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Cinquant’anni di presenza

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Riconoscimento per Annelo Boemo e Marcellina Scaramuzza, che nella Corale orchestrale “Santa Cecilia” hanno intrecciato la propria vita con quella della comunità gradese

Annelo Boemo e Marcellina Scaramuzza 01
La consegna del riconoscimento
La consegna del riconoscimento

 

GRADO – Cinquant’anni di presenza non sono semplicemente un traguardo, ma una storia. Una storia fatta di fedeltà, di passione e di tempo donato con discrezione e costanza.

È la storia di Annelo Boemo e Marcellina Scaramuzza, che nella Corale orchestrale “Santa Cecilia” hanno intrecciato la propria vita con quella della comunità gradese, rendendo la musica non solo un servizio, ma una forma concreta di preghiera.

In questi decenni, il loro cammino è stato segnato da una presenza viva e generosa. Non si è trattato solo di note, di prove o di esecuzioni, ma di qualcosa di più profondo: aiutare una comunità a pregare, accompagnare i momenti più significativi della vita cristiana e dare voce alla fede perché potesse raggiungere il cuore di ognuno.

La musica, quando è vissuta con questa intensità, diventa un ponte: unisce, eleva, apre. Ed è proprio questo che in molti hanno potuto sperimentare grazie al loro impegno.

Dietro ogni canto c’è stato tempo sacrificato; dietro ogni celebrazione, una preparazione attenta; dietro ogni momento solenne, una presenza affidabile.

Questi cinquant’anni raccontano una fedeltà che non fa rumore, ma costruisce. Raccontano una comunità che cresce grazie a chi, con semplicità, sceglie di esserci. Insegnano che la bellezza non è mai improvvisata, ma nasce da un amore custodito e coltivato nel tempo.

A coronamento di questo lungo e prezioso percorso, Nelo e Marcellina sono stati premiati dal parroco, monsignor Paolo Nutarelli, come segno di gratitudine per la loro esemplare testimonianza.

«Con affetto, li accompagniamo nel proseguimento del loro cammino, augurando loro di continuare a vivere e a donare quella musica che non è solo suono, ma preghiera che sale a Dio e arriva dritta al cuore degli uomini», così si è espresso il parroco nel consegnare il riconoscimento.