Josef Suk Piano Quartet
Tempo di lettura: 2 minuti
In concerto a Trieste con un programma interamente dedicato a Brahms e ai suoi intensi Quartetti
Josef Suk Piano Quartet (ph. Petra Hajská)
Con un programma interamente dedicato a Brahms e ai suoi intensi Quartetti torna a Trieste uno degli Ensemble più amati dal pubblico cameristico, lo Josef Suk Piano Quartet, ovvero I musicisti Radim Kresta violino, Eva Krestová viola, Aneta Šudáková violoncello e Pavel Zemen pianoforte, riuniti nella formazione per archi e pianoforte che ha conquistato nel tempo molti prestigiosi premi, a cominciare dal Concorso internazionale Premio Trio di Trieste 2013, quando fu il grande Maestro Bruno Canino a guidare la Giuria.
Sulle tracce degli esordi giovanili e con una carriera solida e riconosciuta, il Quartetto che deve il suo nome al celebre compositore e violinista ceco Josef Suk, l’Ensemble torna a Trieste mercoledì 10 giugno, alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste, promosso da Chamber Music Trieste nell’ambito della sua Stagione Cameristica Cromatismi 5.0.
Da oltre un decennio impegnato nei maggiori teatri e sale da concerto di tutto il mondo, lo Josef Suk Piano Quartet è accolto con entusiasmo dalla critica internazionale, e a Trieste farà tappa con una produzione che vuole rendere omaggio a Brahms e alla sua scrittura cameristica.
Il concerto si aprirà con il Quartetto per pianoforte e archi in do minore op.60, senza dubbio una partitura tanto complessa quanto ricca di spunti emozionaIi: sono pagine, quelle dei Quartetti di Brahms, che giungono al termine del suo periodo Sturm und Drang e all’inizio del suo personale “classicismo”, stemperando i contrasti tematici attraverso l’elaborazione progressiva del materiale musicale.
Il Quartetto op. 60 fu inizialmente concepito intorno al 1855, e ripreso poi soltanto 17 anni più tardi, nel 1873, per essere concluso nel 1875, esattamente vent’anni dopo la sua prima concezione.
Il carattere drammatico e appassionato di questa pagina rimase inalterata e riporta agli anni più inquieti della vita del musicista amburghese.
Il programma prosegue con il Quartetto per pianoforte e archi in sol minore op.25, un vero capolavoro della musica da Camera, composto nel 1861 con un debutto ad Amburgo che impegnò Clara Schumann al pianoforte.
È memorabile per la sua intensità emotiva, per le linee melodiche avvolgenti e per il trascinante finale in stile tzigano.


