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Tra i primi centri in Italia a realizzarlo

Attualità
07 settembre 2020

Aneurisma aortico, a Trieste riuscito un raro intervento

a cura della redazione
La Chirurgia Vascolare di Cattinara, grazie a una innovativa tecnica mini-invasiva endovascolare, ha salvato un uomo in situazioni disperate
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L'Equipe che ha realizzato l'intervento
Attualità
07 settembre 2020 della redazione

L’equipe della chirurgia vascolare dell’Ospedale di Cattinara, diretta dal prof. Sandro Lepidi, grazie a una innovativa tecnica mini-invasiva endovascolare, tratta con esito molto positivo un paziente 85enne, affetto da un grave aneurisma dell’aorta addominale.

"Un plauso all'equipe della chirurgia vascolare del nosocomio triestino: ringrazio uno a uno i professionisti che hanno partecipato a questo importante e innovativo intervento. Dimostrazione della costante ricerca scientifica, impegno, dedizione al lavoro e grande professionalità dei nostri medici", dichiara il vicegovernatore con delega alla Sanità, Riccardo Riccardi.

Il paziente si era recato per dolore addominale acuto al Pronto soccorso dove gli è stato diagnosticato un voluminoso aneurisma dell’aorta addominale, sintomatico (quindi con un rischio più elevato di rottura), di oltre 10 cm di diametro (il calibro normale è di 2 cm circa). Dopo attenta valutazione si è deciso di procedere all’intervento perché diversamente il paziente sarebbe andato incontro a morte certa per rottura dell’aneurisma ed emorragia massiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un intervento per via chirurgica tradizionale, vista anche l’età e la conformazione del grosso aneurisma, poteva esporre il paziente a un rischio elevato di complicanze (anche di morte) e a una lunga degenza ospedaliera. È stato deciso di eseguire l’intervento per via mini-invasiva endovascolare, utilizzando una protesi già disponibile in commercio, chiamata T-Branch, senza attendere i tempi di una protesi costruita su misura per il caso specifico.

L’intervento è stato eseguito lo scorso 1 settembre in anestesia generale, con un accesso dalle arterie femorali, attraverso una semplice puntura. Questo tipo di interventi richiedono normalmente anche un accesso dal braccio sinistro, attraverso l’arteria omerale con un’incisione chirurgica. Questo accesso può essere gravato da un rischio di ictus cerebrale perché bisogna attraversare delle arterie che portano il sangue al cervello; per evitare ciò si è deciso di adottare una tecnica innovativa, realizzando l’intervento con il solo accesso femorale e l’utilizzo di cateteri specifici. Questo ha consentito di ridurre ancora di più l’invasività dell’intervento, permettendo di effettuare la procedura completa senza alcuna ferita chirurgica.

Questa tecnica è stata messa a punto in alcuni grandi centri vascolari all’avanguardia in Europa e negli Stati Uniti, con cui il reparto di Chirurgia Vascolare di ASUGI è in stretto contatto, ed è stata eseguita a Trieste per la prima volta nel Nord-Est e tra i primi centri in Italia. L’intervento è stato complesso, è durato 8 ore ed è andato bene dal punto di vista sia tecnico che clinico. Il paziente non ha avuto nessuna complicanza, è rimasto 24 ore terapia intensiva ed è tornato in reparto, da dove potrà rientrare a domicilio nelle prossime ore.

Questi i nomi dei professionisti che hanno partecipato all’intervento; Equipe di Chirurgia Vascolare: Prof. Sandro Lepidi, Dott. Filippo Griselli, Dott.ssa Pela Bisatti. Equipe Anestesiologica: Dott.ssa Moira Milevoj e Giada Quarantotto. Equipe Infermieristico di Sala: Martini Fazzini, Pamela Marassi, Federico Abbiatici e  Michele Belci. Tecnico Radiologo: Fabio Sigaglia.

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