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Loris Basso

Società
16 luglio 2019

Il Duca del vino

di Livio Nonis
Oltre 40 anni fa nasceva a Cividale un sodalizio attivo in tutto il mondo per promuovere le eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia. Senza venir meno alla nobiltà della storia
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Delegazione del Ducato dei vini in Cina
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Il Ducato dei Vini Friulani è nato il 10 ottobre 1972 a Cividale. La scelta del luogo non è stata casuale. La storica cittadina si trova infatti al centro di una delle zone vitivinicole più rinomate del Friuli, e poiché Cividale fu la capitale del primo Ducato Longobardo, anche per il nuovo sodalizio venne scelto il nome di “Ducato”, per legare fra loro la nobiltà della storia, del territorio e del suo prodotto più importante: il vino. Il merito della costituzione si deve a benemeriti della viticultura, specialisti del settore, intellettuali, artisti e giornalisti, consapevoli che un prodotto di eccellenza come il vino friulano era giusto che venisse fatto conoscere a un pubblico sempre più vasto grazie all’azione di un sodalizio in grado di promuoverne l’immagine e di allargare la cerchia degli intenditori che già conoscevano i suoi pregi. È stato così che un nucleo di fondatori, avvalendosi delle straordinarie doti di comunicatori di giornalisti come Isi Benini e Piero Fortuna, hanno dato origine a un movimento di valorizzazione del vino prodotto in regione che è rapidamente cresciuto per importanza e notorietà sia in Italia che all’estero, soprattutto dove più viva era la presenza dei nostri emigranti.

Dalla fondazione a oggi, alla guida del Ducato si sono succeduti: Ottavio Valerio, Vittorio Marangone, Alfeo Mizzau, Emilio Del Gobbo, Noè Bertolin (reggente) e Piero Villotta. A quasi 50 anni di distanza si può dire che il Ducato, che ha annoverato e annovera tra le sue fila il Gotha dei produttori, dei ristoratori e di coloro che professionalmente si occupano di vino, ha svolto una funzione di stimolo molto importante con una serie di iniziative che lo hanno imposto all’attenzione degli operatori e della pubblica opinione. Nel 1981 il Ducato dei vini friulani ha tenuto a battesimo Asparagus, un’iniziativa con cadenza biennale ideata per far conoscere un’altra eccellenza agroalimentare del Friuli, l’asparago bianco.

Di tutto questo parliamo con Loris Basso – Duca Loris II – attuale presidente del Ducato dei Vini Friulani.

Quali sono gli obiettivi del Ducato?

«Amore per la propria terra, per i suoi prodotti, per le sue tradizioni. Tutte queste sono le caratteristiche per entrare a far parte del Ducato dei Vini Friulani. Questo miracolo di sviluppo non si è verificato per caso, ma solo perché illuminanti imprenditori agricoli, enologi e agronomi di prim’ordine, uomini di cultura e ristoratori hanno voluto e saputo puntare su un prodotto che trova qui, in questo lembo di terra che va dal Carso al Livenza attraversando tutto il Friuli, condizioni ambientali uniche».

Grazie alla vostra attività i prodotti del territorio vengono promossi in Cina, Argentina, Uruguay e altri Paesi. Come sono i riscontri?

«Proprio per l’esigenza di iniziare a fare conoscere il prodotto dei nostri vignaioli anche fuori dai confini nazionali e dalle richieste che gli amici friulani sparsi nel mondo facevano, i contatti con i Fogolârs Furlans si dimostrarono fin da subito un’occasione unica. Ecco allora nel 1975 la prima trasferta in Canada, a Toronto, in occasione dell’inaugurazione della casa de Famee Furlane a istituire la prima Contea del Ducato e a nominare ambasciatore l’indimenticabile Primo De Luca, quindi nel ’77 in Argentina, nel ’79 in Sudafrica, nell’80 in Australia e poi negli Stati Uniti… Così sono proseguiti i rapporti e lo scambio di esperienze con gli amici friulani nel mondo. Fino ad arrivare all’istituzione delle Contee presso i Fogolârs Furlans di La Valletta a Malta, di Pechino, di Montevideo, per concludere lo scorso mese a Buenos Aires, in progetti di re-incontro della friulanità, con la collaborazione dell’Ente Friuli nel Mondo, in eventi di presentazione della produzione vitivinicola del FVG. Il vino anche in queste occasioni si è dimostrato icona culturale e identitaria rappresentativa della nostra regione, non solo per la produzione di qualità, ma anche come simbolo di incontro fra persone, in particolare in quei Paesi dove grande è la presenza di emigrati friulani ma l’eccellenza enogastronomica nostrana è pressoché sconosciuta. Interessante il confronto guidato dal Nobile dei vini Rodolfo Rizzi, presidente degli Assoenologi FVG, fra i vini autoctoni, a iniziare dal Tocai, come viene ancora chiamato da “loro”. Diverso il discorso per quanto riguarda la Cina. Il vino italiano, soprattutto nella sua dimensione di prodotto culturale, trova attualmente in questo grande Paese un clima di vivo interesse».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quali sono le iniziative per educare i giovani a bere in modo corretto?

«Particolare attenzione e impegno del Ducato è rivolto ai giovani, futuri consumatori con un progetto a loro dedicato: Educazione al bere consapevole. Questo format è l’attività che più ha caratterizzato il Ducato in questi ultimi anni, articolato in una serie di incontri riservati agli studenti universitari in collaborazione con la Fondazione Renati a Udine e a Gorizia, e sostenuti dalla Fondazione Friuli. Nel corso di tali incontri i vignaioli guidano i giovani nella degustazione dei loro vini, di cui illustrano il metodo di produzione e le caratteristiche organolettiche e sensoriali al fine di farne comprendere non solo la piacevolezza, ma anche il valore nutritivo e l’aspetto salutistico. I vini in assaggio sono abbinati a cibi del territorio friulano, presentati dai produttori, rientrando tra le finalità di questa iniziativa non solo quella di dissuadere i giovani dall’assunzione smodata di sostanze alcoliche nocive, ma altresì di avvicinarli al consumo dei prodotti locali nel contesto dell’acquisizione di sane abitudini alimentari».

Il vino e l’asparago sono prodotti doc e rappresentano l’eccellenza agroalimentare della nostra regione. Che iniziative attuate per promuoverli?

«Non solo vino ma anche educazione al cibo, conoscenza e valorizzazione dei prodotti tipici come l’asparago, il tartufo di Muzzana, presidi slow food e così via. Durante l’anno vengono organizzati diversi incontri tematici (Diete) dove viene proposto il corretto abbinamento vino/cibo. Attraverso Asparagus, il Ducato dei Vini Friulani e gli esponenti della migliore ristorazione della regione, presentano una proposta culinaria con intendimenti anche culturali a difesa di usi, consumi e tradizioni».

Attualmente il Ducato è guidato dal Duca (presidente) Loris II – Loris Basso assieme ad altri nobili, che formano la Corte Ducale (consiglio d’amministrazione): Alessandro Salvin – Segretario Generale, Paolo Abramo, Gianni Bravo – Araldo, Diana Candusso, Mirella Della Valle, Claudia Iannis – Cerimoniera, Gianni Ottogalli, Renata Qualizza –Tesoriere, Rodolfo Rizzi e Fabiana Romanutti. Con loro anche i maestri dei conti, Federico Bravin, Michela Domenis, Claudino Verdimonti, Paolo Di Lenarda, Enrico Furlan, con un’intensa attività di promozione sempre più culturale.

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