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Operazione della Guardia di Finanza

Attualità
05 gennaio 2018

Monfalcone, sequestrati sette cuccioli di razza

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Fermata al Lisert un'auto proveniente dall'Ungheria. Ammassati in due contenitori di plastica, gli animali erano in evidente stato di maltrattamento e denutrizione
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(ph. Sala stampa GdF)
Attualità
05 gennaio 2018 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

Viaggiavano nel bagagliaio già da diverse ore, ammassati in due contenitori di plastica, in evidente stato di maltrattamento e denutrizione, privi di luce e con scarsa aerazione. Sono stati trovati in queste condizioni i 7 cuccioli di cane (3 di razza “amstaff” e 4 “bulldog inglese”), immediatamente sottoposti a sequestro dai militari appartenenti alla Compagnia della Guardia di Finanza di Monfalcone; i cuccioli, tra l’altro, erano privi di sistemi per l'identificazione e delle necessarie certificazioni sanitarie, nonché del passaporto individuale.

Il fermo dell’autovettura, una Mercedes proveniente dall’Ungheria con a bordo due soggetti residenti in provincia di Pavia, è avvenuto, nel periodo di fine anno, al casello autostradale del “Lisert”, direzione Venezia, nel Comune di Doberdò del Lago. L’intervento di un medico veterinario dell’Azienda sanitaria “Bassa friulana - Isontina” ha permesso di accertare la tenera età dei cuccioli, di circa 8 settimane, precocemente distaccati dalle fattrici.

Al termine degli accertamenti, uno dei due soggetti responsabili dell’illecito traffico internazionale di animali da compagnia è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Gorizia, per maltrattamento e contrabbando di animali. Grazie alle cure dei militari e all’assistenza del medico, i cuccioli, in buone condizioni di salute, dopo un iniziale affidamento al Centro Recupero Fauna di San Canzian d’Isonzo, sono stati successivamente assegnati in custodia a famiglie della provincia di Gorizia che ne hanno fatto richiesta.

I cuccioli, pagati poche decine di euro, se fossero stati introdotti nel mercato nazionale, avrebbero consentito un illecito guadagno di circa diecimila euro.

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