi a sostegno dei progetti di Andrea Peressin in Rwanda e Kenya:

https://gofund.me/f16f0f82

IBAN: IT14V0708563730000000563309 intestato a Peressin Andrea

Visited 1 times, 1 visit(s) today
Condividi
imagazine.it
Panoramica privacy

.

.TITOLARE DELLA PRIVACY

Il Titolare del Trattamento dei dati personali raccolti su questo sito ai sensi e per gli effetti del Codice della Privacy è la società Goliardica Editrice srl a socio unico, con sede editoriale in via Aquileia 64/a, 33050, Bagnaria Arsa (UD). L'esercizio dei diritti di cui all'art. 7 del D.Lgs 196/03 potrà effettuarsi attraverso specifica comunicazione a mezzo posta indirizzata alla medesima Società. Vi invitiamo a leggere il testo dell'informativa resa ai sensi dell'art. 13 del Codice della Privacy qui di seguito.

Conformemente all'impegno e alla cura che Goliardica Editrice srl dedica alla tutela dei dati personali, La informiamo sulle modalità, finalità e ambito di comunicazione e diffusione dei Suoi dati personali e sui Suoi diritti, in conformità all'art. 13 del D. Lgs. 196/2003.

 

DATI DI NAVIGAZIONE

Le procedure software e il sistema informatico preposto al funzionamento dei siti web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.

Queste informazioni non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni e associazioni con dati detenuti dal Titolare o da terzi, permettere di identificare gli utenti.

In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al sito, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.

Questi dati potranno essere utilizzati dal Titolare al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del sito al fine di individuare le pagine preferite dagli utenti in modo da fornire contenuti sempre più adeguati e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

 

COOKIES

I cookies sono dei files che possono essere registrati sul disco rigido del suo computer. Questo permette una navigazione più agevole e una maggiore facilità d'uso del sito stesso.

I cookies possono essere usati per determinare se è già stata effettuata una connessione fra il suo computer e le nostre pagine. Viene identificato solo il cookie memorizzato sul suo computer.

Naturalmente è possibile visitare il sito anche senza i cookies. La maggior parte dei browser accetta cookies automaticamente. Si può evitare la registrazione automatica dei cookies selezionando l'opzione "non accettare i cookies" fra quelle proposte. Per avere ulteriori informazioni su come effettuare questa operazione si può fare riferimento alle istruzioni del browser. Ѐ possibile cancellare in ogni momento eventuali cookies già presenti sul disco rigido. La scelta di non far accettare cookies dal browser può limitare le funzioni accessibili sul nostro sito.

 

DATI PERSONALI

I dati personali che Lei fornirà verranno registrati e conservati su supporti elettronici protetti e trattati con adeguate misure di sicurezza anche associandoli ed integrandoli con altri DataBase.

I dati e i cookies da Lei ricevuti saranno trattati da Goliardica Editrice srl esclusivamente con modalità e procedure necessarie per fornirLe i servizi da Lei richiesti. I dati non saranno diffusi ma potranno essere comunicati, ove necessario per l'erogazione del servizio, a Goliardica Editrice srl.

Solo con il Suo espresso consenso i dati potranno essere utilizzati per effettuare analisi statistiche, indagini di mercato e invio di informazioni commerciali sui prodotti e sulle iniziative promozionali di Goliardica Editrice srl e/o di società terze.

Inoltre, sempre con il Suo consenso esplicito, tali dati potranno essere forniti ad altre aziende operanti nei settori editoriale, finanziario, assicurativo automobilistico, largo consumo, organizzazioni umanitarie e benefiche le quali potranno contattarLa come titolari di autonome iniziative - l'elenco aggiornato è a Sua disposizione e può essere richiesto al responsabile del trattamento all'indirizzo sottoriportato - per analisi statistiche, indagini di mercato e invio di informazioni commerciali sui prodotti e iniziative promozionali.

Successivamente alla registrazione necessaria per il servizio richiesto, ove Lei intenda richiedere/usufruire di altri servizi erogati dalla stessa Goliardica Editrice srl, Lei potrà utilizzare le credenziali (nome utente/ mail/ password) già utilizzate per la prima registrazione.

Ove necessario Le potranno essere richiesti dati aggiuntivi, necessari per l'erogazione degli ulteriori servizi richiesti.

In ogni momento Lei potrà rileggere l'informativa ed eventualmente modificare i consensi precedentemente forniti, verificare e/o modificare lo stato dei servizi attivi ed eventualmente richiedere servizi aggiuntivi.

Il conferimento dei dati è facoltativo, salvo per quelli indicati come obbligatori per poterle permettere di accedere ai servizi offerti. Lei ha diritto di conoscere, in ogni momento, quali sono i Suoi dati e come essi sono utilizzati. Ha anche il diritto di farli aggiornare, integrare, rettificare o cancellare, chiederne il blocco ed opporsi al loro trattamento. Ricordiamo che questi diritti sono previsti dal Art.7 del D. Lgs 196/2003.

L'elenco aggiornato dei Responsabili del Trattamento dati di cui alla presente informativa è consultabile presso la Sede legale di Goliardica Editrice srl in via Aquileia 64/a - 33050 Bagnaria Arsa (UD); l'esercizio dei diritti di cui all'art. 7 del D.Lgs 196/03 potrà effettuarsi attraverso specifica comunicazione a mezzo posta indirizzata alla medesima Società o attraverso la casella di posta elettronica dedicata: info@imagazine.it

Conformemente alla normativa vigente Le chiederemo quindi di esprimere il consenso per i trattamenti di dati barrando la casella "Accetto". Resta inteso che il consenso si riferisce al trattamento dei dati ad eccezione di quelli strettamente necessari per le operazioni ed i servizi da Lei richiesti, al momento della sua adesione in quanto per queste attività il suo consenso non è necessario.