Un concorso di idee per il centro di Staranzano

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Livio Nonis

31 Marzo 2023
Reading Time: 3 minutes

L’obiettivo è ridisegnare la Piazza Dante Alighieri per recuperare maggiori aree pedonali e favorirne la fruibilità

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STARANZANO – Ridisegnare e ripensare gli spazi pubblici e gli spazi verdi in un’ottica di riqualificazione generale del centro urbano, ripensando alla viabilità, alla mobilità sostenibile e inclusiva, agli spazi pedonali e aree sosta: questo è l’obiettivo che si è posta l’amministrazione coinvolgendo nel percorso di studio e definizione del bando di concorso l’Università degli studi di Trieste con il corso di Laurea in Architettura e l’Ordine degli Architetti di Gorizia.

A partire dal 2020 la collaborazione con l’Università, in particolare con i docenti architetti Sara Basso e Alessandra Marin, ha consentito attraverso workshop, tesi di laurea e tirocini formativi di laureandi studenti di architettura di approfondire diverse tematiche urbanistiche e di riqualificazione urbana, sia del centro abitato sia del collegamento tra il centro e le aree costiere.

Tali studi e analisi sono stati raccolti in un book allegato al bando e che costituisce una guida per le proposte progettuali che si intendono raccogliere in questa prima fase del concorso di idee per la riqualificazione della piazza Dante Alighieri, pubblicato in questi giorni.

Il concorso è aperto a tutti i professionisti iscritti all’albo, con particolare attenzione ai giovani architetti con posti riservati e richiesti nei gruppi di progettazione.

Uno dei temi centrali del progetto sarà il Bobolar, simbolo della comunità staranzanese. Nel 2022 si sono compiuti i suoi 150 anni poiché risulta sia stato collocato nella piazza nel 1872. “In questo ampio spazio – ricordano il sindaco Riccardo Marchesan e l’assessore ai lavori pubblici Manuela Tomadin –, allora in terra battuta, fungeva da fuoco prospettico per chi raggiungeva il centro del paese percorrendo le vie storiche. Le cortine edilizie sul fronte est ed ovest della piazza, allora con moderate altezze, si relazionavano attraverso uno spazio aperto e continuo, non delimitato da sedimi stradali, parcheggi, marciapiedi, né alte quinte arboree, come i grandi cedri odierni”.

“Da alcuni anni – sottolineano – il grande bagolaro è stato attaccato da un fungo che ne sta minando la salute e la stabilità. Un nuovo bagolaro piantato 20 anni fa lì vicino è pronto a raccogliere il suo testimone qualora, non si può prevedere quando, il vecchio albero non ci fosse più. L’attuale conformazione della piazza per quanto attiene la viabilità e le aree di sosta si è andata a definire nel corso dei decenni in base alla sua presenza”.

“Una riflessione su tale spazio – concludono –, in relazione alla compresenza o meno nel tempo dei due bagolari, è pertanto necessaria al fine di recuperare maggiori aree pedonali e la continuità visiva e fruibile dello spazio piazza. Ciò anche alla luce dei nuovi strumenti pianificatori per la mobilità sostenibile, di cui l’amministrazione comunale si è dotata in questi ultimi tre anni, ovvero il Biciplan e il PEBA approvati all’unanimità dei presenti nel consiglio comunale proprio nell’ultima seduta. Obiettivo dell’amministrazione è infatti anche di ampliare le aree pedonali integrandole con il verde urbano, incrementare le superfici permeabili drenanti con impianti per il recupero e riuso delle acque meteoriche nelle aree verdi pubbliche. Il percorso per il recupero urbano di tali spazi è stato delineato in diversi step attraverso un concorso di idee che mira a individuare un’idea generale della piazza che risponda agli obiettivi delineati ma che lasci aperto nella seconda fase di progettazione un confronto attivo e partecipato con la cittadinanza, al fine di condividere soluzioni ed eventuali approfondimenti e alternative con l’intera comunità”.

 

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