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Truffe digitali: dal Friuli arriva Telefono Protetto

Tempo di lettura: 3 minuti

Una app gratuita aiuta famiglie e associazioni a riconoscere SMS, notifiche e messaggi sospetti prima di cliccare o rispondere

alessandro maria castellan
Alessandro Maria Castellan
Alessandro Maria Castellan

 

Un progetto nato in Friuli per aiutare famiglie, anziani e cittadini a riconoscere SMS, notifiche e messaggi sospetti prima di cadere in questi inganni sempre più diffusi sul territorio.

In due parole: Telefono Protetto, una app Android che aiuta famiglie e associazioni a riconoscere SMS, notifiche e messaggi sospetti prima di cliccare o rispondere.

“Telefono Protetto – spiega il fondatore Alessandro Maria Castellan – ha da poco introdotto Protezione Condivisa, una funzione pensata per coinvolgere una persona di fiducia quando viene rilevato un possibile rischio, senza condividere il contenuto dei messaggi privati”.

La funzione nasce per aiutare famiglie, figli adulti, associazioni e realtà territoriali a intervenire prima che una persona clicchi, risponda o paghi sotto pressione.

Perché ora

Le truffe digitali non sono solo un problema tecnico. Molte funzionano perché creano urgenza, paura, isolamento o vergogna: un messaggio che sembra arrivare da un familiare, una richiesta di pagamento improvvisa, un link che imita una banca o un servizio conosciuto.

Telefono Protetto prova ad agire nel momento più delicato: prima dell’azione. L’obiettivo è aiutare la persona a fermarsi, capire il rischio e, quando serve, coinvolgere qualcuno di fiducia.

La funzione Protezione Condivisa aggiunge un livello di supporto familiare e territoriale: quando viene rilevato un possibile rischio, una persona di fiducia può ricevere un avviso informativo di sicurezza.

Il contenuto del messaggio non viene condiviso. L’obiettivo non è sorvegliare, ma creare un segnale di attenzione quando il rischio è alto.

Telefono Protetto è pensato per famiglie, genitori, persone anziane, associazioni, educatori digitali e realtà locali che vogliono aiutare i cittadini a riconoscere le truffe prima che diventino un danno economico o emotivo.

Come funziona

Arriva un SMS, una notifica o un messaggio sospetto.

Telefono Protetto analizza i segnali di rischio.

La persona riceve un avviso chiaro prima di cliccare o rispondere.

Se Protezione Condivisa è attiva, una persona di fiducia può ricevere un avviso di sicurezza.

Il contenuto privato del messaggio non viene condiviso con la persona di fiducia.

Protezione Condivisa

Protezione Condivisa è pensata per aiutare una persona senza trasformare la sicurezza in controllo.

Quando viene rilevato un possibile rischio, la persona protetta riceve un avviso. Se la funzione è stata attivata, anche una persona di fiducia può ricevere un segnale di sicurezza. Questo permette a un familiare, a un figlio adulto o a un referente di supporto di sapere che potrebbe esserci un rischio, senza accedere ai messaggi privati.

Protezione Condivisa non condivide mai il contenuto dei messaggi. Serve a far arrivare un avviso di sicurezza quando c’è un possibile rischio.

“La nostra App – sottolinea Alessandro Maria Castellan – non promette protezione assoluta e non sostituisce forze dell’ordine, banche o canali ufficiali in caso di truffa già avvenuta”.

In Italia, secondo dati Polizia Postale riportati da ANSA, nel 2024 le truffe online hanno causato perdite per 181 milioni di euro, in aumento del 32% rispetto all’anno precedente.

La Commissione europea ha indicato le frodi online come un tema centrale di tutela dei consumatori e ha collegato il fenomeno ai dati del Consumer Conditions Scoreboard 2025.