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Ape Regina

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 29 Aprile 2026 – 30 Aprile 2026
Orario 9:00 PM

A Trieste lo spettacolo che parte dall’ultimo capitolo dell’“Ulisse” di Joyce e dalla figura di Molly Bloom

APE REGINA Roggero 1
(ph. Roggero)
(ph. Roggero)

 

16 giugno: una giornata tutta per sé. Il nuovo progetto di Giorgia Cerruti (che nella passata stagione è stata ammirata alla Sala Bartoli in una piéce su Beatrice Cenci) parte dal mitico ultimo capitolo dell’“Ulisse” di Joyce e si ispira con libertà alla figura di Molly Bloom.

La Molly al centro di “Ape Regina” – alla Sala Bartoli il 29 e 30 aprile (ore 21) – è una cantante-attrice, il successo appartiene ai ricordi ormai, ma vorrebbe ancora il suo pubblico; è una Penelope contemporanea che invece di attendere il marito Leopold, sceglie – come suggerisce Joyce – l’etica del corpo, al di sopra e al di là del pudore.

«Ho connesso la mia Molly con le grandi lady del cinema del Novecento, Gloria Swanson, Bette Davis, Greta Garbo… vere e proprie eroine di libertà e azzardo» scrive nelle note al testo Giorgia Cerruti che è anche interprete e regista assieme a Davide Giglio.

«Una femminilità libera, nella mente e nello spirito; mossa dal principio dell’amore fisico, dotata da uno – spero irresistibile – houmour nero. (…) “Ape Regina” è uno spettacolo che prova a passare – anche formalmente – dal corpo dell’attrice e non dal testo. Molly porta nel corpo le tracce delle sue scoperte».

E il senso della giornata “tutta per sé” diviene allora quello di scoprire di cosa si è fatti “verbalizzandosi”, alternando momenti di impetuosa esternazione ad altri di solitudine, decompressione, in cui anche la composizione teatrale sarà rarefatta.

Cosa cerca questa Molly?

Secondo l’attrice «Cosa cerca Molly? La morte attraverso la festa della vita. L’assenza attraverso la celebrazione della presenza. Il ricordo attraverso l’esercizio del domani. L’anima attraverso la superficie del corpo.
In fin dei conti forse Molly duella con la morte, un aldilà che sta in un’altra stanza – separata. E l’arte è il mezzo di rapporto, di dialogo coi vivi e i morti, i presenti e gli assenti e in ultima analisi con noi stessi.  Qui Molly è Euridice che risale alla luce senza voltarsi, lasciando andare ciò che sta dietro, altrove. Per essere leggera nel salto…».