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Da Sanremo a Grado: Peppe Vessicchio si racconta

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Il direttore d'orchestra protagonista della serata conclusiva del Festival di Avvenire. "L'erede di Carlo Conti? Stefano Di Martino"

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Castellani e Vessicchio sul palco

Castellani e Vessicchio sul palco

GRADO – “Fra le mie note sto benissimo, sento quella pace che dovremmo sempre ricordarci di donare e impugnare là dove non c’è, perché degenerata”.

Con queste parole il musicista, compositore e direttore d’orchestra Peppe Vessicchio, sul palco allestito in Campo Patriarca Elia a fianco della Basilica di Santa Eufemia di Grado, ha iniziato la serata che lo ha visto protagonista nell’incontro di chiusura della quarta edizione del Festival del quotidiano Avvenire dal titolo “In dialogo con il territorio”.

Numeroso e attento il pubblico che ha assistito all’incontro elegantemente condotto dal giornalista della testata cattolica, Massimiliano Castellani.

Una conversazione frizzante, intensa, mai dottorale ma sempre colorata dall’ironia e dalla grande umanità del Maestro che per oltre 30 anni è stato una figura di spicco e di riferimento musicale del festival di Sanremo, ma non solo.

In ben quattro edizioni è stato il direttore artistico per gli interpreti vincitori, ma quanti ne ha accompagnati!

“Ricordo la vittoria di Roberto Vecchioni nel 2011 con il brano “Chiamami ancora amore” dedicato all’amore universale. Una canzone intensa e perfetta da far commuovere Morandi, musicista di livello non solo cantante, allora direttore artistico del festival”.

Tanti i ricordi srotolati con quella verve napoletana che è scherzosa miscela di saggezza, acutezza e bonomia di antica origine.

“Un tempo non sapevo parlare in pubblico, oggi un poco ho imparato. Prima mi facevo forte solo della mia competenza musicale”.

Rispondendo alla domanda di un giovanissimo spettatore che desiderava sapere se sul palco sanremese temesse errori la risposta è stata: “Tremavo quando dovevo guardare la telecamera giusta fra tutte quelle accese, ma appena mi rivolgevo all’orchestra ritrovavo sicurezza”.

Tante e interessanti le domande del giornalista Castellani, in particolare chi potrebbe raccogliere lo scettro di conduttore dopo l’era Conti: “Stefano Di Martino, ne ha la stoffa”, la risposta di Vessicchio. gruppo 1Da sinistra Girardo, monsignor Nutarelli, Vessicchio e Castellani

L’arrivederci per il direttore di Avvenire Marco Girardo è alla 5ª edizione nel 2026. Alla serata erano presenti il parroco, monsignor Paolo Nutarelli, e il sindaco Giuseppe Corbatto, co-organizzatori dell’evento con il sostegno della Regione Fvg.