La devozione per Sant’Agnese più forte della pioggia
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Diversi eventi in esterna cancellati a causa del maltempo. Ma lo spirito della tradizione di Joannis ha coinvolto ugualmente l'intera comunità
Un momento della celebrazione
AIELLO DEL FRIULI – Si potrebbe definire quella del 2026 una Sant’Agnese decisamente “bagnata”.
Purtroppo, il meteo quest’anno non ha sorriso agli organizzatori del Comitato Iniziative Locali (C.I.L.) di questa sagra antichissima, da molti considerata la prima a inaugurare il calendario delle feste popolari nella Bassa Friulana.
Nonostante la pioggia, resta intatto il fascino di una tradizione secolare che sfida il tempo e le intemperie, confermandosi un appuntamento identitario irrinunciabile per l’intera comunità locale.
Il cuore della festa a Joannis è rimasto la messa solenne celebrata al mattino. Nel pomeriggio sono stati recitati i vespri, alla presenza del parroco don Federico Basso, che ha presieduto la funzione, di don Moris Tonso, di don Naveen e di alcuni seminaristi e ministranti.
La consueta processione non ha potuto aver luogo a causa della pioggia persistente.
È stata molto sentita e apprezzata l’iniziativa svoltasi al termine dei vespri: il parroco e alcuni bambini della locale scuola dell’infanzia “De Senibus”, vestiti di bianco per rappresentare gli agnellini di Santa Agnese, hanno omaggiato la statua della santa con gigli e rose.
Il gesto ha voluto simboleggiare le parole dell’inno a lei dedicato: “… era un giglio e una candida rosa di fragranza che in terra mai fu …”
Già il 21 gennaio, giorno della martire, la messa serale aveva offerto un profondo momento di fede e riflessione, con una partecipazione numerosa e sentita, segno del legame indissolubile tra la comunità e la sua protettrice.
Molte attività sono state purtroppo cancellate, ma lo spirito e le tradizioni sono rimasti vivi: dalla musica alle cene in compagnia, alle mostre, fino ai celebri “Pistuns”; prodotto locale, preparato ancora a mano dalle signore del paese, che rappresenta l’anima della festa; anche se il programma non si è potuto realizzare interamente, la sostanza e il senso di comunità non sono venuti meno.
La Sant’Agnese 2026 si chiude così con un arrivederci al prossimo anno, con la certezza che nessuna pioggia potrà mai scalfire una devozione così antica e sentita.


