Joannis commemora l’Imperatore Carlo I d’Austria
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La Chiesa di Sant'Agnese fulcro di riflessione storica e spirituale. Inaugurato il quadro realizzato da Alida Virgolini
Un momento della celebrazione
AIELLO DEL FRIULI – La comunità di Joannis ha ricordato il 104° anniversario della morte dell’Imperatore Carlo I d’Austria.
L’evento, promosso dalla Gebetsliga (Pia Unione di Preghiera “Beato Carlo per la pace tra i popoli”) attraverso la Delegazione del Friuli Venezia Giulia e la Sezione di Gorizia, ha trasformato la Chiesa di Sant’Agnese in un fulcro di riflessione storica e spirituale.
Il pomeriggio è iniziato con l’intervento del professor Ferruccio Tassin, il quale, nella relazione “Asburgo e Chiesa Cattolica: note di storia e di vita“, ha spiegato che tra il XV e il XVIII secolo, il legame tra la Contea di Gorizia e gli Asburgo ha plasmato l’identità del territorio.
Con Massimiliano I, “uomo universale” e stratega, iniziò nel 1500 il dominio asburgico, segnato da riforme amministrative e dalla difesa del Cattolicesimo contro la Riforma luterana tramite ordini come Gesuiti e Orsoline.
Il Settecento di Maria Teresa segnò il culmine della modernizzazione: nacque il porto franco di Trieste e, nel 1751, l’Arcidiocesi di Gorizia con l’arcivescovo d’Attems. Cruciale fu la riforma scolastica del 1774, che istituì l’obbligo d’istruzione per maschi e femmine sotto la vigilanza del clero.
Se Giuseppe II fu più controverso per le sue ingerenze ecclesiastiche, l’Ottocento vide un rinnovato lealismo, alimentato da figure come l’arcivescovo Luschin e da una Chiesa attiva nel sociale.
Il profondo senso religioso della dinastia è incarnato dal gesto di devozione dell’arciduca Francesco Ferdinando a Joannis nel 1913 e dalla carità del Beato Carlo I, che abolì punizioni degradanti come l’Anbindung, anteponendo l’umanità alle logiche di guerra.
Successivamente, la Celebrazione Eucaristica è stata officiata in lingua friulana, un richiamo potente alla “marilenghe” e alla pluralità linguistica dell’antico Impero da don Varlter Milocco, concelebrata da monsignor Arnaldo Greco.
La liturgia è stata solennizzata dalle voci della Corale “Angelo Capello” di Begliano, diretta dal maestro Marino Valente, con l’accompagnamento all’organo di Patrizia Diani.
Prima della benedizione finale, è stato solennemente inaugurato il quadro raffigurante il Beato Carlo.
L’opera, donata da un benefattore che ha scelto di rimanere anonimo, è stata realizzata dalla pittrice Alida Virgolini e rimarrà custodita permanentemente presso la parrocchia come segno di devozione.
Alida Virgolini con il quadro da lei realizzato
A conclusione della cerimonia, l’assemblea ha intonato l’inno “Serbi Dio l’Austriaco Regno“, cantato suggestivamente in tre lingue: italiano, tedesco e friulano.
Questo momento corale ha sottolineato la natura multiculturale e transfrontaliera della terra friulana, unendo i presenti in un unico abbraccio ideale.


