Alla scoperta della Cervignano del 2040
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Una serata di analisi e prospettive socio-economiche per la città, proposta da Giuliano Pellizzari. Basata su dati demografici, economici e culturali attuali
Giuliano Pellizzari
CERVIGNANO DEL FRIULI – Si terrà giovedì 13 novembre, alle ore 20.30 alla Casa della Musica di Cervignano del Friuli, l’incontro dal titolo “Che Cervignano che c’è – Analisi e prospettive socio-economiche per Cervignano del Friuli (2025-2040)”, a cura di Giuliano Pellizzari, consulente e autore che da anni si occupa di sviluppo locale, marketing territoriale e innovazione sociale.
Il titolo, volutamente espressivo e colloquiale, nasce dal desiderio di raccontare la Cervignano che esiste oggi e quella che potrebbe esistere domani.
Giuliano Pellizzari, perché questa scelta?
«“Che Cervignano che c’è” non è un gioco di parole: è una riflessione identitaria, un invito a riconoscere ciò che già c’è – persone, competenze, idee, potenzialità – e a immaginare come questo patrimonio possa trasformarsi in valore economico e sociale nel futuro. L’incontro offrirà una lettura analitica e documentata del contesto cervignanese e della Bassa Friulana, esaminando i dati demografici, economici e culturali attuali e delineando le tendenze previste fino al 2040».
Di quali fattori tenere conto principalmente?
«Attraverso modelli previsionali e scenari evolutivi, mostrerò al pubblico come i fenomeni di invecchiamento, trasformazione del lavoro, innovazione tecnologica e transizione verde influenzeranno la vita economica e sociale della città. Il percorso di analisi toccherà in particolare quattro ambiti chiave».
Ce li può anticipare?
«L’obiettivo è dare respiro a Cervignano, perché torni a essere una destinazione, non solo un punto sulla mappa. Serve agire su più fronti, in modo coordinato: imprenditoriale, territoriale e di governance. Per renderla attrattiva soprattutto per le nuove generazioni – Gen Z e Alpha – dobbiamo valorizzare ciò che la distingue: la distribuzione del territorio, i terreni agricoli tipici della Bassa Friulana, e la tranquillità sociale e relazionale che altrove si è persa. Quelli che qualcuno percepisce come punti di debolezza, possono in realtà diventare i nostri punti di forza, se sappiamo leggerli alla luce di un’epoca ormai pienamente digitale».
Investimenti sembra la parola chiave: come si possono attrarre?
«L’analisi, sviluppata a partire da dati ISTAT, rapporti regionali e ricerche di settore, sarà accompagnata da proiezioni socio-economiche e da una riflessione sulla possibile identità futura della città: una Cervignano “GreenTech”, innovativa, sostenibile e centrata sulla qualità della vita. Durante la serata emergeranno anche spunti per risposte a questo quesito».
I maliziosi potrebbero pensare a un suo manifesto elettorale.
«L’evento si inserisce in un percorso di studio e divulgazione che personalmente dedico da anni ai temi dell’economia territoriale e della trasformazione sociale dei contesti locali. Già formatore per enti pubblici e associazioni di categoria, desidero unire l’esperienza d’impresa e la conoscenza delle dinamiche sociali a una sensibilità narrativa e culturale che possa rendere la mia analisi accessibile, rigorosa e al tempo stesso ispiratrice. “Che Cervignano che c’è” vuole rappresentare un’occasione per osservare con lucidità e consapevolezza il presente, e per restituire una prospettiva concreta sul futuro di Cervignano del Friuli e del suo territorio. Il mio interesse non è a fini elettorali, ma di dare uno spunto a una progettualità un po’ più ampia, almeno di tre lustri».


