Fegato grasso: pronta la prima dieta validata scientificamente
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Ne soffre un italiano su quattro. Il nuovo piano alimentare settimanale, studiato per contrastare la steatosi epatica, nasce dalla collaborazione tra FIF e FoodPharm
Il professor Samir Giuseppe Sukkar
TRIESTE – La steatosi epatica non alcolica, caratterizzata dall’accumulo eccessivo di grasso nel fegato, è una condizione molto diffusa che, se trascurata, può avere serie conseguenze.
Colpisce oltre il 25% degli italiani e, sempre più spesso, anche i bambini, a causa di un’alimentazione errata.
Al momento non esistono cure farmacologiche ma, nelle fasi iniziali, il problema può essere reversibile, adottando un regime alimentare corretto ed equilibrato, unito a una regolare attività fisica.
Per educare la popolazione a nutrirsi in modo sano e modificare gli stili di vita, mediante attività e campagne informative volte ad accrescere il benessere dei cittadini, nasce la collaborazione tra FIF – Fondazione Italiana Fegato Onlus, e FoodPharm.
Step iniziale di questa intesa, la messa a punto per la prima volta di uno specifico piano alimentare settimanale con piatti pronti bilanciati e menù validati da medici, che può prevenire la comparsa del fegato grasso o contrastarne la progressione.
È dimostrato che perdere anche solo il 5-10% del peso corporeo contribuisce in modo significativo a mitigare la steatosi epatica, aiutando a prevenire complicanze più gravi come infiammazione del fegato, fibrosi e cirrosi.
La dieta fegato grasso DocFoody è in grado di ridurre efficacemente l’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche, migliorando il profilo lipidico e il benessere generale, senza rinunciare al gusto: un approccio nutrizionale che associa alla riduzione dell’apporto calorico e del carico glicemico un’elevata qualità del cibo e metodi di cottura avanzati, a bassa temperatura in sottovuoto, per preservare le proprietà nutritive, limitando la formazione di composti dannosi.
Il piano alimentare DocFoody, validato in collaborazione con la Fondazione Italiana Fegato e supportato da numerose evidenze scientifiche, è indicato nella gestione della steatosi epatica per favorire la perdita di peso, proteggere il fegato dalle infiammazioni, migliorare la sensibilità all’insulina e contribuire a ridurre il rischio cardiometabolico.
“Tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo e la progressione della steatosi epatica – spiega il professor Samir Giuseppe Sukkar, direttore U.O.D. Dietetica e Nutrizione Clinica presso il Policlinico San Martino di Genova e responsabile scientifico di DocFoody – vi sono il sovrappeso, l’obesità e la sindrome metabolica; più dell’80% dei pazienti affetti da fegato grasso è obeso. Un’alimentazione ricca di grassi saturi, zuccheri raffinati e carboidrati ad alto indice glicemico danneggia il fegato. Al contrario, modificare la qualità della dieta, includendo cereali integrali, grassi sani, fibre, proteine vegetali e nutrienti benefici, e impiegare metodi di cottura più salutari può significativamente rallentare o addirittura far regredire i danni epatici”.
Decio Ripandelli
“Come Fondazione Italiana Fegato – sottolinea il presidente Decio Ripandelli – siamo particolarmente lieti per la collaborazione in corso con FoodPharm, un progetto che rappresenta un interessante connubio tra attività di ricerca, prevenzione e tradizioni alimentari e che riunisce due importanti realtà, una del settore scientifico e l’altra di quello alimentare, entrambe profondamente radicate in Friuli Venezia Giulia. Il menù “anti fegato grasso” nasce da un’approfondita analisi scientifica condotta dai ricercatori della Fondazione Italiana Fegato”.


