Il ritorno di Familie Flöz
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Sul palco a Udine senza dire una parola, ma con l’uso sapiente della gestualità e della musica
(© Simon Wachter)
Ritorna al Teatro Nuovo Giovanni da Udine Familie Flöz, compagnia internazionale che ha fatto delle maschere sproporzionate indossate in scena il proprio tratto distintivo.
Accolto con successo nei teatri di tutto il mondo, nel corso della sua intensa attività questo affiatato gruppo di artisti ha dato vita a spettacoli dallo stile inconfondibile, comici e pervasi di quella sensibile poesia che deriva dall’accettazione dell’umana fragilità.
Sabato 28 marzo alle 18 potremo dunque vederlo nuovamente in azione in Feste.
In una maestosa villa sul mare, tutto è pronto per la celebrazione di un opulento matrimonio. Nel cortile retrostante, nel frattempo, il personale lavora senza sosta per cucinare, preparare, sorvegliare, pulire, riordinare: dal custode al cuoco, dalla donna delle pulizie al direttore, tutti fanno del loro meglio per rendere la festa nella casa padronale un’esperienza indimenticabile.
Fino a quando una sconosciuta fa la sua apparizione nel cortile: il suo arrivo cambierà completamente la vita dei residenti e del personale… Con la vivezza delle maschere, le fulminee trasformazioni e senza dire una parola, gli attori di Familie Flöz trascineranno il pubblico in un mondo eloquentissimo, carico di misteriosa comicità.
Familie Flöz è nata in Germania nel 1994 da un’idea di Hajo Schüler e Markus Michalowski. Insieme ad un gruppo di studenti di recitazione e mimo della Folkwang-Hochschule di Essen i due artisti si sono lanciati nella sperimentazione realizzando maschere di grandi dimensioni e molto particolari.
Fissato il loro quartier generale a Berlino, il gruppo – composto da attori, ballerini, registi, acrobati, mascherai, costumisti, clown, prestigiatori e drammaturghi provenienti da nazioni diverse – ha scelto di rinunciare alla parola a favore di performance visive, maschere, suoni e musica.
«Le tipiche maschere che utilizziamo – hanno detto gli artisti – sono strumenti essenziali per lo sviluppo dei personaggi e degli intrecci drammatici. Come i testi scritti, le maschere non hanno solo una forma ma anche un contenuto. Il processo di una maschera, che passa per la recitazione e culmina nel raggiungimento di una simbiosi con l’attore, è decisivo per il risultato finale. In un certo senso, l’attore mascherato scrive la scena con il corpo, nell’aria».


