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La chirurgia protesica ortopedica

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Come prepararsi all’intervento: una breve guida per entrare in sala operatoria sereni e ben informati

pre intervento

 

Gli interventi di chirurgia protesica ortopedica (anca, ginocchio e spalla) sono tra le procedure più comuni ed efficaci nel trattamento delle artropatie degenerative, infiammatorie o post-traumatiche, quando i trattamenti conservativi con farmaci, infiltrazioni e fisioterapia non sono più sufficienti.

Va sottolineato che il risultato finale deriva da “un gioco di squadra” tra ortopedico, anestesista, fisioterapista e paziente, la cui riuscita dipende sì dall’atto chirurgico, ma anche da come il paziente si prepara ad affrontare l’intervento nelle settimane precedenti e dalla fisioterapia.

Il percorso verso l’intervento inizia con una visita ortopedica. In tale occasione lo specialista valuta lo stato generale del paziente, le eventuali allergie, le terapie farmacologiche abitualmente assunte, la funzionalità e gli esami dell’articolazione interessata dal problema, le terapie precedentemente svolte e le limitazioni che l’articolazione malata determina sulla vita quotidiana. Una volta stabilita l’indicazione all’impianto protesico e ottenuto il consenso informato, il paziente viene avviato al pre-ricovero.

Vengono, quindi, eseguiti le analisi del sangue e delle urine, l’elettrocardiogramma, il tampone nasale per la ricerca di alcuni batteri che potrebbero essere responsabili di infezioni della protesi, la radiografia del torace (solo in caso di pazienti oltre un certo limite di età), la radiografia dell’articolazione da operare e la visita anestesiologica. In tale occasione, l’anestesista valuta il rischio perioperatorio e concorda con il paziente il tipo di anestesia più adatta.

Nelle settimane che precedono l’intervento è fondamentale ottimizzare la condizione fisica.  Un programma di esercizi mirati migliora forza, mobilità e capacità di carico dei muscoli che sosterranno la protesi.

È, inoltre, consigliato imparare a utilizzare stampelle o deambulatore e allenarsi a salire e scendere le scale.

Una dieta equilibrata contribuisce a diminuire il carico articolare e il rischio di complicanze.

Anche la preparazione dell’ambiente domestico riveste un ruolo essenziale. È opportuno rimuovere ostacoli e tappeti scivolosi, collocare gli oggetti d’uso quotidiano a portata di mano e predisporre eventuali ausili come rialzi per il wc o maniglioni di supporto. Organizzare un aiuto nelle prime settimane facilita la gestione delle attività domestiche durante il recupero.

Per ridurre il rischio di infezioni è importante evitare ferite o irritazioni cutanee in sede di intervento e trattare tempestivamente eventuali infezioni, quali cistiti, ascessi dentari, infezioni respiratorie e cosi via.

Prima dell’intervento è necessario osservare il digiuno dalla mezzanotte, sospendere eventuali farmaci anticoagulanti o ipoglicemizzanti su indicazione degli specialisti ed eseguire una doccia con detergente antisettico.

Una volta rientrati in reparto dopo l’intervento, potrebbe essere presente un drenaggio, generalmente rimosso il giorno successivo. La fisioterapia inizia fin da subito, con esercizi di mobilizzazione articolare e progressivo recupero della funzione.

Vengono utilizzate le calze elastiche e somministrata la profilassi con eparina per prevenire la trombosi venosa che andrà proseguita anche a domicilio.