Cure palliative: l’Università di Trieste forma le prime specialistePordenone: apre un nuovo co-workingNuova palestra per la Casa Albergo di MonfalconeLa notte della ninna nannaAter Pordenone investe nel parco solare diffusoTumore al fegato: Trieste studia la resistenza alle terapieCardiomiopatie: da Trieste una guida alla medicina di precisioneNuova sala polinfuzionale a TapoglianoGorizia: Dario Obizzi e il derby nel centrodestraZanetti: “Senza cuore niente risultati. In squadra si parlerà italiano”Sport, inclusione e supporto scolastico grazie a Pallacanestro TriesteInaugura a Casarsa l’Academiuta PasoliniPremio Luchetta contro lo sfruttamento dell’infanziaDalla tradizione dei manoscritti nasce una nuova professioneLa croce di Celiberti giunta a BarbanaLa monfalconese Ashley Borca è Miss Mondo FVGDa Trieste allo Zoncolan: quattro trappe del Giro d’Italia in FVGPalmanova: arredi urbani dalle idee dei ragazziMuggia: operative le colonnine per la ricarica dei veicoli elettriciLa magia delle Pietre di Aurisina

Da Scodovacca a Barbana per il ringraziamento ultrasecolare

Tempo di lettura: 1 minuti

Un quadro datato 1856 testimonia l'antichità della ricorrenza, dopo che gli animali indispensabili per il lavoro nei campi erano stati risparmiati dal colera

53973 1

GRADO – È stato esposto durante la messa a Barbana il quadro che raffigura i sacerdoti e la popolazione di Scodovacca mentre in processione si stavano recando nel santuario dell’isola per ringraziare la Beata Vergine per la preservazione degli animali dal colera.

Nel quadro sono infatti collocati in bella mostra proprio gli animali, fondamentali in quel tempo nel lavoro dei campi. La data è “Agosto 1856”, a quel tempo ci si recava a Barbana arrivando a Belvedere sui carri trainati dai bovini e poi ci si imbarcava alla volta dell’isola.

Per continuare la tradizione secolare, la comunità di Scodovacca si è recata anche quest’anno in pellegrinaggio al Santuario di Barbana. I partecipanti sono stati accolti sull’isola da frate Stefano.

La messa è stata presieduta dal parroco don Sinuhe Marotta con l’accompagnamento del Coro San Marco.

È seguito il pranzo comunitario al sacco.