Udinese: ecco Zanetti per risalire la chinaUdinese: ufficiale l’addio a RunjaicGrado: inizia l’anno accademico dell’UTEPace attraverso la musica: il progetto europeo nato ad AquileiaRitmica: Udine domina la Serie ACanottaggio: Bressan e Toniolo campioni italianiViolenza di genere: Casarsa previene con la culturaUdine: Sandro Sozzo entra nella Sigma XiFondazione Aquileia: inizia l’era MantiniArcheologia internazionale: la Farnesina finanzia l’Università di UdineBasket: Calzavara scaccia la paura, Udine batte TortonaUdinese versione Halloween: con la Roma vede le stregheStudenti precursori dell’amicizia tra Gorizia e la Corea del SudLa libreria di Margherita. Libri al topInvecchiamento attivo: premiati 4 laureati dell’Università di UdineMonfalcone: due nuove dirigenti in ComuneIl grande cinema di fantascienza torna a TriesteCasa Pordenone: l’abitare condiviso diventa realtàFede e comunità nei 95 anni di Nerina NonisTrieste e il Carso nuovo scenario da film

Trieste fa squadra contro il tumore primitivo al fegato

Tempo di lettura: 2 minuti

Quattro enti di eccellenza pronti a siglare un protocollo operativo per affrontare una delle principali cause di mortalità oncologica a livello globale

I partecipanti al seminario
I partecipanti al seminario nella sede FIF

I partecipanti al seminario nella sede FIF

TRIESTE – Un protocollo operativo per l’attivazione di gruppi di lavoro tematici.

Fondazione Italiana Fegato ONLUS (FIF), Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) – Associazione Provinciale di Trieste, Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) e Università degli Studi di Trieste hanno espresso l’intenzione di rafforzare la cooperazione in occasione di un seminario multidisciplinare dedicato al carcinoma epatocellulare (HCC), nell’ambito del progetto sull’HCC, finanziato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) nel 2024.

L’evento ha riunito nella sede di FIF a Trieste ricercatori, clinici, e studenti, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra enti scientifici e sanitari per affrontare in modo sinergico la sfida rappresentata dal tumore primitivo del fegato, una delle principali cause di mortalità oncologica a livello globale.

“Nel corso della giornata – sottolinea il direttore scientifico della Fondazione Italiana Fegato, Claudio Tiribelli – è stata ribadita l’importanza della prevenzione primaria e secondaria, della diagnosi precoce e di una presa in carico multidisciplinare del paziente, nonché la necessità di investire nella formazione e nella divulgazione scientifica per aumentare la consapevolezza pubblica sulle malattie epatiche croniche. L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro: solo unendo competenze, risorse e visioni sarà possibile migliorare la prevenzione e la cura del cancro al fegato, a beneficio dei pazienti e della comunità”.