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Inviata una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri

Attualità
17 giugno 2020

Prezzi dei carburanti, il sindaco di Gorizia scrive al premier Conte

a cura della redazione
Richiesto un intervento del governo dopo la decisione sul ribasso adottata dalla Slovenia. "Ripercussione generale sui consumi: si rischia il disastro economico"
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Il sindaco Ziberna lunedì durante la riapertura del confine con Nova Gorica
Attualità
17 giugno 2020 della redazione

"Il governo italiano ascolti l'appello che sta arrivando dal Friuli Venezia Giulia e, in particolare, da Gorizia prima che sia troppo tardi".

Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in cui ha espresso, nero su bianco, le forti preoccupazioni per l'economia del territorio dopo il decreto del governo sloveno che, di fatto, consente la riduzione del prezzo dei carburanti alla pompa, provocando una fuga oltre confine di automobilisti italiani attirati dal pieno a costi ridotti. 

"È evidente che la Slovenia ha adottato questa misura per attirare clientela italiana - sottolinea Ziberna - e, ovviamente, questo "escamotage" avrà sicuramente successo, non solo per la vendita di benzina. Il fatto è che chi attraversa il confine per rifornirsi di carburante finisce per acquistare anche le sigarette e altri generi. Inoltre, come accadeva già prima della chiusura del confine per Covid 19, la diversa fiscalità e il minor costo del lavoro rende più economici anche i bar e i ristoranti e, quindi, le attività sul versante italiano, già fortemente in difficoltà a causa dell'epidemia e delle stringenti misure anticontagio rischiano il tracollo. È assolutamente necessario un intervento immediato del governo sulla fiscalità riguardante la fascia confinaria italiana per evitare la chiusura a breve di numerose aziende che non riusciranno più a sostenere la concorrenza slovena”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il sottoscritto - insiste Ziberna - denuncia da anni questa disparità e ci sono stati diversi tentativi trasversali nel corso del tempo, in ambito parlamentare, volti ad affrontare questo grave problema ma, purtroppo, senza i risultati sperati. Oggi ci sono nuove iniziative e un rinnovato pressing dell'opinione pubblica per attivare una nuova zona franca aggiornata o uno strumento analogo, in grado di riportare un nuovo equilibrio fiscale sul territorio a cavallo del confine prima che l'economia, sul versante italiano, vada letteralmente a fondo. Ma, in attesa di un provvedimento articolato c'è la necessità di un'azione immediata del governo italiano che freni l'emorragia di clienti verso la Slovenia. Sono certo che questa mia richiesta sarà sostenuta trasversalmente da tutti i parlamentari del Friuli Venezia Giulia nell'interesse di tutta la comunità regionale".

Commenti (1)
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fabrizio 24/06/2020 10:49
Adesso si svegliano , dopo quasi vent' anni?????