Udinese: ecco Zanetti per risalire la chinaUdinese: ufficiale l’addio a RunjaicGrado: inizia l’anno accademico dell’UTEPace attraverso la musica: il progetto europeo nato ad AquileiaRitmica: Udine domina la Serie ACanottaggio: Bressan e Toniolo campioni italianiViolenza di genere: Casarsa previene con la culturaUdine: Sandro Sozzo entra nella Sigma XiFondazione Aquileia: inizia l’era MantiniArcheologia internazionale: la Farnesina finanzia l’Università di UdineBasket: Calzavara scaccia la paura, Udine batte TortonaUdinese versione Halloween: con la Roma vede le stregheStudenti precursori dell’amicizia tra Gorizia e la Corea del SudLa libreria di Margherita. Libri al topInvecchiamento attivo: premiati 4 laureati dell’Università di UdineMonfalcone: due nuove dirigenti in ComuneIl grande cinema di fantascienza torna a TriesteCasa Pordenone: l’abitare condiviso diventa realtàFede e comunità nei 95 anni di Nerina NonisTrieste e il Carso nuovo scenario da film

Grado celebra i ministri per l’eucarestia

Tempo di lettura: 1 minuti

Una cerimonia per accogliere simbolicamente i collaboratori storici e i nuovi incaricati.

ministri delleucarestia 02
Monsignor Nutarelli e monsignor Belletti con i ministri per l'eucarestia
Monsignor Nutarelli e monsignor Belletti con i ministri per l’eucarestia

 

GRADO – Al termine della messa prefestiva, monsignor Paolo Nutarelli e monsignor Mauro Belletti hanno presentato alla comunità i Ministri Straordinari dell’Eucaristia, accogliendo sia i collaboratori storici sia i nuovi incaricati.

I fedeli chiamati a questo servizio sono: Rita Corbatto, Eliana Facchinetti, Virgilio Tognon, Monica Corazza, Patrick Miotto, Roberta Sabbadini, Caterina Vio e Lorenzo Florida.

Questi laici non si limitano a coadiuvare i sacerdoti durante le celebrazioni liturgiche per la distribuzione della comunione, ma svolgono un compito ancora più prezioso: la visita alle abitazioni di anziani e ammalati.

Portando il sacramento a chi è impossibilitato a frequentare la chiesa, i ministri diventano un ponte tangibile tra la parrocchia e le “periferie esistenziali” della comunità.

Il loro operato garantisce a ogni fedele non solo il conforto spirituale, ma anche il costante senso di appartenenza alla famiglia cristiana, abbattendo le barriere dell’isolamento e della malattia.