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Joannis, un’unica diciottenne tramanda la tradizione del Maj

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L'esempio di Eleonora Gregorat

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Ogni anno in molti comuni e frazioni della bassa friulana si svolge la tradizionale festa del Maj, cioè quel giorno dove i neo-diciottenni innalzano “l'albero di maggio” nella piazza del proprio paese.

Quest'anno è toccato ai ragazzi nati nel 2003. Il Maj è un'antica pratica che trae origine da riti magici celtici che propiziavano l'abbondanza al ritorno della bella stagione. Nel corso degli anni questa celebrazione si è radicata nel territorio diventando la festa dei giovani che passavano dalla gioventù spassionata all'età più matura.

Anche il piccolo centro di Joannis, frazione di Aiello del Friuli, ha mantenuto questa tradizione: nel primo sabato di maggio, come al solito si è innalzato un albero – quest'anno era un tiglio (di solito una quercia) – in piazza di fronte alla chiesa dedicata a Sant'Agnese. Sul tronco si è quindi fissato il nome dei neo diciottenni, quest'anno solamente uno: Eleonora Gregorat.

Pur non essendo la sola diciottenne, è l’unica che ha aderito a questa usanza, è stata brava e sagace e non ha voluto far mancare questo appuntamento “di vita”, probabilmente la voglia di esserci gliel’ha trasmessa il papà, e forse anche il nonno. Eleonora non ha voluto far mancare neanche l'abitudine di scrivere qualche frase di fronte alle case dei suoi paesani: per una questione di “coprifuoco” si è limitata a scrivere “W il 2003” di fronte alla chiesa, bastava solo quello per poter dire che la tradizione va avanti, non si ferma.

Non si è invece potuto organizzare, per il secondo anno consecutivo, la classica cena: l'usanza era che la classe di quest'anno, quella del 2003, invitasse a cena le classi del 2002 e del 2004 (i neo maggiorenni dell’anno precedente e di quello seguente). La speranza è che il prossimo anno i nati 2001/2/3/4/5 possano trovarsi per una grande festa con il coronavirus già alle spalle.