La lotta al tumore al seno solca il mare
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Messa in acqua a Monfalcone l'imbarcazione dell’ANDOS di Gorizia per permettere l’attività di recupero e riabilitazione fisica e psicologica delle Donne in Rosa
La presentazione della dragon boat
MONFALCONE – “Viva la vita” è lo slogan che solcherà i mari sulla dragon boat acquistata dall’ANDOS Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, le Donne in Rosa, comitato di Gorizia, grazie a un progetto di crowdfunding con la partecipazione di Civid Bank Benefit e di tanti sponsor del territorio ma anche di altre regioni italiane e paesi europei.
La prevenzione salva, è stato più volte ribadito e in questo settore la campagna di screening per la diagnosi precoce dei tumori alla mammella della Regione è un utile e fondamentale strumento.
La barca è stata messa in acqua alla Lega Navale di Monfalcone da dove salperà non solo per partecipare a gare ma anche e soprattutto per permettere l’attività di recupero e riabilitazione fisica e psicologica delle Donne in Rosa dopo l’intervento.
Nell’arco di due mesi, on line sono stati raccolti 13.825 euro, superando le aspettative iniziali che erano di coprire il costo dalla barca quantificato in ottomila euro.
Sono stati 193 i donatori che hanno contribuito con importi dai 5 ai mille euro. Con i restanti fondi verranno acquistate attrezzature e quanto necessario all’attività di riabilitazione.
Ma saranno anche fondi di sostegno all’attività agonistica nazionale e internazionale che vede alcune componenti della squadra delle Maldobrie impegnate a rappresentare l’Italia nell’equipaggio “Sisters”.
Questo scafo, terzo in dotazione alla squadra isontina, è di ultima generazione in vetroresina, lunga 9 metri, larga 1,14, alta 55 centimetri e del peso di 170 chilogrammi che ospita 10 atlete, fra operate e simpatizzanti, più una timoniera a poppa e la tamburino a prua.
Le Donne in Rosa sulla dragon boat
Alla messa in acqua erano presenti, fra gli altri, Piera Cellie, presidente dell’ANDOS di Gorizia, molte socie e componenti dell’equipaggio, oltre all’europarlamentare Anna Cisint, gli assessori monfalconese allo sport, Fabio Banello, e goriziano al welfare, Silvana Romano.
Don Ignazio Sudoso, amico dell’associazione, ha benedetto la barca ricordando che se il mare rappresenta nei testi sacri il pericolo, la barca è simbolo di salvezza.
Per la Lega Navale, da sempre vicina all’ANDOS, ha partecipato Sergio Trani e l’omologo veneto Pier Paolo Scubini.
Il nome dragon boat deriva dal fatto che testa e coda rappresentano appunto un drago, due le tipologie di equipaggio da 10 o da 20 pagaiatrici: draghetto e drago.


