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L’aquila del Friuli atterra a Lucinico

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Il manufatto realizzato dal designer Stefano Borella è stato collocato sulla facciata del Centro civico, aderendo all'iniziativa dell'ARLeF

aquila lucinico
Foto di gruppo davanti all'aquila sulla parete del Centro civico
Foto di gruppo davanti all’aquila collocata sulla parete del Centro civico

 

GORIZIA – Anche Gorizia ha aderito all’iniziativa promossa da Regione e ARLEF “Une Acuile in Comun – Un’Aquila in Comune”, volta a valorizzare e promuovere l’identità friulana.

Con il posizionamento di un’opera d’arte sulla facciata del Centro civico di Lucinico, in piazza San Giorgio 37, è reso tangibile il legame del popolo friulano con le proprie radici e con la propria storia.

Una scelta tutt’altro che casuale quella dell’edificio, fulcro della vita sociale e culturale della frazione, sede di mostre, presentazioni e convegni. Il “compleanno” di Lucinico peraltro coincide con quello del Friuli, essendo il suo nome citato nella bolla imperiale del 3 aprile 1077 con cui l’imperatore Enrico IV sanciva la nascita dello Stato Patriarcale Friulano.

“La nostra è una città multilingue e multietnica. È l’unico luogo in tutta Europa in cui si parla in italiano, in friulano, in sloveno e in tedesco. I simbolismi contano eccome, quindi io ringrazio Arlef, amministrazione regionale e le associazioni del territorio, che insieme al Comune hanno concorso a rimarcare la friulanità del nostro territorio attraverso l’apposizione di quest’aquila”, ha sottolineato il sindaco, Rodolfo Ziberna, affiancato dall’assessore alla Tutela delle identità linguistiche, Maurizio Negro.

Alla presentazione sono intervenuti anche i rappresentanti dei sodalizi promotori e di vari sodalizi. Tra questi William Cisilino, direttore di Arlef, Gianni Bressan, alla guida della consulta delle associazioni di Lucinico, Renzo Medeossi e Guido Germano Pettarin della Filologica friulana. Hanno partecipato anche Elena Iuri, di City ADV, che coordina la realizzazione dell’iniziativa, e l’autore del manufatto, il designer Stefano Borella.

A benedire il manufatto è stato il parroco di Lucinico, don Moris Tonso.

Al progetto hanno aderito 130 comuni del Friuli: a ognuno è stata donata un’opera artistica da posizionare all’esterno di un edificio rappresentativo o in altro luogo di interesse storico-culturale.

L’artista si è ispirato all’aquila della bandiera del Friuli, il simbolo che più di tutti unisce i friulani. Presente sull’antico vessillo medievale usato dal Patriarca Bertrando nel 1350, oggi conservato al Museo del Duomo di Udine, l’aquila è uno dei simboli più antichi del Friuli. Un vessillo riconosciuto ufficialmente nella sua versione moderna dalla L.R. 27/2001, nei secoli rimasto emblema di autonomia e di radicamento culturale. L’opera è sagomata su una lastra in acciaio corten, materiale noto per il suo aspetto caldo e materico e per la sua resistenza nel tempo, senza perdita delle caratteristiche strutturali.

Grazie a un QR-Code posto ai piedi dell’opera, cittadini e turisti potranno accedere a una pagina web dedicata alla storia millenaria del Friuli.

L’avvio al progetto è stato dato il 3 aprile 2025, data di nascita dello Stato patriarcale di Aquileia. La prima cerimonia di scopertura dell’opera si è svolta a Cividale del Friuli, sotto la loggia del municipio.