Udinese: ecco Zanetti per risalire la chinaUdinese: ufficiale l’addio a RunjaicGrado: inizia l’anno accademico dell’UTEPace attraverso la musica: il progetto europeo nato ad AquileiaRitmica: Udine domina la Serie ACanottaggio: Bressan e Toniolo campioni italianiViolenza di genere: Casarsa previene con la culturaUdine: Sandro Sozzo entra nella Sigma XiFondazione Aquileia: inizia l’era MantiniArcheologia internazionale: la Farnesina finanzia l’Università di UdineBasket: Calzavara scaccia la paura, Udine batte TortonaUdinese versione Halloween: con la Roma vede le stregheStudenti precursori dell’amicizia tra Gorizia e la Corea del SudLa libreria di Margherita. Libri al topInvecchiamento attivo: premiati 4 laureati dell’Università di UdineMonfalcone: due nuove dirigenti in ComuneIl grande cinema di fantascienza torna a TriesteCasa Pordenone: l’abitare condiviso diventa realtàFede e comunità nei 95 anni di Nerina NonisTrieste e il Carso nuovo scenario da film

Una serata di ordinaria ironia

Tempo di lettura: 1 minuti

Data 19 Aprile 2024 – 20 Aprile 2024
Orario 8:30 PM

Enrico Bertolino racconta una generazione che non solo “ha perso”, ma che molto probabilmente si è anche “persa”

Enrico Bertolino
Enrico Bertolino

Due serate al Teatro Miela con uno dei comici – nonché scrittore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi – tra i più amati della scena nazionale.

Quasi un vademecum su come guardare con la lente del paradosso e della comicità a un panorama fatto di politicamente corretto, automatizzazione e digitalizzazione sfrenata, azzeramento dei rapporti umani.

Aggiungiamoci una pandemia da cui non abbiamo imparato niente e otterremo un mondo fatto di cose a cui non si riesce a rassegnarsi, ma che paiono fatte apposta per riderci sopra.

Strizzando l’occhio al famoso film con Michael Douglas “Una giornata di ordinaria follia”, Enrico Bertolino ci racconta, in un’ora di imperdibile one man show, uno spaccato della realtà da affrontare con gli unici antidoti possibili per sopravvivere: la risata e l’ironia.

Tra sessantenni pludivorziati e sempre irrisolti, tra esemplari di homo analogicus e homo digitalis in fila alle poste, ecco l’irresistibile ritratto di una generazione che non solo “ha perso”, ma che molto probabilmente si è anche “persa”.

regia Massimo Navone
al pianoforte Tiziano Cannas Aghedu
collaborazione ai testi Stefano Dongetti
una produzione Bonawentura in collaborazione con ITC 2000