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Ho sbagliato tutto

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 04 Febbraio 2026 – 06 Febbraio 2026
Orario 8:30 PM

Millennial contro boomer, pubblico impiego contro partite IVA, privilegi, disagi e speranze morte sul nascere in scena a Gradisca

ho sbagliato tutto 1

 

Millennial contro boomer, pubblico impiego contro partite IVA, privilegi, disagi e speranze morte sul nascere: Ho sbagliato tutto racconta i disequilibri del nostro tempo e la lotta quotidiana per rimanere a galla senza annegare troppo.

Mercoledì 4, giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, alle 20.30, in sala Bergamas a Gradisca d’Isonzo, la rassegna ‘Innesti – Connessioni teatrali affatto prevedibili’ ideata da ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, ospiterà lo spettacolo con Cristina Mecozzi e Alessandro Arcodia, per la regia di Riccardo marchesini. La produzione è Giostra Film.

Ho sbagliato tutto nasce dall’esigenza di raccontare la precarietà e l’instabilità della generazione dei millennials in rapporto alle condizioni di molteplici privilegi delle altre generazioni post boom economico.

Come barcamenarsi? Con sussidi statali, escamotage da furbetti o speranze morte sul nascere. Con i toni tragicomici e feroci della commedia all’italiana, l’intenzione di ‘Ho sbagliato tutto’ è denunciare i forti disequilibri sociali dei nostri anni.

Una commedia all’italiana in tre episodi: il primo racconta il pubblico impiego, il secondo lo svantaggio sociale della periferia, il terzo le scelte sbagliate di una millennial.

Yari, volenteroso trentenne assunto come interinale in un ente inutile, si scontra con Rosalba, una boomer seduta comoda a stampare mail, organizzare rinfreschi e spegnere entusiasmi.

Marika e Mariano, genitori di Giastin e Dominic, abitanti abusivi di un seminterrato nella periferia romana, cercano di barcamenarsi tra sussidi, gratta e vinci e 104.

Ester, una sognatrice vittima del Favoloso Mondo di Amélie, prova il servizio Life Navigator e incontra Renato, ma si ritrova in un vortice di scelte sbagliate, aspettative deluse e crisi economiche, fagocitata nel loop del “se vuoi, puoi”.