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Tendinopatie del gomito: come curarle?

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Il Plasma ricco di piastrine può stimolare la guarigione dei tessuti danneggiati: ecco in quali casi. E, soprattutto, come procedere

tendinite

Il dolore al gomito è un disturbo molto comune, soprattutto tra sportivi, lavoratori manuali e persone che svolgono movimenti ripetitivi.

Tra le cause principali ci sono le tendinopatie, spesso impropriamente definite con il termine di “tendiniti”.

Infatti, le tendinopatie non sono prettamente una problematica infiammatoria, bensì una patologia degenerativa che coinvolge l’inserzione del tendine all’osso indotta da un sovraccarico funzionale. Lo squilibrio tra le continue sollecitazioni del complesso muscolo-tendineo in seguito a gesti ripetitivi e la capacità di recupero necessaria causa inizialmente uno stato infiammatorio e successivamente una progressiva perdita della normale struttura del tendine con la comparsa di piccole lesioni che portano a dolore e perdita di forza.

Le più conosciute sono l’epicondilite (“gomito del tennista”) e l’epitrocleite (“gomito del golfista”).

Chi soffre di tendinopatia del gomito avverte dolore localizzato, soprattutto durante la presa di oggetti, i movimenti di rotazione del polso o la mobilizzazione del gomito. Il fastidio può essere continuo o comparire solo con l’attività fisica o lavorativa.

La diagnosi viene fatta dallo Specialista ortopedico attraverso un accurato esame clinico e, se necessario, con l’aiuto di un’ecografia.

Il trattamento iniziale è quasi sempre conservativo. Si basa su riposo relativo e modifica delle attività; ghiaccio, farmaci antinfiammatori, fisioterapia, con esercizi specifici di stretching e rinforzo ed infiltrazioni di corticosteroidi o acido ialuronico, nei casi più resistenti. Quando il dolore persiste per mesi, si può considerare un’opzione più avanzata: il PRP.

Il PRP, o plasma ricco di piastrine, è una terapia rigenerativa che utilizza il sangue del paziente stesso per stimolare la guarigione dei tessuti danneggiati. Si preleva una piccola quantità di sangue, che viene centrifugato per separare il plasma dalle altre componenti. Si ottiene così un concentrato di piastrine, ricco di fattori di crescita, che viene poi iniettato nella zona del tendine lesionato.

L’obiettivo non è semplicemente ridurre il dolore, ma favorire la riparazione biologica del tessuto tendineo, promuovendo la rigenerazione. Essendo autologo (prodotto a partire dal sangue del paziente), il PRP è considerato una terapia sicura con scarse reazioni avverse.

Gli effetti collaterali sono rari e, quando presenti, sono generalmente lievi come dolore locale che può durare qualche giorno o lieve gonfiore nella sede di iniezione.

Studi scientifici confermano risultati generalmente positivi, soprattutto nei casi cronici e resistenti ad altri trattamenti. Il PRP sembra ridurre il dolore e migliorare la funzionalità del braccio nel medio-lungo termine.

Tuttavia, l’efficacia può variare a seconda del metodo di preparazione, del numero di infiltrazioni e delle condizioni del paziente.

Le tendinopatie del gomito possono diventare un problema invalidante, ma oggi esistono soluzioni sempre più efficaci. Il PRP rappresenta una promettente alternativa per i pazienti che non rispondono alle cure tradizionali, offrendo una via rigenerativa alla guarigione.

È fondamentale rivolgersi a uno specialista per valutare il trattamento più adatto al singolo caso.