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Vino, annata da ricordare per Colli Orientali e Ramandolo

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Soddisfazione per i dati 2018

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Sarà un’annata da ricordare, nei Colli Orientali del Friuli, quella della vendemmia 2018. Un’uva abbondante, sana e di qualità come non si vedeva da almeno un decennio. Il numero medio dei grappoli, il loro peso medio, il numero medio degli acini per grappolo e il loro peso medio, sono risultati più elevati rispetto a quelli medi degli ultimi dieci anni.

«Ciò – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Michele Pavan – ha portato a una crescita della produzione media per ettaro che è risultata pari a circa 90 quintali di uva, contro una media storica di 65-70 quintali. Ciò non ha influito minimamente sulla qualità dei grappoli  poiché, comunque, siamo ben al di sotto dei limiti consentiti dal Disciplinare».

Dal punto di vista qualitativo, la vendemmia 2018 è stata contraddistinta da una lunghezza del periodo di maturazione superiore alla media. La maturazione fenolica è risultata ottimale, con un buon grado alcolico per il Pinot grigio, il Picolit, il Verduzzo, il Merlot e il Refosco dal peduncolo rosso. I vini, perciò, avranno una struttura eccellente, grazie a un buon contenuto acidico (molto positivo per i vitigni a bacca bianca) e un’altrettanto buona estrazione delle sostanze coloranti, molto importante per i vini rossi. Complessivamente, si può prevedere che i vini del 2018 oltre alla loro eleganza e finezza, saranno caratterizzati da una buona tenuta all’invecchiamento e all’evoluzione.

Sono queste alcune delle considerazioni esposte recentemente ai viticoltori associati dai tecnici del Consorzio di Tutela, nel corso di un incontro tenutosi a Moimacco, presso l’azienda Villa De Claricini.

A livello climatico il 2018 potrà sicuramente essere ricordato come una delle annate più calde dell’ultimo ventennio: 10 mesi su 12 hanno fatto registrare temperature superiori alla media storica.

I produttori sono sempre più coinvolti nel progetto consortile “Natura Vitis”, caposcuola regionale della viticoltura sostenibile, con già 200 ettari sotto controllo. Dal canto loro, i tecnici consortili, che da 13 anni raccolgono tutti i dati legati alla vendemmia, hanno ora a disposizione dei modelli previsionali in grado di stimare quale potrebbe essere la produzione ipotetica del prossimo raccolto.

La superficie rivendicata a Doc Friuli Colli Orientali è pari a 1.774 ettari. Il vitigno più coltivato è il Tocai friulano (16,7%), con una forte crescita della Ribolla gialla (+4% sull’anno precedente). La produzione di vino Doc supera i 77.700 ettolitri: 65% da uve a bacca bianca, 35% da uve a bacca rossa.