Grado ritorna alle sue radici
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Celebrata la dedicazione della Basilica di Santa Eufemia. Monsignor Nutarelli: "Una struttura composta di mattoni, ma soprattutto di persone"
Monsignor Nutarelli durante la celebrazione
GRADO – Celebrata la ricorrenza della Dedicazione della Basilica Patriarcale di Santa Eufemia.
Un momento in cui la comunità non solo ricorda l’atto di consacrazione avvenuto nel 579 d.C., ma celebra anche la propria storia, la fede e l’eredità artistica e culturale che la Basilica custodisce ininterrottamente da quell’anno.
Molte associazioni del paese, intervenute con i labari, hanno accolto l’invito della parrocchia a partecipare alla funzione religiosa, insieme alle personalità civili e militari e al sindaco Giuseppe Corbatto.
La corale Santa Cecilia, impreziosita da tre violini e un contrabbasso e diretta dal maestro Anello Boemo, con Massimo Mauro all’organo, ha arricchito vari momenti liturgici.
Al termine, i fedeli sono usciti dalla Basilica sulle note del canto “Madonnina del Mare“, che per i gradesi è un vero e proprio inno.
Nella sua omelia monsignor Paolo Nutarelli, parroco e arciprete della parrocchia di Santa Eufemia, ha ricordato che la celebrazione della dedicazione della Basilica rappresenta il segno concreto di una comunità viva, radicata nella storia e nella fede. La Basilica è composta di mattoni, ma soprattutto di persone.
Il pavimento a mosaico, con le sue tessere diverse ma armoniose, richiama il valore della bellezza che nasce dallo stare insieme: ciascuno con la propria storia, unito in un disegno più grande. È stato espresso un ringraziamento alle tante associazioni presenti, riconoscendo in questa giornata la festa di un’intera Comunità.
È stato sottolineato come l’edificio sacro non sia soltanto testimonianza di storia, ma anche cuore pulsante che unisce le generazioni, luogo in cui battono l’identità e la memoria di un popolo.
I labari delle associazioni
Per questo motivo, è stata evidenziata la presenza delle associazioni locali: la Basilica richiama infatti la bellezza dell’essere insieme, pur nella diversità di ciascuno. È stato ricordato che il volontariato costituisce la linfa vitale della comunità. Senza persone disposte a donare il proprio tempo, le bande cesserebbero di suonare e le associazioni si spegnerebbero.
Al termine della celebrazione, dopo la benedizione, i presenti si sono ritrovati per un convivio.


