Guernica a Gorizia per scuotere il mondo in fiamme
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L’ampio cartone prodotto da Picasso nel 1955 protagonista della mostra "Sul confine della pace". Con opere di Canova, Rodin, Rubens, Gauguin, Raffaello, Manzù
Da sinistra Iob, don Geretti, monsignor Redaelli e Ziberna
GORIZIA – Una meditazione di pace ispirata dall’arte.
Undici opere riunite in una selezione ristretta, grandi capolavori di Maestri dell’arte che hanno segnato l’immaginario universale.
Si intitola Sul confine della pace. La grande bellezza scuote il mondo in fiamme il percorso espositivo che si aprirà al pubblico sabato 8 novembre, nella cornice della chiesa di San Carlo e Palazzo del Seminario a Gorizia.
Sul confine della pace è un progetto promosso dall’Arcidiocesi di Gorizia, in sinergia con il Comune di Gorizia e con Illegio, Associazione culturale Comitato di San Floriano, a cura di don Alessio Geretti.
“Non solo siamo in presenza di artisti universali – ha affermato il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna – ma le loro opere ci racconteranno le guerre di ieri, attraverso gli occhi dell’arte, per farci riflettere sulle guerre di oggi, tutte sempre terribilmente disumane: non esistono guerre buone, mai. Gorizia ospiterà questa mostra con orgoglio ed emozione, entrerà nella rassegna di eventi che avranno al centro il dialogo e la pace e si svilupperanno fra ottobre e novembre. Ringrazio l’arcivescovo Redaelli per aver coinvolto il Comune su questo progetto e tutte le persone che hanno contribuito a realizzarlo».
“Le due città e le due chiese di Gorizia e Nova Gorica – ha sottolineato l’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli – vogliono essere esempio per i tanti conflitti costruendo percorsi di dialogo e di comprensione”.
“Questa mostra – ha osservato il curatore don Alessio Geretti – è un G7 dell’arte, che convoca d’urgenza i grandi della bellezza universale a un ideale tavolo di pace, per ricondurre a ragionare lucidamente e profondamente sul riscatto possibile e necessario dalla spirale delle prevaricazioni e dal suo strascico di sangue, distruzione e rancore. È una meditazione d’arte attraverso una selezione ristretta di capolavori”.
“Questo percorso espositivo – ha concluso Lara Iob, presidente dell’Associazione Culturale Comitato di San Floriano che ha ideato e realizzato la mostra – vedrà lavorare insieme la Chiesa e la società civile, riunite nell’impegno comune per la promozione di un messaggio di riconciliazione e fraternità”.
Ai visitatori della mostra “parleranno” Maestri che hanno fatto la storia dell’arte nel tempo, artisti che con il proprio nome schiudono un mondo di emozioni e visioni indelebilmente impresse nel patrimonio dell’umanità: da Canova a Rodin, da Rubens a Gauguin, da Raffaello Sanzio a Manzù.
Ciascuno porterà in dote al percorso espositivo una delle proprie opere più rappresentative, e la mostra, scandita da undici stazioni, potrà contare su uno dei capolavori più iconici ed espressivi di ogni tempo in tema di pace e guerra, Guernica di Pablo Picasso.
A Gorizia Guernica sarà esposta attraverso l’ampio cartone prodotto dall’artista nel 1955, poi trasposto nell’arazzo esposto come simbolo di pace nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York.
Il Cartone, che deriva dall’olio, venne realizzato da Pablo Picasso all’indomani della Seconda guerra mondiale.
L’itinerario delle undici opere disposte Sul confine della pace, attraverso la chiesa di San Carlo e il Palazzo del Seminario, favorirà l’incontro con la bellezza di sculture e dipinti come un viaggio nel tempo e come una rivelazione sull’oggi.
Ogni opera del percorso sarà generatrice di una stazione dello spirito, nella quale abitare in visione e in ascolto, per respirare la testimonianza di quella specifica forma viva e toccante: geniale non solo sul piano artistico, ma per la capacità di penetrare profondamente nella nostra umanità.


