Cefalea cronica: da Trieste un progetto di cura regionale
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Presentato a Cattinara il modello innovativo di presa in carico multidisciplinare. Formazione periodica per i sanitari
La presentazione del progetto
TRIESTE – Presentato all’ospedale di Cattinara il progetto sperimentale regionale per la Cefalea Primaria Cronica intitolato “Realizzazione di un modello innovativo di presa in carico dei pazienti con cefalea cronica nella provincia di Trieste mediante organizzazione di una rete multidisciplinare a multilivello e formazione periodica professionale”, realizzato dall’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina – SC (UCO) Clinica Neurologica – SS Centro per la Diagnosi e Terapia delle Cefalee e finanziato dalla Regione FVG.
Presenti il direttore generale Antonio Poggiana, il direttore della SC Clinica Neurologica, Paolo Manganotti, il consigliere regionale Claudio Giacomelli, il direttore del Centro Cefalee, Antonio Granato, e il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Cosimo Quaranta.
“Il progetto – ha spiegato il Manganotti – nasce per ottimizzare la cura dei pazienti con cefalea primaria cronica mediante interventi di potenziamento del personale sanitario per fronteggiare il bisogno assistenziale, interventi di coordinamento che facilitino la comunicazione fra le figure professionali coinvolte nella rete della cefalea e interventi di formazione continua per tutto il personale sanitario per omogeneizzare e standardizzare i comportamenti professionali. La domanda di trattamento specifico superava di gran lunga l’offerta con conseguente allungamento delle liste d’attesa e non vi era un’adeguata comunicazione fra le strutture dedicate alle cefalee e le altre figure professionali coinvolte nel percorso del paziente, come il Medico di Medicina Generale, lo psicologo, il fisioterapista, il Pronto Soccorso e le altre figure mediche specialistiche”.
“Il progetto, avviato nella provincia di Trieste – ha affermato Granato – ha quindi l’obiettivo di migliorare tutti questi aspetti. La cura e la qualità di vita delle persone affette da questa patologia, riconosciuta dall’OMS come una delle principali cause di disabilità nel mondo, ha avuto inizio nell’aprile 2025 e prevede la realizzazione di una rete multidisciplinare e multilivello per la gestione integrata del paziente cefalalgico”.
‘‘La cefalea rappresenta un problema sanitario, sociale ed economico di grande rilievo. Le forme croniche, in particolare, comportano un impatto significativo in termini di disabilità, assenze lavorative e costi per il sistema sanitario – ha sottolineato Giacomelli – pertanto mi è sembrato doveroso intervenire per lo stanziamento di fondi regionali col fine di avviare progetti sperimentali capaci di alleviare le sofferenze delle persone affette e dare una risposta concreta alle esigenze del sistema socio sanitario”.
“Il progetto – ha evidenziato Granato – prevede sei obiettivi: la mappatura dei livelli di accesso dei pazienti con cefalea, il potenziamento della presa in carico dei pazienti con cefalea cronica, la formazione per il personale sanitario, l’informazione per la popolazione, il potenziamento terapeutico con terapia cognitivo-comportamentale e di mindfulness e il potenziamento terapeutico con trattamenti di neuromodulazione non-invasiva. Queste terapie, efficaci e sostanzialmente prive di effetti collaterali, potranno essere utilizzate insieme ai trattamenti farmacologici per potenziarne l’efficacia, o nei pazienti che non possono o che preferiscono evitare i trattamenti farmacologici, per esempio le donne in gravidanza o allattamento”.
“Questa iniziativa – ha concluso Manganotti – punta a creare un modello organizzativo replicabile in tutta la regione, capace di migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti e di rafforzare la sinergia tra ospedale e territorio”.


