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Lo Schiaccianoci

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 30 Dicembre 2024
Orario 8:30 PM

L'Ukrainian Classical Ballet porta a Trieste la capacità di fondere la tecnica classica più superba a effetti tecnologici e visuali moderni

schiaccianoci DarjaStravsTisu
(ph. Darja Stravs Tisu)

(ph. Darja Stravs Tisu)

Lunedì 30 dicembre alle 20.30 “Lo Schiaccianoci” ritorna in scena, quest’anno nell’interpretazione dell’Ukrainian Classical Ballet, che vive così il suo debutto a Trieste al Rossetti.

“Lo Schiaccianoci” (1892) sarà restituito in un’edizione del tutto nuova dall’Ukrainian Classical Ballet, fondato da Ivan Zhuravlev e rinomato nel mondo per la capacità di fondere la tecnica classica più superba a effetti tecnologici e visuali moderni.

L’Ukrainian Classical Ballet è un ensemble di balletto di fama mondiale, con solisti ospiti provenienti dai principali teatri europei. I loro spettacoli non solo colpiscono per la precisione tecnica e la forza emotiva, ma incantano il pubblico con effetti fiabeschi e magnetizzanti.

Dopo aver realizzato oltre 200 spettacoli di balletto nelle ultime due stagioni, e fotti di aver realizzato un tour europeo dello “Schiaccianoci” nel 2023 acclamatissimo da oltre 50.000 spettatori, l’Ukrainian Classical Ballet arriva dunque finalmente in scena a Trieste con la sua acclamata versione del balletto.

La storia è nota: Clara riceve a Natale un piccolo schiaccianoci e in sogno scopre che è in realtà un bellissimo principe con cui attraversare incredibili avventure, come in un viaggio d’iniziazione al mondo adulto. Il balletto è un vero capolavoro della coreografia (di Petipa e Ivanov) e – naturalmente – della composizione musicale, con la perfetta partitura di Ciaikovskij (che per sottolineare la leggiadrìa della Fata Confetto, inserisce in orchestra per la prima volta la celesta).

I due meravigliosi valzer “dei fiori” e “dei fiocchi di neve”, l’ardito divertissement delle danze dei diversi Paesi, i pas de deux e il fantasioso plot hanno sempre attratto i grandi coreografi, tanto che il balletto è fra i più rappresentati al mondo e anche fra i più “riletti”. Oltre alle versioni filologiche quasi ogni anno ospiti dello Stabile regionale, rimane memorabile la versione di Matthew Bourne, andata in scena al Rossetti in esclusiva italiana nel 2012 nel ventennale del debutto.