La Spagna incantata dai Freevoices
Tempo di lettura: 2 minuti
Il gruppo diretto da Manuela Marussi si è aggiudicato il Gran Prix al concorso internazionale Chorus Inside a Barcellona
I Freevoices premiati in Spagna
CAPRIVA DEL FRIULI – Prestigiosa affermazione del coro isontino Freevoices di Capriva del Friuli, diretto da Manuela Marussi, che si è aggiudicato in questi giorni il Gran Prix al concorso internazionale Chorus Inside svoltosi a Lloret de Mar, a Barcellona.
È la prima volta da trent’anni che un coro italiano vince il primo premio nella competizione che anche questa volta ha visto in gara le migliori espressioni della coralità europea.
Il concorso, organizzato da Federcori International, ha visto concorrere gruppi polifonici provenienti da Italia, Brasile, Romania, Polonia e Ucraina.
La giuria era presieduta dal maestro polacco Darius Dyczwyski, docente di fama internazionale, cui si sono uniti il compositore spagnolo Jordi Lalanzq Garcia e la direttrice d’orchestra Claudia Dube Oranias.
I Freevoices hanno gareggiato sia nella categoria del canto popolare sia in quella del canto gospel, pop modern e jazz.
Nel canto popolare hanno eseguito brani composti dai maestri friulani Maiero e Dipiazza mentre per la parte moderna hanno proposto brani dal Quartetto Cetra al più recente musical in stile Bollywood per un excursus musicale che comprendeva anche due rivisitazioni sia della celebre Think di Arena Franklin che di Donne di Zucchero.
Il tutto naturalmente accompagnato dallo stile Freevoices che cura per ogni brano l’espressione danzata.
È proprio il premio per le migliori coreografie disegnate come sempre da Marco Rigamonti del Teatro Litta di Milano, presente assieme al gruppo, è stato il primo passo verso l’ambito Gran Prix finale cui si è aggiunta la Fascia d’oro per il miglior canto popolare.
Punteggio unico e raro quello raggiunto dai giovani friulani proprio nell’ultima performance che li ha qualificati con l’assoluto 30 trentesimi al premio finale.
Nella loro esibizione i Freevoices sono stati accompagnati dal pianoforte del maestro Gianni Del Zotto, curatore anche di molte delle elaborazioni musicali, e dalle percussioni di Francesco Pandolfo al Kaon per la parte popolare e alla batteria per il pop modern.


