La notte della ninna nanna
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Tra cronaca e finzione un romanzo dallo stile ibrido tratto dal delitto di Gemona. La grande sorpresa di Federica Angeli
“La notte della ninna nanna” di Federica Angeli (Baldini+Castoldi, pagg. 138, euro 18) è un romanzo dallo stile ibrido, fra cronaca e finzione.
La giornalista di giudiziaria di Repubblica, che vive sotto scorta dal 2013 per aver denunciato sulle pagine del suo giornale gli affari delle potenti famiglie delle mafie romane, ha voluto scrivere il suo primo romanzo ispirandosi liberamente al delitto di Gemona del 2025 quando Lorena Venier uccide il figlio Alessandro, in concorso con la di lui compagna Mailyn Castro Monsalvo.
L’impianto della narrazione è legato alla cronaca del delitto, scandita nei corsivi desunti dagli atti delle indagini che aprono i capitoli, mentre il processo alle due donne ree confesse di omicidio volontario pluriaggravato è in fase di svolgimento davanti alla corte di assise di Udine.
Il racconto di finzione in prima persona è l’emergere di pensieri e ricordi della madre single, sola a crescere un figlio non desiderato e negli anni divenuto violento.
Una riflessione sulle radici di un male, un gesto feroce, pianificato e definitivo, maturato in un conteso di violenza domestica.

Emerge così la deriva silenziosa di Isabella, nella finzione la madre, infermiera di 63 anni che porta in sé il segreto irreversibile dell’uccisione del figlio Daniel.
Pagine nelle quali vi è una sospensione di giudizio, ma l’intento di capire come sia stato possibile, quale dolore profondo e nero abbia guidato i gesti di una madre e di una compagna.


