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Paolo Panontin

Protezione Civile
06 novembre 2013

"La grande sfida? Mantenere l'eccellenza"

di Andrea Doncovio
Da pochi mesi è l’assessore di riferimento della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia: «Una realtà con livelli di efficienza assoluti. Da non dare mai per scontati». Ecco i suoi progetti.
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Paolo Panontin
Protezione Civile
06 novembre 2013 di Andrea Doncovio Image

Dallo scorso mese di maggio Paolo Panontin è il nuovo assessore regionale alla Protezione Civile. «Una realtà molto ben strutturata e di altissimo livello», spiega mentre ci accomodiamo nel suo ufficio all’interno della sede operativa di Palmanova.

Assessore, partiamo dall’inizio: che realtà ha trovato al momento del suo insediamento?

«Una realtà che da ormai oltre un decennio lavora con efficacia ed efficienza nelle situazioni di emergenza in cui è chiamata a intervenire, dimostrando sul campo altissima professionalità. Valori riconosciuti anche dal conferimento alla nostra Protezione Civile del ruolo di coordinatore nazionale delle Protezioni Civili regionali».

A suo avviso quali sono i punti di forza della nostra Protezione Civile?

«Poter fare affidamento su un’organizzazione strutturale all’avanguardia, con dotazioni tecnologiche di prim’ordine è un elemento fondamentale per poter garantire risposte immediate e funzionali nei casi di emergenza. Ma un punto di forza imprescindibile è rappresentato dalla rete di nostri volontari».

Nel contesto dei volontari una delle necessità più avvertite è quella di un maggior coinvolgimento dei giovani. Quali attività può intraprendere la Regione per stimolare le nuove generazioni a offrire il proprio servizio alla Protezione

Civile?

«Oggi l’età media dei volontari è molto alta. Inoltre, l’obbligo di verificare periodicamente la loro idoneità fi sica limiterà il numero di persone abili nello svolgere attività operative direttamente sul campo in contesti emergenziali. Investire sui giovani è fondamentale: per questo motivo avvieremo campagne di promozione della Protezione Civile sia nelle scuole sia negli ambiti dell’associazionismo, in particolare quello sportivo».

Durante il suo mandato su quali ambiti in particolare desidera operare per potenziare l’attività della Protezione Civile?

«Quando si parla di una struttura che funziona già molto bene come la nostra Protezione Civile, la grande sfida è rappresentata dal non sedersi sugli allori, mantenendo sempre alto il livello di efficienza, a fronte invece di un calo delle risorse disponibili. Tra gli obiettivi, poi, non può mancare il completamento di progetti avviati ormai da anni».

Tipo?

«Puntiamo a terminare il cosiddetto “Cubo”, la nuova struttura operativa realizzata presso la sede di Palmanova e destinata a ospitare strumentazioni tecnologiche all’avanguardia. Inoltre vorremmo trasformare in realtà l’ipotesi di trasferimento del 118 regionale proprio presso la sede regionale della Protezione Civile e completare il processo di interattività tra la nostra sala operativa e le centrali delle altre forze dell’ordine del territorio. Senza tralasciare alcuni interventi di abbattimento di costi inutili».

Cosa intende?

«Nell’ambito della cartografi a, per fare un esempio, ci sono delle sovrapposizioni tra le funzioni svolte dalla Protezione Civile e quelle svolte da altre direzioni regionali. Fare in due lo stesso lavoro non ha senso. Infine, spero di portare a compimento in tempi relativamente brevi anche la riorganizzazione dell’Osmer, per garantire quella rapidità di “previsione a terra” degli eventi atmosferici richiesta dalla Protezione Civile nazionale».

L’attività della Protezione Civile viene spesso messa in relazione con i momenti di emergenza. È possibile invece giocare d’anticipo, lavorando sulla prevenzione?

«L’Italia è un Paese che ha lavorato molto sulle situazioni emergenziali, spendendo al momento del bisogno molti denari. Ma la prevenzione ha costi notevoli».

Le emergenze però possono richiedere costi ben superiori…

«Concordo, ma è necessario un cambiamento culturale. È fondamentale che vengano messe a disposizione risorse economiche concrete, altrimenti rischiamo di riempirci la bocca per nulla. Sono il primo a riconoscere che se tutti gli edifici fossero antisismici gli effetti dei terremoti sarebbero meno dannosi, ma ci sono i soldi per ricostruire tutti gli edifici?».

Restiamo in tema di concretezza: durante il suo mandato quali novità vorrebbe introdurre?

«La nostra Protezione Civile è ricca di eccellenze tecnologiche: sarebbe bello che alcune di loro potessero essere condivise con le Università o con giovani ricercatori, per consentirne uno sviluppo anche al di fuori del nostro campo operativo».

Ultima domanda con macchina del tempo. Siamo nel 2018 e scade il suo mandato: l’assessore Paolo Panontin come vorrebbe essere ricordato?

«Mi piacerebbe non essere ricordato. Gli assessori di cui la gente si ricorda sono solitamente coloro che hanno dovuto intervenire in situazioni di disgrazia e di pesanti calamità. Semmai, mi conceda la provocazione, mi piacerebbe essere ricordato come il “liquidatore” della Protezione Civile: perché significherebbe che il livello di prevenzione raggiunto è tale da non necessitare di interventi emergenziali. Ma, per l’appunto, è solo una provocazione».

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