Sicurezza informatica: collaborazione tra Polizia e ASUGI
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Siglato un protocollo per potenziare l'attività di protezione verso in favore dell'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina
La stretta di mano tra Michela Sambuchi e Antonio Poggiana
TRIESTE – Sottoscritto il Protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) per il potenziamento delle attività di prevenzione e contrasto ai crimini informatici che minacciano infrastrutture sensibili.
L’accordo è stato sottoscritto dal direttore generale dell’Azienda, Antonio Poggiana, e dalla dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Friuli Venezia Giulia”, Michela Sambuchi, presso la sala stampa della Questura di Trieste, alla presenza del questore di Trieste, Lilia Fredella.
Il Protocollo mira a sviluppare una stretta cooperazione tra Polizia di Stato e ASUGI per garantire una protezione più efficace dei sistemi digitali attraverso un’azione sinergica a tutela della collettività.
Con l’accordo è prevista l’adozione condivisa di procedure di intervento, lo scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici, la comunicazione tempestiva in caso di situazioni di crisi ed emergenza e la segnalazione di vulnerabilità, minacce e incidenti.
Sono inoltre previste attività formative congiunte sui sistemi e sulle tecnologie informatiche utilizzate e sulle procedure di intervento.
L’accordo assume un rilievo particolare in considerazione del ruolo di ASUGI quale infrastruttura sensibile di interesse pubblico. L’Azienda garantisce infatti servizi sanitari essenziali per la collettività, la cui continuità operativa dipende in misura crescente dalla sicurezza e dalla resilienza dei sistemi informatici e delle reti telematiche.
Da sinistra Sambuchi, Fredella e Poggiana
La Polizia di Stato svolge già da tempo, tramite il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC), una rilevante attività di prevenzione e repressione dei crimini informatici, di matrice comune, organizzata o terroristica, che hanno per obiettivo le infrastrutture informatizzate di natura critica di rilevanza nazionale.
La firma del protocollo


